TESSUTO | Cai Yingfei

Una nuova collaborazione tra la YAG/Garage, Studio Zecchino ex Studio Piero Manzoni e l’Accademia di Belle Ari di Brera è appena iniziata con l’obiettivo di promuovere la giovane arte.

Nel cuore di Brera, presso lo Studio Zecchillo ex Studio Piero Manzoni, fino a domani 15 aprile 2022, sarà aperta la mostra dell’artista cinese Cai Yingfei “TESSUTO”. Si tratta di un’esposizione cruciale per l’asse artistico Milano-Pescara: “Tessuto” apre infatti la collaborazione tra lo YAG/garage, galleria d’arte della città abruzzese diretta da Ivan D’Alberto, curatore pescarese, lo studio Zecchillo di Milano, casa dove visse e operò Piero Manzoni, diretto da Graziano Zecchillo, e la cattedra di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Brera, diretta dal prof. Sergio Nannicola. L’esposizione è stata inaugurata il 4 aprile tra le 15.00 e le 19.00 e si articola in quattro opere che rappresentano alla perfezione la ricerca artistica della Yingfei, che utilizza materiali organici per dare vita ad opere d’arte “eterne”. Lo YAG di Pescara punta a esportare gli artisti che gravitano intorno alla galleria. D’Alberto sta infatti siglando importanti accordi con altri spazi culturali napoletani e romani, vetrine per far conoscere i propri artisti in località in cui è presente un grande fermento culturale, con mostre innovative e di ampio respiro. Il progetto in questione è nato con l’obiettivo di fondere la storia dello Studio Zecchillo con la politica culturale dello YAG/garage, da sempre impegnato ad avviare alla professione artisti giovani, autori neo-diplomati o frequentanti gli ultimi anni delle Accademie di Belle Arti italiane.

Le mostre proposte per questo spazio vedranno il coinvolgimento attivo di giovani artisti e autori legati all’Accademia di Belle Arti di Brera – ma non solo – che potranno portare avanti una ricerca innovativa sui linguaggi visivi contemporanei e che avranno la possibilità di sperimentare con suono e musica in memoria del baritono Giuseppe Zecchillo, cantante lirico alla Scala di Milano, che dal 1963 ha utilizzato lo Studio Manzoni come sala prove e luogo d’incontro. Gli artisti coinvolti proporranno una mostra site-specific in cui lo Studio Zecchillo verrà utilizzato come spazio scenico e come luogo di memoria artistica. Saranno presentati numerosi riferimenti alla cultura musicale: performance, happening e proiezioni video metteranno al centro l’elemento sonoro assieme a quello visivo. Ogni esposizione avrà un focus unico e rappresenterà l’occasione per artisti giovani e autori neo-diplomati di portare in scena la propria ricerca artistica. Cai Yingfei è stata la prima artista coinvolta in questo progetto. Tre tessiture realizzate interamente con i capelli di Cai sono posizionate su una parete dello studio dove Piero Manzoni realizzò alcune delle sue più celebri opere concettuali (tra cui la “Merda d’Artista” e la “Linea Infinita”). L’artista cinese dà vita ad un progetto artistico che durerà lungo tutta la sua vita: tramite l’utilizzo dei capelli caduti naturalmente, Cai Yingfei crea un’opera d’arte unica, che mostra l’evoluzione e i cambiamenti del corpo umano e dimostra come l’arte possa diventare realmente eterna, infinita. Queste tessiture faranno parte del grande quadernone che la Yingfei vuole realizzare tramite questa particolarissima pratica artistica. Lombarda di adozione, l’artista cinese utilizza anche un altro tipo di materiali, i fili di cotone, trattati come un cuscino, un supporto sul quale i capelli possono essere appoggiati per formare il tessuto.

“Quando scriviamo un diario, la carta serve a supportare l’informazione. In questo caso, il cotone è il supporto che regge il messaggio della mia opera: i capelli rappresentano quello che io voglio comunicare” dice Cai Yingfei. L’artista utilizza un telaio con il quale tesse i capelli caduti che raccoglie ogni giorno. Questa attività andrà avanti per tutta la sua vita e vedrà l’utilizzo di capelli caduti naturalmente, non di quelli tagliati, che verranno raccolti con un pettine. Un’abitudine quotidiana che diventa opera d’arte. “Per realizzare una singola pagina ci vogliono anche 3-4 mesi, altre volte ancora di più, quando non mi sento bene. Altre volte ancora i capelli sono troppo corti e quindi impiego ancora più tempo. In Cina quando cuciamo e realizziamo nodi è come se stessimo dando vita ad una relazione. Colleghiamo due o più cose separate. I singoli capelli caduti vengono rimessi insieme tramite un lavoro con pettine e telaio. Faccio dei piccoli nodi con i capelli che poi divengono un’opera unica. E’ tutto in relazione, faccio una sorta di diario per ricordare ogni momento della mia vita” continua Cai. Il suo codice genetico è messo in relazione con la memoria storica della vita umana. Siamo davanti alla piena espressione dell’identità dell’artista. Per la realizzazione di queste tre tessiture, la Yingfei spiega di aver impiegato circa un anno. Il processo di “lavorazione/trasformazione” oltre che molto lungo è anche notevolmente dispendioso. Il telaio utilizzato è un macchinario che fa parte della cultura cinese: Cai ne ha studiato la tecnica e la storia, cimentandosi in un’arte antica declinata in chiave contemporanea.

L’artista ha lasciato anche un altro piccolo lavoro allo Studio: si tratta di un suo disegno a matita su carta, i cui estremi sono collegati dai suoi capelli tagliati, cuciti in modo tale che mettano in relazione le due figure presenti. Muovendo il disegno, i capelli tendono a formare una suggestiva ombra su di esso, rendendolo ancor più significativo. Secondo la tradizione cinese, la cucitura è anche una forma di “riparazione”, la creazione di una forte relazione comunitaria. Cai ha studiato pittura, scultura e decorazione, ma ha deciso di iniziare a lavorare a questo progetto perché voleva mostrare l’evoluzione del proprio corpo, tramite la propria ricerca. “I miei capelli diventeranno grigi, poi bianchi. Nessuna tessitura, nessuna pagina sarà mai uguale all’altra. Ho iniziato nel 2017 e ho già realizzato tredici pagine, tutte diverse. Con Ivan avevamo deciso di mettere tutte le pagine insieme, una sopra all’altra, ma alla fine abbiamo optato per questo allestimento”. Secondo l’artista, i capelli sono il materiale ideale per mostrare la propria identità, le proprie radici, la relazione con la famiglia. La Yingfei ha avuto come una sorta di illuminazione, perché ha iniziato a tessere i propri capelli quando si è accorta che ogni giorno ne perdeva numerose ciocche. Ha trovato nella caduta dei capelli un simbolo di vita, di decadimento ma anche di rinascita. Il tessuto è sinonimo di cambiamento, evoluzione, recupero e vita. Sarà interessante assistere agli sviluppi di un progetto che, anche se nato nel 2017, è ancora agli albori.

Nel 2021, Cai Yingfei aveva già partecipato a “CORPO – Festival delle Arti Performative”, manifestazione curata dallo stesso Ivan D’Alberto, direttore del Museo di Nocciano dal 2009 al 2012 e da Sibilla Panerai, storica dell’arte. In quell’occasione, l’artista cinese aveva realizzato una performance in cui tesseva i propri capelli fino a dare vita ad un vero e proprio pattern, un “tessuto” fatto di un elemento organico, esplicativo dell’identità dell’artista. Allo Studio Zecchillo è presente un IPad che mostra la video performance realizzata a Nocciano, posto proprio sotto alle tre opere che danno il titolo all’esposizione. Non è un caso che la mostra sia stata organizzata presso l’Ex Studio Piero Manzoni. Il filo conduttore dell’esposizione è infatti l’utilizzo di materiali organici, pratica già adoperata dall’artista lombardo nel corso della sua attività artistica. Unghie, denti e capelli sono gli elementi che impiegano più tempo ad usurarsi e danno la possibilità di realizzare opere che resteranno nel futuro, obiettivo dichiarato da Cai Yingfei. L’artista cinese vuole dare vita ad un’opera d’arte in cui ogni pagina sarà diversa dall’altra per questioni genetiche e cronologiche. Come ogni artista Cai punta a diventare eterna: i materiali utilizzati hanno lunga vita e amplificano questo concetto di eternità dell’opera d’arte.

Il lavoro di Cai Yingfei è stato raccontato e analizzato in occasione del talk tenutosi lunedì 4 aprile dalle 12.00 alle 13.00 nell’aula 48 (cattedra di Decorazione) dell’Accademia di Belle Arti di Brera. In questa occasione, sono intervenuti la stessa Cai Yingfei, Ivan D’Alberto e Sergio Nannicola.

Lo YAG/Garage di Pescara inaugurerà una nuova mostra fotografica a partire dal 7 maggio, mentre quella attualmente in corso a Pescara, “FUORICROMIA”, inaugurata il 9 aprile, resterà aperta fino al 30 aprile 2022. La nuova esposizione si intitolerà “TRANSITI” e racconterà, tramite le fotografie presenti in mostra, le storie di artisti che hanno avuto uno stretto legame con la regione Abruzzo.