La rassegna internazionale Stills of Peace and Everyday Life, promossa dalla Fondazione ARIA e diretta da Giovanna Dello Iacono, quest’anno sceglie l’Argentina come Paese ospite e sviluppa il tema della Global Identity, completando idealmente una trilogia curatoriale dedicata all’America Latina.
Dopo il Messico e la riflessione sulla Global Humanity, intesa come espressione di solidarietà, empatia e appartenenza a una comune condizione umana, e dopo la Colombia con il tema del Global Future, quale diritto a immaginare un futuro condiviso, equo e sostenibile, Stills of Peace approda oggi in Argentina per interrogarsi sul concetto di identità nel mondo contemporaneo. Un percorso che, nell’arco di tre anni, ha attraversato alcune delle questioni più urgenti del presente: l’umanità condivisa, la responsabilità verso il futuro e infine la costruzione dell’identità nell’epoca globale.
La scelta dell’Argentina non è casuale. La storia del Paese sudamericano è infatti profondamente intrecciata ai fenomeni migratori che tra Ottocento e Novecento hanno contribuito a costruire una delle società più composite del continente americano. Centrale, in questo processo, è stato il contributo dell’emigrazione italiana, che ha lasciato tracce profonde nella lingua, nell’architettura, nelle tradizioni, nelle pratiche sociali e nell’immaginario culturale argentino.
«Gli argentini sono nostri cugini. Un legame storico fatto di migrazioni e scambi. L’Argentina ha dato grandi personaggi alla cultura. Voci provenienti da diverse forme d’arte che hanno contribuito a far crescere la stima che tutti riservano a questa comunità», ha dichiarato il presidente della Fondazione ARIA durante la presentazione.
L’incontro tra Italia e Argentina diventa così il terreno privilegiato per riflettere sull’identità non come categoria statica o esclusiva, ma come processo dinamico di costruzione collettiva. Le identità contemporanee si formano attraverso attraversamenti geografici e culturali, stratificazioni di memorie, contaminazioni e continue trasformazioni. In un presente segnato da mobilità globale, crisi geopolitiche, mutamenti climatici e accelerazioni tecnologiche, Global Identity invita a riconoscere il valore delle differenze all’interno di una rete sempre più fitta di relazioni e interdipendenze.
Il progetto curatoriale si articolerà in cinque mostre distribuite tra Atri e Pescara, costruendo un percorso che attraversa differenti linguaggi artistici e differenti prospettive sul concetto di identità.
Cuore della tredicesima edizione sarà la grande mostra Global Identity, ospitata nelle Cisterne di Palazzo Acquaviva ad Atri e curata da Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato. Protagonisti del confronto saranno Luciana Lamothe e Nicola Samorì, due figure di primo piano della scena internazionale contemporanea.
A illustrare le ragioni di questa scelta è stata una delle due curatrici, Maria Letizia Paiato: «Si tratta di una scelta tutt’altro che semplice, che accosta due figure formalmente e visivamente distanti, radicate in linguaggi espressivi opposti. Samorì, con una figurazione legata al tema della tradizione artistica occidentale, e Lamothe, vicina all’ambito del concettuale e dell’architettura minimale, penetrano insieme il contemporaneo, esplorando i concetti di ferita e rottura».
Nelle antiche cisterne di Atri (Te), luogo in cui passato e presente si sovrappongono, le loro opere daranno vita a una riflessione sul concetto di identità individuale e collettiva nella contemporaneità globale.
Sempre negli spazi di Palazzo Acquaviva sarà allestita Stills of Peace for Young, mostra curata da Eva Comuzzi e Giovanna Dello Iacono che riunisce i giovani artisti italiani Satya Forte, Gianlorenzo Nardi e Maria Positano insieme alle artiste argentine Agustina Leal e La Porkeria Mala. Il progetto mette in dialogo due generazioni culturali accomunate da una storia di migrazioni, scambi e trasformazioni sociali, riflettendo sulle modalità attraverso cui le identità si ridefiniscono nel quotidiano come luoghi di negoziazione, resistenza e creatività.
Al primo piano di Palazzo Acquaviva troverà spazio la mostra documentaria Rodolfo Zanni. Note dall’oblio, curata da Giuseppe Zanni. L’esposizione ripercorre la breve ma intensa vicenda umana e artistica del compositore atriano Rodolfo Zanni (1901-1927), figura emblematica del legame storico tra Abruzzo e Argentina. Attraverso documenti, materiali d’archivio e una selezione delle sue composizioni musicali, la mostra restituisce visibilità a una personalità quasi dimenticata, trasformando la sua storia in metafora di quel ponte culturale che continua a unire le due sponde dell’Atlantico.
A Pescara, negli spazi di s.l.m.00 – zerozerosullivellodelmare, la mostra fotografica L’uguale, il diverso, curata da Paolo Dell’Elce, metterà a confronto le ricerche di Armando Di Antonio e María Zorzon. Attraverso approcci differenti, i due artisti indagano la condizione umana tra appartenenza e sradicamento, uguaglianza e differenza. Le immagini di Zorzon affrontano il tema della migrazione e della rinascita in nuovi contesti culturali, mentre quelle di Di Antonio si concentrano su una dimensione più intima e sospesa, interrogando la fragilità esistenziale dell’individuo e il senso di solitudine che accompagna l’esperienza umana.
La Chiesa di Sant’Anna di Pescara ospiterà invece Oh Madre!, personale di Martina Marini Misterioso, vincitrice dell’ultima edizione di Specchio Arte, realizzata in collaborazione con YAG/Garage e curata da Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato. Attraverso un linguaggio che intreccia argilla, lino e ceramica, l’artista affronta i temi della cura, dell’origine e della trasformazione. Il lavoro si sviluppa attorno all’esperienza dell’amore come forza generativa e allo stesso tempo come esperienza di perdita, proponendo una riflessione sull’identità come costruzione relazionale e in continuo mutamento. In dialogo con il tema della Global Identity, la mostra suggerisce una visione dell’identità come spazio aperto, in cui esperienza individuale e dimensione collettiva si incontrano e si ridefiniscono reciprocamente.
Accanto alle esposizioni torneranno anche i programmi collaterali che negli anni hanno contribuito a definire l’identità multidisciplinare della manifestazione. Cine Argentina proporrà sei appuntamenti dedicati al cinema argentino in lingua originale con sottotitoli in italiano, mentre Stills Story ospiterà incontri con autrici e autori argentini. Entrambe le rassegne si svolgeranno nel Chiostro del Palazzo Ducale dei Duchi d’Acquaviva di Atri.
La Fondazione ARIA conferma inoltre il proprio impegno verso le nuove generazioni attraverso Stills of Peace for Young, progetto dedicato alla valorizzazione dei giovani talenti, e attraverso Start Your Collection, iniziativa che amplia il sostegno alla produzione e alla diffusione dell’arte contemporanea.
Sette curatori, undici artisti internazionali, oltre tre mesi di programmazione e una rete di sedi diffuse tra Atri e Pescara compongono il mosaico di questa tredicesima edizione. Più che una semplice rassegna espositiva, Stills of Peace si propone ancora una volta come un laboratorio di pensiero condiviso, capace di utilizzare l’arte come strumento di conoscenza e mediazione culturale. Un invito a considerare l’identità non come un dato acquisito, ma come una costruzione continua, aperta all’altro e in grado di generare nuove forme di convivenza e comprensione reciproca.

