Perino & Vele, Structural Failures, 2021. Courtesy MARRA/NOSCO Brussel.

“Roshambo” | MARRA\NOSCO Gallery

Ultimi lavori del duo Perino & Vele presso la sede di Bruxelles della galleria italiana Anna Marra Arte Contemporanea.

La galleria MARRA\NOSCO di Bruxelles ha inaugurato la mostra Roshambo, un dialogo tra alcuni degli ultimi lavori del duo italiano Perino & Vele (Emiliano Perino, 1973, New York – Luca Vele, 1975, Rotondi) e opere appositamente realizzate per l’esposizione dall’artista brasiliano Túlio Pinto (1974 Porto Alegre). Si tratta di artisti che danno grande importante al materiale, i cui lavori danno forma a strutture apparentemente instabili ma con un ordine che rivela solidità e rigore.

In uno spazio così pieno di fragilità e durezza, la materialità degli oggetti sottolinea i limiti di ciò che è stabile. La parola Roshambo fa riferimento al gioco per bambini in cui i partecipanti tentano di indovinare e di disegnare una strategia vincente per battere gli avversari. Ma si tratta anche dell’immediata associazione che il nostro sguardo stabilisce abitualmente sul valore di elementi di diversa natura: sasso, carta, forbici.  

Dal 1994 Perino & Vele fanno uso della cartapesta nei loro lavori. Tramite l’utilizzo di questo materiale apparentemente fragile, spesso considerato anche impersonale, ma allo stesso tempo incredibilmente versatile, gli artisti esplorano le possibilità della tridimensionalità. Utilizzando giornali di vari colori (rosa della Gazzetta dello Sport, giallo di Italia Oggi, beige de Il Sole 24 Ore, grigio de Il Corriere della Sera o de Il Mattino), gli artisti recuperano le pagine, creando un mix di media che, una volta formato, torna a comunicare. Nelle loro opere Perino & Vele fanno riferimento a parole, notizie o immagini tratte dall’osservazione di quello che li circonda. Cercano poi di mettere in luce la relazione esistente tra individuo e società, in una sorta di antagonismo comunicativo, nell’ambito del quale si gioca con l’ambiguità dei materiali utilizzati e l’ironia dei significati dati alle opere.

Túlio Pinto, Complicity #34, 2022. Courtesy MARRA/NOSCO Brussels.

Tùlio Pinto è un artista che nella sua pratica ha sempre cercato di scardinare il concetto di fragilità, con una pratica scultorea che è fatta di tensione, peso, materiali contrapposti, architettura, equilibrio e forza di gravità. L’artista brasiliano ha sviluppato un linguaggio personale, unico, una pratica che mostra come materiali apparentemente differenti possano in realtà essere complementari. Seppur fragile, il vetro può riuscire a sostenere una tensione e un peso enormi come quelli dell’acciaio o del marmo: questo ci aiuta a ricordare che la fragilità è anche forza. I lavori in mostra ci mostrano i limiti della resistenza e della stabilità. Roshambo è il primo “duo” show di Túlio Pinto e Perino & Vele e la seconda mostra in assoluto della MARRA\NOSCO Brussels. È aperta dal 5 marzo 2022.

La ricerca artistica di Perino & Vele ha portato il duo a trovare grande visibilità a livello nazionale ed internazionale: presenti nel 1999 alla Biennale di Venezia, hanno poi esposto in istituzioni come il Museo Pecci di Prato (2000); l’ex Manifattura Tabacchi di Firenze (2001); il Palazzo delle Papesse di Siena; lo Smart Project Space di Amsterdam; il MART di Trento e Rovereto (2002); la Certosa di S. Lorenzo di Padula; il Palazzo Massari di Ferrara (2003); l’ARCOS di Benevento; la Fondazione Arnaldo Pomodoro di  Milano; il PAN di Napoli; il Palazzo Bricherasio di Torino (2005); l’Urban Planning Exhibition Center di Shanghai; il Beijing Creative Art Center di Pechino; la Pinacoteca Nazionale di Bologna; il National Museum of Fine Arts di Hanoi, in Vietnam (2007); il Palazzo delle Esposizioni di Roma; il MAMbo di Bologna (2008); il Triennale Design Museum di Milano e tante altre ancora.

Túlio Pinto ha invece esposto le sue opere in numerose istituzioni e gallerie con alcune mostre personali:  “Buraco no céu”, alla Galeria Millan di San Paolo, (2020); “41° 23’ 20’’ N 2° 10’ 34’’ E” e “41° 25’ 21’’ N 2° 12’ 32’’ E: Três Tempos”, alla Galeria Senda di Barcellona; “Onloaded”, presso il Phoenix Institute of Contemporary Art (phICA) di Phoenix (2015); “From territories, abysses and intentions”, al Santander Cultural di Porto Alegre e molte altre ancora. L’artista ha poi partecipato a numerose collettive, tra cui “Glass and Concrete” al Marta Herford Museum (2020); la Biennale di Vancouver; “Reagents” al Complesso dell’Ospedaletto di Venezia (2019); “Tension and dynamism” alla Piero Atchugarry Gallery di Miami,(2018); “Combining Materials” alla Rosenfeld Porcini Gallery di Londra e così via.

Le sue opere sono conservate presso importanti collezioni internazionali, come quelle del Marta Herford Museum, della Fundación Pablo Atchugarry, della Fundación María Cristina Masaveu Peterson di Madrid, della Piramidón, del Centre d’Art Contemporani di Barcellona, dell’UFCSPA – Universidade Federal de Ciências da Saúde de Porto Alegre, della Phoenix College art collection, del Figueiredo Ferraz Institute di Ribeirão Preto, del Museum of Contemporary Art of Paraná,  del MAC-RS – Museum of Contemporary Art of Rio Grande do Sul di Porto Alegre e del National Museum of Brasília.

Dal 5 marzo al 15 aprile 2022