Il Premio Marche 2025 – Biennale d’Arte contemporanea con la sua settantesima edizione torna in auge dopo venticinque anni ad Ancona, la sua città natale di appartenenza. Per realizzare questo progetto, degno di memoria e celebrazione, è stata presentata la mostra Erratica, ospitata nella Mole Vanvitelliana dal 22 novembre 2025 al 28 febbraio 2026.
Tale iniziativa è stata promossa e co-organizzata da AMIA (Associazione Marchigiana Iniziative Artistiche) e Comune di Ancona-Assessorato alla Cultura con il sostegno di Regione Marche. Il 22 novembre, ovvero il giorno stesso dell’apertura di Erratica, erano presenti note figure di rappresentanza di enti sostenitori, enti partner, promotori, collaboratori e altre, tra cui l’europarlamentare Carlo Ciccioli e l’assessore del Comune di Ancona Daniele Berardinelli. In primo luogo, a prendere la parola sono stati: l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, Arianna Trifogli e Stefano Tonti della Direzione artistica, Silvia Luconi Sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale delle Marche, i Curatori e membri del Comitato Scientifico Giacinto di Pietrantonio, Elena Pontiggia, Gabriele Simongini, Marco Tittarelli, Stefano Papetti.


Il Premio Marche nasce nel 1957 ad Ancona quando, dopo i sindacati fascisti, gli artisti non avevano spazi in cui potersi affermare e così prendono l’avvio in tutta Italia molti Premi, Gallerie, Fiere. Dalla Pop Art concettuale i premi iniziano però a perdere il loro valore storico. A dispetto di questo, il Premio Marche è stato uno dei pochi a resistere a quel contesto di difficile affermazione e ciò è stato possibile per opera di cultori, artisti e amministratori, riuniti nell’associazione “Accolta Amici della Cultura”, presieduta da Giorgio Umani e coordinata da Alfredo Trifogli, figura cardine della storia cittadina, che si è fatto carico di tale Premio con lo scopo di promuovere la ricerca nell’arte contemporanea, attraverso cui si sviluppa anche la valorizzazione del nostro territorio. Svoltosi ad Ancona fino al 1999, la storia del Premio subisce una battuta d’arresto per questioni di vario genere e poi riprende nel 2018 con due edizioni realizzate ad Ascoli Piceno e altre due ospitate ad Urbino. Da quest’anno, con grande impegno e organizzazione, che consentono di ricordare anche il ruolo fondamentale dei predecessori, il Premio si propone come un appuntamento biennale con uno stimabile obbiettivo in linea con il Dossier di candidatura italiana della Cultura 2028.
Stefano Tonti si è espresso in tal senso in termini di rivalorizzazione sottolineando che, sebbene il Premio Marche non sia solo della città di Ancona ma è proprio delle intere Marche, appare sempre più evidente e condivisa la richiesta di garantire una legge regionale di stabilizzazione di tale Premio: <<Con il Consiglio di Regione (con Stefano Papetti e Arianna Trifogli) la proposta è questa e crediamo di aver colto il segno, ovvero quello di portare in Ancona ciò che in venticinque anni non siamo riusciti a far apprendere: con Erratica, abbiamo errato e ora vogliamo cercare di ristabilizzarci ad Ancona, facendo una rassegna ogni due anni potendo forse così far ridecollare anche la città, il territorio e l’arte contemporanea in generale>>.

La mostra Erratica è stata organizzata distribuendo gli spazi in tre sezioni espositive. La prima, seguendo il percorso che è stato predisposto, è la Sezione storica del Premio Marche, a cura di Marco Tittarelli, con lo scopo di ricordare l’importanza dell’eredità del Premio Marche che ha avuto come suo primo storico vincitore, nel 1957, l’artista Luigi Bartolini (Cupramontana, 1892 – Roma 1963) con l’opera a olio su tela Fonte Maggiore in Macerata che fu il primo dipinto a confluire nelle collezioni civiche attraverso il Premio. “Fin dagli esordi” scrive Tittarelli “anima il contesto artistico regionale, promuovendo mostre e stimolando il dialogo tra artisti e pubblico”. La seconda è la sezione prettamente figurativa, a cura di Gabriele Simongini con Le ragioni della forma ed Elena Pontiggia con Maria e le altre con le opere di Vanessa Beecroft, Gabriella Benedini, Alberto Biasi, Giuseppe Bergomi, Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Chiara Dynys, Massimiliano Galliani, Omar Galliani, Giuliano Giuliani, Giorgio Griffa, Emilio Isgrò, Maria Lai, Ugo La Pietra, Eva Marisaldi, Giuseppe Penone, Paola Pezzi, Lisa Ponti, Rosa Maria Rinaldi, Arcangelo Sassolino, Marinella Senatore, Grazia Toderi, Grazia Varisco, Cordelia von den Steinen, Gilberto Zorio.
Lo scopo delle opere qui esposte ha come intento quello di ricordare che l’arte italiana di questi ultimi decenni è celebrata come un viaggio libero e un luogo di relazione, tanto potente da ricercare persino nelle forme la sua identità all’insegna di dubbi, lotte conoscitive e di affermazione, processi esistenziali di metamorfosi.


L’ultima sezione è intitolata Astrazione versus Figurazione – Tecnica versus pensiero ed è stata curata da Giacinto di Pietrantonio che si esprime con queste parole per descrivere le opere che costituiscono tale spazio: “Indagini condotte in modo profondo e con costante sperimentazione dei materiali. Artisti portatori di speranza che lavorano sulla creazione e mai sulla distruzione. Con qualunque pratica disciplinare decidono di operare essi edificano mondi e dunque positività”. Gli artisti in questione sono: Paola Angelini, Stefano Arienti, Simone Berti, Luigi Carboni, Giuliana Cunéaz, Loredana Di Lillo, Iulia Ghita, Federica di Pietrantonio, Silvia Mariotti, Marco Pace, Edoardo Piermattei, Alice Romano, Luca Rossi, Lorenzo Scotto Di Luzio, Vedovamazzei.
Al termine della presentazione dell’evento è stata conferita la Targa Alfredo Trifogli all’artista Edoardo Piermattei, mentre il vincitore del Premio Marche 2025 è Simone Berti con la sua opera realizzata con tecnica mista su carta.



