PAFF

PAFF! | Palazzo Arti Fumetto Friuli

Pordenone nell’immaginario collettivo è ormai il PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli luogo della codificazione del Fumetto nelle sue sfaccettature trasversali, soprattutto come espressione artistica. La sfida vede molti parallelismi con il complesso iter percorso dalla fotografia, che dalla sua comparsa sulla scena, è stata accettata in toto solo negli ultimi decenni.

Il genere fece capolino nella forma attuale, grazie alla carta stampata, ai primi dell’Ottocento con Yellow Kid negli Stati Uniti, e si è affermato da noi nel Novecento, ma in realtà vanta radici antiche, anzi preistoriche.

Tutta la storia dell’arte, dai graffiti sulle pareti delle caverne fino al Romanticismo, ha infatti sempre amato raccontare storie e comunque comunicare. La punta carbonizzata di un legnetto in un caso ma il pennello di Giotto in un altro – la sequenza di affreschi della Basilica Superiore di S. Francesco, si proprio lui che sancì il cambio di ritmo nella pittura inserendo l’afflato della poesia nell’opera – o le infinite pennellate dell’amato soggetto dell’Annunciazione e così tutta l’arte sacra e non solo, sono gli avi di questo modo di esprimersi che sta bussando da anni alla porta del mondo dell’Arte, con la A maiuscola 

A metà Ottocento come sappiamo, mosse i primi passi l’era industriale, e complice “L’Estetica del Brutto” di J. F. Karl Rosenkranz, il filosofo tedesco di matrice hegeliana, che fu probabilmente frainteso, l’arte abdicò definitivamente ai suoi parametri millenari, aristotelici, disattendendo mimesi, figurativo e quindi le storie e la narrazione, salvo rare eccezioni. L’avvento dell’informale fece il resto, i parametri divennero altri visto che il sociale travolse la bellezza e la raffigurazione, che da tempi immemori erano l’unico mezzo di comunicare, come afferma H.E. Gombrich nella sua Storia dell’Arte che sappiamo essere la più letta al mondo. Non è questa la sede per approfondire un tale mare magnum, ma possiamo dire che il mondo dell’illustrazione e con altri contenuti il fumetto ne raccolsero l’eredità e quest’ultimo divenne soggetto a sé. Snobbato, considerato inesistente dalla critica ufficiale, percorse un iter difficile e spinoso, perché il ludico non è mai stato ben visto in arte, e non solo in arte purtroppo, ma la sua realtà s’impose subito. Sapeva comunicare. 

E prosperava. Ora basta oltrepassare la soglia di una qualsiasi fiera d’arte o di una galleria di tendenza per imbattersi in Pluto giganteschi, Spider man, Mandrake, Batman … miti per certi versi, e non si contano. Ci voleva la nascita del PAFF! per mettere “la cornice al quadro”, anche perché Villa Galvani non presenta la rivisitazione dei fumetti come media, presenta proprio gli autori seguendo un programma preciso. La linea editoriale propone una sorta di enciclopedia in 3 D. Il genere conta appassionati e amatori in tutto il mondo perché il lessico è veramente universale. Le generazioni si riconoscono in questo o quell’eroe, in questo o quell’autore.  E veniamo a Milton Caniff, ora in cartellone è il caso di dire, data la sua coté cinematografica. A Villa Galvani, sede appunto del Palazzo Arti Fumetto Friuli si potrà conoscere da vicino uno dei più importanti e influenti artisti della storia del fumetto, al contempo anche cronista di un periodo difficile, il decennio 1930/40 e autore delle strisce Terry e i pirati e Steve Canyon.  Affiancate da contenuti di approfondimento a cura di Luca Raffaelli, sono 61 le preziose tavole, provenienti dalla Galleria 9éme Art di Parigi ed esposte per la prima volta in Italia, Notevole il valore storico, ci danno  infatti un’istantanea dei tempi in cui Caniff visse.  

“ … difficile  sottrarsi al fascino di Milton Caniff …  lavora sul tema del mito, restituendo ad ogni “carattere” una dimensione che supera l’umano e ne fa un modello di genere.” Così commentaGiorgio Gosetti,Direttore Casa del Cinema e Direttore Noir in Festival, e ancora  …“lavora sul tema del mito, restituendo ad ogni “carattere” una dimensione che supera l’umano e ne fa un modello di genere.”

 Ora come non mai l’artista si dovrà distinguere come anticipatore, dal momento che la IA, l’Intelligenza Artificiale ha centrato in pieno il concetto di creatività proprio dell’Uomo, che i robot possono autonomamente generare! e qui rivendico il ruolo fondamentale dell’etica. L’Arte non più come specchio delle emozioni del singolo, ma come nel caso di grandi artisti, potrà giocare in anticipo sui tempi, come Caniff. Continua infatti Gosetti: “Non è solo il “punto di vista” che lo rende unico, ma la sua capacità di comprendere in anticipo le figure, il tratto, le mode.”

Un bel programma questo del team che fa capo a Giulio De Vita, Direttore artistico e fondatore del PAFF! 

Masters of Black and White è parte fondante del progetto di creazione della collezione permanente sulla narrazione per immagini, recuperando l’importante valore di quest’ultima come dicevamo all’inizio. 

Non perdiamolo di vista dunque. Ora non ci resta che seguire Zellaby, dee-jay e nostra guida virtuale, che ci permetterà di visitare tutta la mostra stando seduti comodamente in poltrona.
www.paff.it


Il museo PAFF! è gestito dall’Associazione Vastagamma APS e sostenuto dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dal Comune di Pordenone. Concepito inizialmente come progetto sperimentale, è oggi un’istituzione permanente che promuove la cultura, favorisce la formazione professionale, facilita lo scambio sociale e valorizza le risorse del territorio, grazie alla sua originalità e alla capacità, data dalle caratteristiche tipiche del fumetto, di coniugarsi con ambiti e tematiche anche molto distanti fra loro: l’arte, la scienza, le discipline sociali.

La mostra è realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e del Comune di PordenoneL’esposizione è creata in collaborazione con la Galleria 9éme art di Parigi e con gli interventi tematici del Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia.

Tiziana Leopizzi

Architetto, giornalista iscritta all’albo da circa 25 anni, è stata nominata accademico ad honorem per la sua scelta di diffondere i valori dell’arte e della cultura in modo semplice e trasversale. È membro quindi dell’AADFI l’Accademia delle Arti del Disegno, la più antica d’Europa, voluta da Cosimo I e Giorgio Vasari nel 1563, che vanta come primo Accademico Michelangelo. Recentemente nel 2018 è stata nominata Ambasciatore della Città di Genova nel Mondo. Il suo mentore è Leonardo da Vinci il cui CV che non manca occasione di publicare, è fonte di saperi inestimabili per tutti noi. Usa l’arte come strumento di comunicazione realizzando progetti in Italia e all'estero.