Opera Condivisa 25 Novembre

In un momento così delicato che riguarda tutta l’umanità, siamo circondati da discorsi ormai quasi retorici, che ruotano attorno le tematiche divenute protagoniste durante i mesi recentemente trascorsi.

La pandemia da Covid-19 ha generato non poche problematiche, costruendo quasi all’improvviso, delle circostanze alle quali ci siamo dovuti adeguare senza poterci opporre. La più evidente e palese riguarda la socialità, un elemento essenziale nel rapporto con l’altro, che abbiamo dovuto sacrificare per cercare, nel piccolo di ognuno di noi, di limitare la propagazione del virus. Da ciò, a catena si son dovuti prendere provvedimenti per incentivare ulteriormente le persone a fare questo sforzo, limitando l’accesso a e la frequentazione di numerose attività, tra i quali rientrano i luoghi deputati alla propagazione culturale. Queste circostanze, insieme a molte altre, hanno portato ad una progressiva privazione della Bellezza in senso lato, includendo anche la libertà di movimento e di incondizionata espressione del sé, del contatto con la natura, del pensiero “positivo”.

Il distanziamento sociale e le condizioni imposte dall’alto, ci hanno condotti ad una riscoperta della casa in quanto metafora di famiglia e intimità, e dell’importanza che essa effettivamente ha nella nostra vita. 

L’altro lato della medaglia è rappresentato dall’isolamento, obbligandoci a ripensare la nostra vita all’interno di poche mura e, purtroppo, in alcuni casi anche a dover convivere con situazioni poco gradevoli. 

In questi mesi sono infatti aumentate le notizie riguardanti atti di violenza contro le donne, abusi e femminicidi, una tematica attuale e senza confini. A tal proposito si è espresso anche Papa Francesco nel mese di febbraio, esortando tutti a non ignorare il grido delle donne vittime di violenza.

L’Arte, la storia ce lo insegna e ormai si sa, è sempre stata un medium in grado di veicolare messaggi, personali o universali, al fine di rassicurare gli animi nei momenti più bui e cercando di aprire nuove vie e nuove visioni agli occhi dell’uomo colto da sconforto e annebbiamento. Ora più che mai, essa deve farsi vera passione e alimentare il fuoco rigenerante e purificatore dell’essere umano. 

L’artista visiva e terapista Roberta Cuzzola, sentendosi portatrice di queste voci, vuole creare un nuovo tassello nella storia dell’arte, prendendo in prestito tale medium per scuotere le coscienze e sensibilizzare, perché per troppo tempo si è rimasti passivi di fronte ad atti di violenza contro le Donne. 

Il suo risulta essere un atto di responsabilità, misto ad un guizzo di visionaria intraprendenza, concretizzati in una “chiamata alle arti” rivolta a tutti coloro che sappiano lavorare all’uncinetto e che vogliano prendere parte alla realizzazione dell’opera condivisa “25 Novembre”, giornata internazionale contro la violenza sulle Donne. Il lavoro richiesto è creare campanelle rosse, che suoneranno all’unisono nell’installazione sospesa che verrà inaugurata il 25 novembre 2021 a Reggio Calabria. L’opera potrà diventare itinerante ed essere ospitata da vari comuni.

Gli aggiornamenti sull’opera sono pubblicati sul gruppo Facebook “Opera Condivisa 25 Novembre”, luogo in cui si crea virtualmente la rete di contatti, dove queste Donne non si sentono sole, ma creano Bellezza insieme per una nobile causa. Qui è inoltre possibile trovare tutte le informazioni necessarie alla realizzazione di tali campanelle ed il modulo di adesione, che scade a fine Aprile 2021. 

Per ulteriori chiarimenti, l’artista è disponibile a fornire qualsiasi delucidazione tramite il gruppo Facebook oppure tramite una e-mail a roberta.cuzzola@libero.it.