Fino al 18 Gennaio 2026 Matt Mullican con That Person’s Heaven, a cura di Stefano Raimondi e la produzione di The Blank Contemporary Art, sarà a Bergamo al Palazzo della Ragione. Un progetto espositivo, ad ingresso libero, realizzato in collaborazione con Aquafil S.p.A.,uno dei principali produttori di fibre sintetiche e riconosciuto a livello mondiale per il filo ECONYL® ottenuto dal riciclo di scarti e rifiuti, e Radici Pietro Industries & Brands S.p.A. storico produttore italiano di pavimentazioni tessili; aziende accomunate dall’interesse per la sostenibilità e la ricerca all’avanguardia. The Blank, in occasione del suo 15° anniversario, presenta il lavoro dell’artista americano Matt Mullican, accompagnato da un catalogo bilingue edito da Silvana Editoriale, con testi di Stefano Raimondi (Direttore Artistico The Blank, Bergamo) e Roberta Tenconi (curatrice Pirelli Hangar Bicocca, Milano) con il contributo di Regione Lombardia e in intesa culturale con il Comune di Bergamo.
Matt Mullican, nato il 18 Settembre del 1951 a Santa Monica in California negli Stati Uniti d’America, sin dagli anni Settanta iniziò a elaborare visivamente una personale concezione scientifica dell’universo in cui divise la realtà in cinque ordini dell’essere, codificati a colori. Partendo dal basso il Colore Verde rappresenta il mondo materiale, la materia fisica e la natura. A questo secondario seguono i domini: il Blu è riferito alla vita quotidiana, alla routine giornaliera nel flusso del suo sviluppo, il Giallo all’ambito della cultura dell’arte e della scienza dove gli oggetti assumono significato simbolico o estetico indipendentemente dalla loro utilità, il Bianco e Nero al linguaggio, al suo significato e alla comunicazione; infine il Rosso, per la pura soggettività e lo spirito, è il regno delle idee, delle emozioni e dell’inconscio. A questi domini assegnò inizialmente un diverso simbolo pittografico, ispirato dai simboli direzionali schematizzati che con il passare del tempo si modificarono incorporandone altri: alcuni attinti dall’ordinarietà della vita, altri mistici.
Con un sistema di simboli, pittogrammi, codici cromatici Matt Mullicanha strutturato una modalità organizzativa per attivare la conoscenza, l’interpretazione e la condivisione del linguaggio e del suo significato, creando una mappa a colori di un proprio cosmo funzionale alla comprensione di ogni aspetto dell’esperienza umana. That Person’s Heaven è una grande installazione costituita da un morbido ed accogliente tappeto di duecentocinquantasei metri quadrati, composto da quattro fasce accostate di quattro metri per sedici l’una, commissionato per la sala del Palazzo della Ragione di Bergamo. Una composizione di trentadue settori della stessa dimensione: due fasce a fondo Bianco con segni, disegni, lettere dell’alfabeto e numeri in Nero per rappresentare l’area della scrittura, e due a fondo Rosso e interventi in Bianco e Nero, riferiti al linguaggio e al significato che interviene nella soggettività: ossia dentro il colore Rosso.
Matt Mullican ha creato per sé, in un’evoluzione costante e coerente della produzione artistica, degli strumenti per orientarsi all’esterno e all’interno della propria natura corporea partendo dal presupposto che la realtà, essendo una costruzione sociale, possa essere compresa con il filtro dell’immaginazione. Le sue origini e la cultura acquisita lo hanno stimolato alla creazione di una struttura del proprio fare che gli permettesse di accogliere il senso dell’esistenza. L’artista afferma di lavorare sotto ipnosi: quel «Particolare stato psicofisico a carattere dinamico, non statico, con modificazioni della coscienza affini a quelle del sonno e con prevalenza delle funzioni rappresentativo – emotive su quelle critico intellettive»; nel suo caso uno stato auto indotto per mezzo di spontanei monoideismi suggestivi e altre tecniche, per vivere esperienze performative prive di linguaggio verbale in stati di coscienza alterati. L’esposizione è un’esplorazione del silenzio come spazio d’introspezione e rivelazione, dove il lato a fondo Bianco con elementi in Nero è testimonianza della quotidianità di un corpo in relazione con la vita, mentre il lato a fondo Rosso, con cerchi al centro dal fondo Bianco ed elementi in Nero, presenta le tracce con cui affronta temi esistenziali come il paradiso, Dio, i demoni, gli angeli, che cosa precede la nascita e segue la morte. Uno spazio bidimensionale in cui sono tracciati molti dell’esperienza umana lasciati alla lettura e all’interpretazione di chi osserva, ma che appartiene a un’istintualità attinta dal passato e dal presente dell’artista.



Allestimento, Palazzo della Ragione, Bergamo
Courtesy l’artista e The Blank Contemporary Art. Crediti fotografici: Roberto Marossi
Ma guardare o vivere i soffici tappeti creati che cosa può rappresentare?
La lettura di That Person’s Heaven inizia dallo sguardo per tutti coloro che entreranno nella sala di Palazzo della Ragione. Immediatamente si viene colpiti dal forte impatto visivo dato dalle dimensioni e dalla contrapposizione cromatica delle due aree costituenti l’installazione, che anche in questo caso conferma la scelta di proporre un lavoro sviluppato in orizzontale. La superficie non presenta ostacoli che interrompano la visione invitando a vivere quest’esperienza in equilibrio verticale: osservando dall’esterno o fisicamente da sopra. Perché presentare un racconto di vita su una superficie che attraverso una successione d’immagini coinvolga non soltanto lo sguardo ma anche il corpo? Perché la scelta di quella soglia?
Camminare su segni, diagrammi, simboli.
Dove vivo, una piccola città della Lombardia patrimonio UNESCO dal 2008, il poter camminare sulle superfici su cui camminarono grandi artisti della storia, tra i quali Andrea Mantegna, mi procura brividi per l’emozione. Per questo, dopo il moto emozionale per ciò che concretamente mi sono trovata di fronte, indipendentemente dai significati propri del lavoro di Matt Mullican sui quali non avevo ancora avuto il tempo di riflettere, il primo pensiero è andato alla soglia e nello specifico a quella creata da Andrea Mantegna nella Morte della Vergine. Un’opera eseguita attorno al 1462, a tempera e oro su tavola, costruita affinché lo sguardo di chi osserva venga catturato e introdotto non solo dalla struttura compositiva in rigorosa prospettiva geometrica centrale, ma soprattutto dalla direzione obbligata che l’autore ha straordinariamente imposto alla visione facendo scivolare l’occhio gradualmente piastrella dopo piastrella. Incredibilmente anche al termine dell’attraversamento del pavimento a scacchiera che accoglie, introduce e accompagna fino allo spazio occupato dallo svolgersi del rito, lo sguardo è forzato a risalire e spinto direttamente ad entrare nello spazio naturale oltre l’ampia apertura che li collega.
Varcare la soglia di un viaggio per riflettere sul proprio
Matt Mullican da tempo offre l’opportunità di entrare a far parte delle sue installazioni con lo sguardo e con il corpo; in That Person’s Heaven rinnovaquesta possibilità permettendo di coinvolgere la vista e il tatto: possiamo toccare e camminare sull’opera. Ma un’altra riflessione ritengo sia importante: l’ingresso fisico del corpo dell’altro, che determinerà un coinvolgimento emotivo di coloro che deciderano di varcare la soglia per entrare nel suo territorio: una mappa di coordinate personali che rappresentano graficamente un proprio terreno in cui sono interpretati aspetti consapevoli e inconsapevoli dell’esperienza umana.
Un luogo di ricerca del proprio sistema simbolico
Sarebbe molto interessante poter raccogliere le emozioni di tutti coloro che decideranno di vivere l’esperienza di stare sulla superficie di That Person’s Heaven, consapevoli nell’interpretare lo spostamento del proprio corpo azionato da un passo, azione che permetterebbe di passare da uno spazio all’altro, come l’atto d’inizio del proprio viaggio di crescita. Questo perché decidere di camminare sulla superficie di ThatPerson’s Heaven significherà inevitabilmente doversi confrontare in quel tempo e in quello spazio, direttamente con il pensiero e il linguaggio istintivo stimolato dalle percezioni di Matt Mullican tradotte in azioni: dal cervello alla mano e da quella al lascito dei segni, imprigionati infine nella tessutura dell’arazzo.
Quindi, come scrive nel bel testo in catalogo il curatore Stefano Raimondi, si tratta di uno «spazio di tensione» una superficie parallela al terreno e senza barriere dove il «gesto elementare – camminarci sopra – ha un effetto dirompente: interrompe l’aura sostituendola con un’esperienza condivisa e, soprattutto reiterabile. L’aura vive nella separazione: un oggetto d’arte è auratico perché non si lascia toccare, perché resiste al consumo quotidiano. Camminare su un’opera significa dunque rompere quella distanza, trasformare il rito in uso.» Non vi sarebbero state parole più belle per descrivere ThatPerson’s Heaven, la creazione di un luogo d’incontro, il pretesto di una rivolta contro l’ottusità a favore di una spontaneità apparentemente disordinata ma fatta di codici, come testi brevi dalle singolarità irripetibili, sui quali vivere un’esperienza staccata dal tutto, per ricevere il tutto.
Tra le memorie visive di Matt Mullican, che ci addentrano in una vita unica fatta di vortici e di incombenze relative a quella reale da conciliare con quella interiore nutrita di emozioni, attingiamo sentimenti, doti umane, nell’occasione di un incontro il cui risultato starà più sulle vite di coloro che cammineranno su ThatPerson’s Heaven;su di essa si potranno mescolare i pensieri fino a non poter più distinguere la vita propria da quella fissata dall’autore, per contaminazioni, per la concreta opportunità di una trasformazione esistenziale alla luce di un intreccio di sensibilità in confluenza con l’esperienza descritta nei dettagli del suo vissuto, del mondo interiore ed esteriore in grado di trasformare chi avrà il coraggio di penetrarlo ed ottenere per sé un insegnamento, anch’esso scaturito spontaneamente da un rapporto con l’apparentemente inutile.
L’importanza educativa di That Person’s Heaven
La Lettera Apostolica di Papa Leone XIV, datata 28 Ottobre 2025, per il LX anniversario della Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis, èintitolata Disegnare nuove mappe di speranza ed è incentrata sull’estrema importanza e attualità dell’educazione nella vita della persona umana. Un testo con cui il Concilio Vaticano II aveva ricordato che l’educazione non è attività accessoria. Una riflessione importante su cultura e relazione, indipendentemente dal proprio credo, che parla di comunità educative che continuano a rilanciarsi senza muri ma creano ponti reagendo con creatività e aprendo possibilità nuove alla trasmissione della conoscenza. La funzione dell’installazione di Matt Mullican non è “soltanto” offrire uno spazio da contemplare ma sopra il quale essere in azione per incontrare l’altro e la sua diversità che genera testimonianza relazionale. Sopra il tappeto le informazioni sono pure e dirette, un profilo umano che si rivolge con la propria interiorità all’esterno affinché questa sia condivisa come risposta precisa ed individuale agli stimoli dell’esistenza, ma con la quale proporre temi di confronto iniziando dalle attitudini all’analisi e all’introspezione.
Incontrare la libertà di pensiero di ThatPerson’s Heaven è venire a conoscenza di un’azione dal valore intrinseco, non subordinabile a obiettivi esterni proprio perché la cultura permette all’intelligenza di farsi spazio, di giudicare e quindi scegliere, di affinarsi. Il cardinale teologo e filosofo John Henry Newman (Londra, Inghilterra, 21 Febbraio 1801 – Edgbaston, Inghilterra, 11 Agosto 1890) che sul piano filosofico contribuì allo sviluppo della filosofia dell’azione, sostenne «il sapere come fine a se stesso» e compose personalmente il proprio epitaffio:«Dall’ombra e dai simboli alla verità.» volendo riferirsi alla propria evoluzione, ma allo stesso tempo al percorso di qualunque essere umano teso ad affinare sensi naturali che attivino i soprannaturali.
Unindividuo si rivela a sè stesso nel tempo, e in questo senso l’espressione artistica è affine all’esistenza tanto da divenire essa stessa una questione di vita o di morte. L’arte è ricerca che richiede solitudine, svuotamento di sé nella convivenza non pacifica con la vita in cui si decide di sperimentare rispetto ai suoi misteri fondamentali, e dove non è necessario esplicitare presenze ma porre domande. Nessuna opera d’arte potrà mai essere salvifica per l’umanità ne rispondere ai suoi enigmi per la sua insufficienza, ma proprio perché insufficiente stimolerà alla continua ricerca e al superamento di soglie da varcare, alla nascita di nuovi spazi da attraversare con quel movimento che inspiegabilmente muove ciò che ancora di noi non conosciamo trasportandoci esattamente dove in silenzio trasporta ThatPerson’s Heaven: dalla vita comune a oltre la realtà.



Allestimento, Palazzo della Ragione, Bergamo
Courtesy l’artista e The Blank Contemporary Art. Crediti fotografici: Roberto Marossi
Matt Mullican (1951, Santa Monica, California. Vive e lavora a New York e Berlino) ha conseguito il BFA al California Institute of the Arts di Los Angeles nel 1974 e ha esposto ampiamente in Europa e negli Stati Uniti. Le sue opere sono state presentate alla Biennale di Vienna (2017); alla 53° Biennale di Venezia a cura di Massimiliano Gioni (2013), alla Biennale di Gwangju (2010), alla 28th Biennale di San Paolo (2008), e a tre edizioni di Documenta (1997, 1993, 1982). Recentemente la Possehl Foundation di Lubecca gli ha dedicato una serie di mostre retrospettive e gli ha assegnato il Possehl Prize for International Art 2022. Tra le sue principali mostre personali si ricordano quelle presso il Musée des Arts Contemporains au Grand Hornu, Belgio (2020); il de Young Museum, San Francisco (2020); la Skulpturenhalle, Neuss, Germania (2019); Pirelli HangarBicocca, Milano (2018); e il Kunstmuseum Winterthur, Svizzera (2016). Le sue opere fanno parte delle collezioni di importanti istituzioni internazionali, tra cui il MoMA – Museum of Modern Art di New York, il Whitney Museum of American Art di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e la National Gallery of Art di Washington, DC.
The Blank Contemporary Art nasce nel 2010, diventando nel tempo una tra le principali realtà italiane dedicate all’arte contemporanea, in grado di organizzare eventi di rilevanza internazionale, coinvolgere importanti artisti e collaborare con musei, fondazioni, imprese e professionisti attraverso diversi progetti artistici e culturali come mostre, residenze, produzioni, studio visit, progetti permanenti in spazi pubblici, pubblicazioni. Riconosciuto come ente di rilevanza regionale da Regione Lombardia, The Blank ha lavorato con artisti come Yayoi Kusama, Francesco Vezzoli, Lawrence Weiner, Giulio Paolini, Pipilotti Rist, Ed Atkins.
Matt Mullican
That Persons’s Heaven
Bergamo, Palazzo della Ragione (Piazza Vecchia, 8A)
Fino al 18 Gennaio 2026
Ingresso libero
Orari
Dal 17 Novembre al 21 Dicembre aperto da Giovedì a Domenica – Dalle 11:00 alle 19:00.
Dal 22 Dicembre all’11 Gennaio aperto tutti i giorni – Dalle 11:00 alle 19:00 (chiuso il 25 Dicembre e 1° Gennaio).
Dal 12 Gennaio al 18 Gennaio aperto da Giovedì a Domenica – Dalle 11:00 alle 19:00.

