Matt Mullican
Centered ©Matt Mullican

Matt Mullican alla Massimo De Carlo di Milano | Centered

La bellissima esposizione presso la galleria milanese è la quinta mostra dell’artista statunitense Matt Mullican con la De Carlo e la prima esposizione personale in assoluto nello spazio di Palazzo Belgioioso a Milano.

Situato nella zona di Montenapoleone, proprio nella piazza in cui si trova la casa dove visse Alessandro Manzoni (Belgioioso), il grande palazzo storico nasconde al suo interno gli spazi della galleria Massimo De Carlo, facilmente raggiungibile tramite un passaggio che attraversa la parte centrale dell’edificio. Una volta entrati all’interno della galleria, ci si trova subito davanti ai meravigliosi acquerelli dell’artista americano, che ripete motivi a lui cari. Untitled (Things change in Heaven) sono l’inizio di un viaggio dentro la poetica di Matt Mullican, che dall’acquerello passa alla scultura 3D fino all’utilizzo di uno stendardo, che diventa la parte principale dell’esposizione. Attivo dagli anni 70, Matt Mullican ha quasi 50 anni di carriera alle spalle e lo dimostra tramite una grande sapienza nel riproporre motivi e tematiche simili ma sempre in maniera rinnovata. La sua pratica include disegno, pittura, performance, scultura, installazione, video, computer graphic e l’utilizzo di tecniche diverse su tela, che rendono la sua produzione artistica differenziata nella ripetitività dei concetti rappresentati.

Dal titolo della mostra si evince molto di quello che l’artista vuole mettere in scena. nell’ambito di Centered, l’artista americano porta nel capoluogo meneghino una nuova serie di tele quadrate e di acquarelli e inchiostri su legno, realizzate con la tecnica del rubbing, che consiste nella riproduzione di un’immagine realizzata per sfregamento, diventata centrale nella produzione dell’artista americano. Vi sono poi in mostra un iconico stendardo colorato, due produzioni inedite e tante altre opere che presentano motivi geometrici e simboli astratti, a dimostrazione dell’insistenza di Mullican sull’astrazione che supera il figurativo e si fa tema principale della sua arte. L’artista dà a questi simboli significati totalmente rinnovati, nonostante essi siano primordiali e, a primo impatto, di semplice comprensione. Il colore poi è un altro aspetto che identifica le diverse tele; anche qui le diverse tecniche mostrano come l’utilizzo di esso cambi e serva a dare significati nascosti a seconda di quella utilizzata: pastello ad olio, acquerello e cotone non solo si differenziano per la diversa consistenza del materiale ma ognuno di essi va ad arricchire il supporto pittorico con un quid che è via via differente a seconda della tecnica utilizzata.

La quasi totalità delle opere di Matt Mullican ruota attorno all’idea di dualismi che mettono in relazione continua significato e significante, percezione e realtà materiale, oggettivo e soggettivo. Per questo, l’arte si Mullican può essere intesa come una riflessione “sulla relatività dell’oggetto e l’universalità del concetto”, come riportato sul comunicato stampa della mostra. La percezione della realtà viene sovvertita anche grazie all’utilizzo della realtà aumentata, per “entrare in una realtà virtuale che è paragonabile ad uno stato di trance”. Il pensiero soggettivo dell’artista prende forma tramite i segni che vengono trasposti sulle tele. La sua visione, il suo solipsismo diventa materia, la sua realtà diventa forma. L’esposizione è divisa in tre sezioni principali e sono quindici le opere che costellano i grandi spazi settecenteschi di Palazzo Belgioioso.


Matt Mullican
Centered
Massimo De Carlo
Piazza Belgioioso 2
20121 Milano – Italy