Segno Abruzzo e dintorni 2026
Installation view Mauro Valsecchi, Miraggi di poetica luce lunare, Casa Cavezzi, Montecchio Emilia (RE), 2026. Ph. Claudia Ponzi. Courtesy Art Gallery Finestreria.

L’intimità del disegno: Mauro Valsecchi a Casa Cavezzi

La ricerca di Mauro Valsecchi costruisce un atlante intimo dell’esperienza, un universo di silenzi, apparizioni e ricordi. Vincitore dell’ultima edizione del Premio Massimiliano Galliani, l’artista presenta a Casa Cavezzi un nucleo di lavori che raccontano di una poetica basata sull’osservazione e sulla memoria.

Lo scorso 11 ottobre 2025, nell’ambito della ventesima edizione di ArtVerona, Mauro Valsecchi – rappresentato da Finestreria Art Gallery – si è aggiudicato la quinta edizione del Premio Massimiliano Galliani per il Disegno Under 40, promosso dall’Associazione culturale artMacs e dal Comune di Montecchio Emilia. Il premio, istituito in memoria dell’artista Massimiliano Galliani, scomparso prematuramente nel 2020 all’età di trentasette anni, mira alla valorizzazione del disegno – linguaggio prediletto e cifra distintiva della sua ricerca – e si impegna al sostegno concreto delle nuove generazioni di artisti mediante acquisizioni, mostre e pubblicazioni. Voluto dalla famiglia Galliani, si pone in quello spazio delicato in cui la memoria diviene possibilità, eredità viva.       
La giuria – composta da Omar Galliani, artista e membro dell’Associazione culturale artMacs, Fausto Torelli, sindaco del Comune di Montecchio Emilia, Margherita de Pilati, sostituto direttore per le sedi di Trento del Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Ivan Quaroni, critico, curatore e giornalista, e Franco Guerzoni, artista – ha individuato nell’opera Antologia privata (2025) il lavoro meritevole del riconoscimento, premiando Mauro Valsecchi per «l’ineccepibile capacità tecnica» e per quella rara attitudine che consente di rinnovare temi noti attraverso uno sguardo autenticamente contemporaneo: come si legge nella motivazione, «all’acribia del miniaturista si associa la capacità di innovare un tema noto con una chiave di lettura fresca e contemporanea». L’opera è entrata a far parte di una collezione, costituita dall’Associazione culturale artMacs e dal Comune di Montecchio Emilia, focalizzata sul disegno contemporaneo. Al vincitore è stata inoltre dedicata una mostra personale negli spazi di Casa Cavezzi, storico palazzo quattrocentesco nel cuore di Montecchio Emilia, a pochi passi dall’atelier che fu di Massimiliano Galliani.           

Proprio a Casa Cavezzi, il 23 maggio ha aperto al pubblico Miraggi di poetica luce lunare, mostra personale di Mauro Valsecchi curata da Claudia Ponzi. Il percorso raccoglie una quindicina di opere su tavola e carta realizzate nell’arco degli ultimi dieci anni e trova il proprio orizzonte evocativo nel romanzo Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, opera che ispirò La voce della luna, l’ultimo film di Federico Fellini. Come i protagonisti di quel racconto sospeso tra sogno e veglia, anche le immagini di Valsecchi sembrano muoversi in una dimensione attraversata da apparizioni, intuizioni e silenzi.     
L’artista sceglie di parlare al mondo attraverso tonalità raccolte e segrete, costruendo un linguaggio fatto di attese. I colori polverosi, come osserva Antonella Mazza nel testo in catalogo, «hanno il compito di sostenere la luce. Sono essenzialmente il supporto di una poetica luce lunare».
Quella di Valsecchi è una luminosità soffusa, mai abbagliante, che emerge dalle superfici come un ricordo riaffiorato lentamente. È una ricerca che si fonda sull’impiego di pigmenti puri, spesso autoprodotti a partire da materiali naturali. Una pratica rigorosa che privilegia il monocromo e conduce l’immagine verso una dimensione quasi metafisica, ma sempre profondamente umana. In linea con lo spirito del Premio Massimiliano Galliani, il disegno diventa centro dell’indagine: un gesto essenziale che conserva il tempo della riflessione e la persistenza del ricordo.  
Emblematica in questo senso è proprio Antologia privata, opera che invita lo spettatore a varcare una soglia domestica e simbolica: quella della libreria dell’artista. I libri che abitano gli scaffali diventano indizi, tracce biografiche, frammenti di un autoritratto. Riconosciamo gli inconfondibili dorsi dei volumi Adelphi, i riferimenti cinematografici a Lars von Trier e una varietà di presenze che raccontano non solo ciò che Valsecchi ha letto, visto e amato, ma anche il paesaggio culturale e affettivo entro cui la sua sensibilità si è formata. Lo stesso sguardo si estende agli spazi familiari in Antologia privata – La cantina del nonno, dove i toni si fanno più terrosi, opachi, come se il tempo ci avesse depositato una polvere sottile. Bottiglie di vino, chiavi appese, utensili da lavoro emergono dal silenzio della composizione come reliquie quotidiane; sono oggetti che custodiscono le memorie di esistenze trascorse.         

Installation view Mauro Valsecchi, Miraggi di poetica luce lunare, Casa Cavezzi, Montecchio Emilia (RE), 2026. Ph. Claudia Ponzi. Courtesy Art Gallery Finestreria.

Per Valsecchi il disegno è strumento di conoscenza. È il modo attraverso cui osservare il mondo, assimilarlo e trasformarlo. L’artista non si affida alla fotografia, preferisce il disegno dal vero, l’appunto rapido, la nota visiva annotata durante il cammino. Ogni immagine, ogni schizzo nasce da una particolare intensità percettiva e prende forma attraverso il filtro dell’esperienza su taccuini, destinati a diventare raffinati libri d’artista.            
Lo vediamo in Ci vorrebbe la pazienza degli alberi che attendono la pioggia per sopravvivere, opera ispirata al cortile in cui l’artista vive e lavora, a quei «luoghi dove vivo e sopravvivo». Qui il disegno non descrive semplicemente uno spazio, ma ne restituisce la dimensione emotiva e riflessiva.
Un’intimità analoga attraversa il ciclo Soltanto le trasposizioni della mia noia, dedicato a figure femminili tratte da vecchi programmi erotici. Abitate da una silenziosa vulnerabilità, le donne ritratte si spogliano di ogni componente voyeuristica mostrandosi come presenze fragili: gli sguardi, i volti, la delicatezza del segno restituiscono una nudità che è prima di tutto psicologica. Tutto è racchiuso in un bellissimo tratto, in una dolcissima malinconia.     
Con Miraggi di poetica luce lunare Mauro Valsecchi ci accompagna nel territorio più raccolto del suo lavoro, dove il disegno si rivela nella sua natura più autentica. Una pratica fatta di lentezza e ascolto, in cui la luce continua a essere quella del legno che affiora sotto il pigmento e in cui il tanto utilizzato blu – oltremare, ceruleo, acquamarina – diventa atmosfera mentale. Si dispiega un paesaggio fatto di cielo e acqua, di frammenti e ricordi, di immagini che sembrano affiorare da una dimensione sommersa. E proprio in questa sospensione si manifesta la forza più profonda delle opere di Valsecchi.

La mostra Miraggi di poetica luce lunare di Mauro Valsecchi, a cura di Claudia Ponzi e presentata dal Comune di Montecchio Emilia e dall’Associazione culturale artMacs, è aperta al pubblico dal 23 maggio al 28 giugno 2026. In sede è presente il catalogo bilingue della mostra in consultazione, con testi di Antonella Mazza, Barbara Guidi, Fausto Torelli, Omar Galliani, Margherita de Pilati e Ivan Quaroni.

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