Fin dai primi passi è evidente che non siamo davanti a un’esposizione tradizionale. Non c’è alcun desiderio di compiacere, nessuna concessione alla leggibilità immediata. La mostra è un organismo vivo, un ambiente che si espande e si contrae, che ingloba il visitatore e lo costringe a rinegoziare la propria posizione nello spazio.
È un’esperienza che non accarezza: colpisce.
Il concetto di “conoscenza confusa” del filosofo tedesco Baumgarten – un pensiero che non pensa, un sapere che si manifesta nell’opacità – diventa qui una strategia di attacco. Désirée Nakouzi De Monte e Andrea Parenti non cercano di chiarire, ma di destabilizzare. La Galleria Solito viene trasformata in una cavità amniotica, un luogo dove la percezione visiva è continuamente disturbata da volumi, superfici, presenze.
Non si entra in una sala: si entra in un corpo. E questo corpo non è neutro. È un corpo che pulsa, che trattiene, che respinge. Il duo porta con sé un decennio di lavoro con MRZB Art Group; un’esperienza che ha forgiato un linguaggio collettivo, abrasivo, costruito sulla frizione. Dal 2024, con la Collezione Nancy Delroi, questa attitudine si è radicalizzata: una casa-galleria, un’officina, un laboratorio di collisioni.
Non è un caso che Les Qualités Sérieuses sembri più un habitat che una mostra. Qui l’opera non è mai isolata: è sempre in relazione, sempre in tensione, sempre in lotta con ciò che la circonda.
Il gesto più feroce della mostra è nei collage “sporchi” costruiti con divani smontati, imbottiture lacerate, frammenti di mobili. Non c’è alcuna estetizzazione dello scarto. Non c’è nostalgia.
C’è un attacco diretto al mito del “Vecchio Maestro”, alla retorica della forma pura, alla sacralità del capolavoro. Smontare un divano diventa un atto politico: significa smontare l’autorità, smontare la tradizione, smontare la narrazione dominante. Questi assemblaggi sono patetici e monumentali allo stesso tempo. Sono reliquie di un culto che non esiste più, ma che continua a infestare il nostro immaginario. Sono altari di un nuovo rito, ancora informe, ancora in costruzione, ma già potentissimo.

Collezione Nancy Delroi. A cura di Massimiliano Scuderi. Foto Roberto Della Noce
La Collezione Nancy Delroi, fondata nel 2024 a Milano, non è un semplice spazio espositivo: è un dispositivo di produzione di senso. È una casa-galleria, un’officina, un luogo dove la creazione è aperta, dove la formalizzazione è un rischio, dove la frizione è un metodo. Le presentazioni non sono mostre: sono situazioni, quadri sperimentali, momenti di collisione. Questo approccio si riflette pienamente nella mostra napoletana. Tutto – immagini, oggetti di recupero, scarti, tableaux vivants – viene assorbito in un set filmico senza tempo. Non c’è linearità, non c’è gerarchia, non c’è ordine. C’è un flusso di vita che trabocca, che invade, che non si lascia
L’estetica queer che attraversa Les Qualités Sérieuses non è un’etichetta, non è un genere, non è un linguaggio. È una postura. È la scelta di non fissarsi, di non irrigidirsi, di non accettare categorie. È una fluidità che riguarda tutto: materiali, forme, relazioni, tempi. In questo universo, un frammento di divano ha la stessa dignità di un corpo. Un’immagine ha la stessa forza di un gesto. Un oggetto di scarto ha la stessa intensità di un’azione performativa. Tutto è equiparabile, tutto è vivo, tutto è in relazione.
Les Qualités Sérieuses non è una mostra che si limita a essere vista. È una mostra che si impone; che entra in conflitto con ciò che crediamo di sapere; che mette a nudo ciò che la società preferisce ignorare: gli scarti, le rovine, le fragilità, le tensioni; che rifiuta la neutralità, la distanza, la contemplazione passiva. Nakouzi e Parenti costruiscono un ambiente che non concede tregua. Un ambiente che ti attraversa, ti destabilizza, ti costringe a ripensare ciò che consideri stabile. Un ambiente che non cerca consenso, ma trasformazione.
Les Qualités Sérieuses è una mostra che non si dimentica: perché piacevole e necessaria, mette in crisi e apre ferite; perché costringe a guardare ciò che normalmente rimuoviamo; perché, in un mondo che chiede continuamente di semplificare, di ridurre, di rendere leggibile, sceglie invece la complessità, l’opacità, la densità.

Collezione Nancy Delroi. A cura di Massimiliano Scuderi. Foto Roberto Della Noce
Désirée Nakouzi De Monte e Andrea Parenti
Les Qualités Sérieuses
A cura di Massimiliano Scuderi
Galleria Solito, ex Lanificio, 46 Napoli

