Lea Contestabile, Per Beatrice ed Enrica, 2018. Elementi di cosmografia amorosa, Istituto Italiano di Cultura di Zagabria. Photo Courtesy l'artista

Lea Contestabile: Elementi di cosmografia amorosa

Presso l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, fino al 16 febbraio 2020, è visibile la mostra Lea Contestabile. Elementi di cosmografia amorosa, a cura di Manuela De Leonardis.

L’esposizione, inaugurata in occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria 2020, si presenta come una cronaca del quotidiano in cui i frammenti oscillano dialetticamente tra micro e macro, ordinario e straordinario con una precisa contestualizzazione quando si parla di Odo Contestabile (1912-1995), lo zio dell’artista, di cui è in corso il riconoscimento di “Giusto tra le nazioni”. Infatti, Don Odo, monaco benedettino che durante la seconda guerra mondiale si trovava nel monastero di Santa Maria del Monte a Cesena (a lui è intitolata una strada nella città di Cesena, dedicato uno spettacolo teatrale e un convegno, nel 2012, al Palazzo del Ridotto di Cesena) fu colui che nel freddo dicembre 1943 portò in salvo, in due diversi momenti, le famiglie ebraiche dei Lehrer e Mondolfo, procurandosi documenti falsi e attraversando con loro – mettendo a rischio la sua vita – il confine svizzero.

“Storie che ci riportano al dramma della Shoah che Lea Contestabile interpreta nelle opere Per i Mondolfo (2018) e Per Beatrice ed Erica Lehrer (2018) con un approccio narrativo che vede l’impiego del ricamo, della scrittura e della fotografia. In Portare una sola valigia (2018), invece, riprende un passo del dattiloscritto dello zio, in cui si parla della raccomandazione che i contrabbandieri fecero alla famiglia Lehrer di ridurre al minimo il bagaglio. Nel buco nero della storia, il sorriso riconcilia con la vita. Il potere taumaturgico dell’arte è un dato certo, come pure la consapevolezza che le amnesie storiche sono pericolose e per questo inaccettabili. Spesso nel lavoro dell’artista i riferimenti sono autobiografici, soprattutto quando i fili del ricamo diventano punti di sutura per cicatrizzare una ferita, segnale vitale del superamento di un ostacolo fisico e psicologico.” Così afferma la curatrice Manuela De Leonardis.

Come scrive Louise Bourgeois nelle pagine del suo diario (Lycée Hoche, Versailles, 5 febbraio 1951) “Per lavorare e produrre sul serio deve esserci integrazione del lavoro nella vita, o integrazione della vita nel lavoro.”, pensiero confermato anche da Maria Lai in Sguardo Opera Pensiero (2004) ove afferma che: “L’opera d’arte è un mutuo gioco tra visione e pensiero: ciascuno anima e illumina l’altro in un’unica esperienza”.

“Citare due grandi artiste del Novecento come Louise Bourgeois e Maria Lai (fonte d’ispirazione anche per Lea Contestabile)” – prosegue Manuela – “è doveroso prima ancora che dal punto di vista poetico, contenutistico e stilistico per quella tenacia con cui queste donne straordinarie hanno affrontato, ognuna seguendo le proprie inclinazioni personali e professionali, le difficoltà nell’accedere ad uno scenario artistico che fino alle soglie della nostra contemporaneità è stato esclusivamente appannaggio maschile. Infatti, nel processo creativo di ciascuna è implicita l’affermazione dell’emancipazione, ma anche la volontà di mettere ordine, tenere a bada le minacce che arrivano tanto dall’interno quanto dall’esterno, elaborare le fragilità, mettersi in gioco: insomma, fare dell’arte un atto di resistenza. Gli Elementi di cosmografia amorosa sono anche questo: il tentativo di mappare momenti di resistenza all’interno di una quotidianità che va anche al di là dell’ordinario.”

Lea Contestabile. Elementi di cosmografia amorosa a cura di Manuela De Leonardis dal 28 gennaio al 16 febbraio 2020 Istituto Italiano di Cultura di Zagabria Preobraženska 4, 10000 Zagabria (Croazia) Tel. 385 1 4830208/9 Fax: 385 1 4830207 e-mail iiczagabria@esteri.it