Gagosian a Roma presenta le opere di Francesca Woodman (1958–1981) in una mostra in cui la sala ovale della galleria riecheggia uno degli spunti creativi preferiti della fotografa americana: l’uovo, il principio simbolico surrealista. Le fotografie di piccolo formato (41.6 x 41.6 cm) – molte delle quali inedite – sono stampate dall’artista stessa. Le iconografie esprimono quell’attenzione che Woodman ha per gli ambienti scabri e per gli oggetti quotidiani collocati come nature morte bizzarre, che restituiscono un’identità a sé stante in assonanza con le presenze umane; nello spirito surrealista. Il suo corpo – e di altre modelle – con la luce, assume una valenza narrativa sostanziale divenendo, con gli oggetti, dispositivo compositivo dominante di un’atmosfera di derivazione inconscia. Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid è il titolo scelto per la mostra, tratto dalla foto del 1975-77, da cui inizia il percorso espositivo. Racconta di un lavoro in cui il corpo abita frammenti di spazi misteriosi, come nei punti di rappresentazione corporea con gli oggetti e l’evocazione di assenze. Woodman si diverte a giocare e sperimentare con il suo corpo, fasciandosi le gambe con il nastro adesivo e scrive a mano anche i titoli in un italiano impreciso, come in “horizontale”. In Flesh (1976) piega la carne del suo addome per simulare un volto, una smorfia buffa o nella serie Fish Calendar con i pesci e i limoni, in cui il numero delle aguglie rappresenta i giorni della settimana e quello degli agrumi i mesi. Ritroviamo un insieme di immagini dissociate e poetiche, con strutture favolistiche derivate anche dall’esperienza svolta dall’artista in un corso sulle fiabe. La ricerca di ambientazioni e soggetti vicini al surrealismo e al dadaismo e la sua attenzione all’elemento tecnico è completa, la si trova sul bianco e nero e sul taglio dell’inquadratura, nell’uso strumentale della luce e nella cura della tecnica di stampa alla gelatina d’argento. Interni ampi dalle pareti scrostate – come negli ambienti dell’ex Pastificio Cerere a Roma dove, durante l’anno trascorso nella capitale studiando alla RISD, Woodman frequenta gli artisti della scuola di San Lorenzo e la libreria Maldoror; in cui tiene la sua prima mostra. In una foto senza titolo del 1977-78 la mano di Giuseppe Gallo sbuca da una fessura nel muro, con Sabina Mirri che la osserva. La sua ricerca è articolata e incontenibile, spinta dalla curiosità sulla dimensione umana e la sua collocazione nel mondo, purtroppo interrotta prematuramente.

Lately I find a sliver of mirroris simply to slice an eyelid | Francesca Woodman
Gagosian a Roma presenta le opere di Francesca Woodman. Le iconografie esprimono quell’attenzione che Woodman ha per gli ambienti scabri e per gli oggetti quotidiani collocati come nature morte bizzarre, che restituiscono un’identità a sé stante in assonanza con le presenze umane; nello spirito surrealista.
