Eddie Martinez
Eddie Martinez, 2024. Foto / Photo Jason Schmidt

Il padiglione di San Marino sceglie Eddie Martinez

La Repubblica di San Marino partecipa alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia con un artista davvero interessante: Eddie Martinez

Coerentemente con il titolo della prossima Biennale, Foreigners everywhere-stranieri ovunque,proposto dal curatore brasiliano Adriano Pedrosa, il Padiglione della Repubblica di San Marino, in continuità con la Biennale Architettura 2023, negli spazi de La Fucina del futuro del sestriere di Castello, presenterà Nomader, un nuovo corpus di opere di Eddie Martinez, originario del Connecticut, in una mostra a cura di Alison M. Gingeras.

Eddie Martinez, Kazoo, 2019. Vernice spray e olio su bronzo, 28.9 x 15.2 x 16.8 cm. Edizione di 5 + 2 PA (AP 1/2). Foto JSP Art Photography.

Martinez, che oggi vive e lavora a Brooklyn, è un artista eclettico che fin dall’infanzia ha fatto esperienze di viaggio, di trasferimento da un luogo all’altro degli USA a contatto con culture profondamente diverse tra loro. La sua natura inquieta, dovuta ad un backgroundnomade, ma anche per una componente caratteriale, lo ho portato ad appropriarsi di brani della realtà attraverso un disegno icastico, forte, in alcuni frammenti persino primitivo. Ha realizzato dipinti di grandi dimensioni combinando sia la pittura che il disegno e assimilando le esperienze artistiche più diverse, dalla action painting al neo-espressionismo, non escludendo il ritratto, la natura morta e modalità narrative legate alla cultura pop e all’esperienza quotidiana. Spesso ha utilizzato objet trouvé per tradurli in sculture in bronzo di grande impatto visivo, mentre le tecniche e i materiali sono i più diversi: olio, smalto, vernici. Martinez non è estraneo neppure alle espressioni del gruppo CoBrA e a quelle di Philip Guston; il suo nomadismo culturale oltre all’incorporazione di oggetti, lo ha portato a servirsi anche degli spray e del linguaggio della street art. Il tema della Biennale gli ha permesso di scegliere la metafora della farfalla come emblema capace di tradurre una condizione umana di continuo spostamento da un luogo all’altro. La farfalla è, in certo modo, un simbolo che non conosce barriere geopolitiche né confini. Per millenni le persone si sono spostate dando vita a ibridazioni culturali e la questione è di grande attualità. L’artista stesso è un migrante portatore di un bagaglio culturale e visivo che assimila e ricompone in modi e forme sempre nuove. L’attività pittorica e creativa di Martinez è enorme e negli spazi della Fucina del futuro a Venezia, dal 20 aprile al 24 novembre 2024 sarà possibile prenderne atto.  Nell’ex bottega fabbrile veneziana si potranno vedere un’ampia selezione di disegni, sculture in bronzo e grandi dipinti realizzati site specific.

Eddie Martinez, Drawings, 2023. Pennarello, acquerello e inserti materici su carta

La repubblica più antica del mondo si riconferma pertanto come centro di promozione della contemporaneità dell’arte e come luogo in cui il tema della migrazione culturale viene accolto guardando ad ampi orizzonti. Il Padiglione è stato progettato e realizzato da FR Istituto d’Arte Contemporanea S.p.a, un’azienda sammarinese fondata nel 2006, che fa capo a Roberto Felicetti, Vincenzo Rotondo e Alessandro Bianchini, con il supporto della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura e la supervisione del commissario Paolo Rondelli e Riccardo Viarini nel ruolo di vice commissario.