Giuseppe Penone, Impronte di corpi nell’aria (Bodies Imprinted in the Air), 2021, white Carrara marble and bronze, 39 3/8 × 59 1/8 × 5 1/2 inches (100 × 150 × 14 cm) © 2021 Giuseppe Penone/Artists Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Paris

GIUSEPPE PENONE | Impronte di corpi nell’aria

“Quando si lavora con un materiale, è il materiale che comanda.  La missione dell’artista consiste nel tirarne fuori la vitalità e mostrarla. Io voglio farvi capire cosa è la creazione, la catena dei pensieri e delle azioni”. (Giuseppe Penone)

Gagosian ha recentemente annunciato la mostra Impronte di corpi nell’aria / Bodies Imprinted in the Air, una selezione di lavori dell’artista italiano Giuseppe Penone realizzati tra i primi anni ’70 e il 2021. Con una produzione artistica di oltre 50 anni, Penone ha continuato ad espandere i parametri di quella che abitualmente riconosciamo come arte attraverso un’attenta analisi del rapporto tra il corpo umano e la natura. Sin dall’inizio della sua carriera nella seconda parte degli anni ’60, come promotore di quel movimento dell’Arte Povera che tanto influenzerà la successiva produzione artistica in Italia e all’estero, Penone utilizza e giustappone materiali antichi e moderni, grezzi e manufatturieri, tra cui bronzo, piuma, legno, pietra e spine di acacia. Il titolo della mostra è nato infatti da una serie di nuove sculture in bronzo e marmo che evocano la crescita di una pianta da una pietra, con l’impressione che nasca dalla terra.

I primi lavori di Penone sono caratterizzati da una semplicità di fondo nell’utilizzo degli elementi naturali. Inizia ad investigare le proprietà dei materiali primari nei suoi immediati dintorni, spesso realizzando interventi nelle foreste vicino alla sua città natale piemontese. L’Arte Povera di Penone fa un utilizzo marcato di materiali “poveri” e non convenzionali, come piante e vegetali in generale: essa mette in dubbio la società moderna e pone le basi per l’idealizzazione di un’era preindustriale. Penone critica gli effetti deumanizzanti della meccanizzazione, prendendo spunto da altri generi più o meno contemporanei come il surrealismo, l’arte pop e il minimalismo. L’artista piemontese utilizza di frequente il proprio corpo e la propria gestualità nel suo lavoro: le fotografie  Libro / polvere trappola / mano (Book / Dust Trap / Hand) e Guanti (Gloves) (entrambe del 1972) mostrano la mano dell’artista. Il motivo torna in lavori più recenti come Rotazione (Rotation, 2020), che raffigura una mano nell’atto di realizzare diverse impronte. Nei lavori ancor più contemporanei, l’artista allude alla forma del suo corpo in maniera meno diretta: in lastre di marmo fissate a parete come Pelle di marmo – oro (Skin of Marble – Gold, 2006), reti simili a venature offuscano il divario tra animale e minerale e sottolineano i processi naturali trasformativi di nascita e crescita, morte e decadimento.

Giuseppe Penone è nato nel 1947 a Garessio e vive e lavora tra Parigi e Torino. Tra le più importanti collezioni che conservano la sua opera figurano la Tate di Londra, il Centre Pompidou, il Louvre di Abu Dhabi, il Museum of Contemporary Art di Los Angeles, il Metropolitan Museum of Art di New York e il Moma.

Giuseppe Penone, Impronte di corpi nell’aria / Bodies Imprinted in the Air

GAGOSIAN, Atene

Dal 16 settembre al 13 novembre 2021