Giuseppe Ciracì: “Apotheca”

Fino al 25 settembre è visibile presso la Casa Natele di Raffaello la personale di Giuseppe Ciracì a cura di Antonello Tolve e Luigi Bravi.

E’ stata appena inaugurata ad Urbino, presso la Casa Natale di Raffaello, la mostra “Apotheca” di Giuseppe Ciracì (Brindisi, 1975 – vive e lavora a Brindisi) a cura di Antonello Tolve e Luigi Bravi.

L’esposizione, visibile fino al 25 settembre, è interamente dedicata alle opere nate negli ultimi anni e prende le mosse dal ciclo di carte intitolato “Azzurro cielo” accompagnato anche da una serie di dipinti, disegni polimaterici e collage molto coerenti per stile, tematiche e spirito creativo.

Ciracì è un artista brindisino che dopo aver conseguito il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle
Arti di Lecce ha avviato il suo percorso professionale in Puglia per poi trasferirsi, nel 2003, a Milano dove ha sviluppato le ricerche nell’ambito della pittura figurativa, impegnandosi in un’originale rilettura della storia dell’arte antica e moderna. La sua recente indagine pittorica, avviata a partire dal 2017, è una riflessione intima sulla luce, la natura e il rapporto con l’uomo maturata negli anni di trasferimento da Milano al Sud, in Puglia. Nei lavori più recenti l’artista ha inteso tradurre in pittura il procedimento tecnico e concettuale dei disegni del ciclo denominato Azzurro cielo (2017-2018), incollando su tela le pagine del libro di storia dell’arte precedentemente esposte alle intemperie e trasformate in azzurro dagli agenti atmosferici e continuando, pertanto, con la pittura, parte dell’opera. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. È stato finalista in diversi premi nazionali tra cui il Premio Celeste, il Premio Arte Mondadori, il Premio Arte Laguna di Venezia e ha vinto la 2^ edizione del Premio di Pittura Giuseppe Casciaro. Ha collaborato con i suoi dipinti al film-documentario Sigmund Freud, Il grande pensatore, per la regia di Ferruccio Valerio.

Allestita negli spazi dell’antica bottega di Giovanni Santi, al piano terra della Casa natale di Raffaello, la mostra vuole indagare e riflettere sul valore della pittura oggi, attraverso la rilettura della storia dell’arte antica e moderna. La bottega, come sinonimo di mestiere, diviene, in questo caso, luogo mentale di evocazione memoriale, di confronto e dialogo teso a immaginare altri mondi possibili, alla ricerca di ulteriori strumenti per interpretare il presente e indagare il futuro.

“Giuseppe Ciracì” – come si legge nello scritto di presentazione di Luigi Bravi, Presidente di Accademia Raffaello – “porta un’ondata di azzurro nella bottega di Giovanni Santi insieme agli abissi intatti dal Sole, le lievissime tonalità che scalano i colori del cielo, noti nel paesaggio urbinate dalle cortine delle file di colli che perdono d’intensità man mano che raggiungono il profilo dei monti, quella gradualità già nota a Giovanni Santi e persistente nelle elaborazioni di Raffaello. Il gioco che Ciracì attua sulle pietre miliari della storia dell’arte è metafora dello studio e interazione collaborativa con la natura, assimilata e tenuta insieme nel gesto creativo e creatore”.

Nella sua pittura, ricorrono lo stile figurativo e la ricerca concettuale, espresso il primo nei disegni su carta e acetato, la seconda nelle materie povere di pagine stracciate dal manuale di storia dell’arte, sottoposte all’azione atmosferica, del sole e della pioggia che trasformano i supporti e fanno virare i colori verso le tonalità del ciano. “A queste prime due operazioni” – come sostiene Antonello Tolve nel testo critico che accompagna la mostra – segue, infine, l’interferenza con il presente, con la pittura e il disegno, con le immagini che Ciracì articola sul supporto – mani, piedi, corpi familiari – per creare interferenze costruttive tra passato e presente, per raggiungere un potente accavallamento narrativo (tra la storia dell’arte, la storia personale dell’artista, la storia della natura) fatto di leggerezze, di ombre e sembianze, di cose e parole, di collaborazioni metaforiche tra l’artista e gli agenti atmosferici”.

L’esposizione è organizzata da Accademia Raffaello in collaborazione con Kyro Art Gallery di Pietrasanta, galleria toscana che segue da tempo il lavoro dell’artista pugliese.

INFO
Giuseppe Ciracì | Apotheca
A cura di Antonello Tolve e Luigi Bravi
Testo critico di Antonello Tolve
Opening: 3 settembre ore 18.00
3 settembre / 25 settembre 2022.
Casa natale di Raffaello, Bottega Giovanni Santi
Via Raffaello 57, 61029 Urbino (PU)
Tel. e fax.0722320105
e-mail: segreteria@accademiaraffaello.it
In collaborazione con Kyro Art Gallery, Pietrasanta (Lu) – www.kyroartgallery.com
info@kyroartgallery.com Tel. +39 (0) 584 300701
La mostra è visitabile ad ingresso libero negli orari di apertura della Casa di Raffaello www.casaraffaello.com

Maila Buglioni

Storico dell’arte e curatore. Dopo la Laurea Specialistica in Storia dell’arte Contemporanea presso Università La Sapienza di Roma frequenta lo stage di Operatrice Didattica presso il Servizio Educativo del MAXXI. Ha collaborato con Barbara Martusciello all’interno dei Book Corner Arti promossi da Art A Part of Cult(ure); a MEMORIE URBANE Street Art Festival a Gaeta e Terracina nel 2013 e con il progetto Galleria Cinica, Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Ha fatto parte del collettivo curatoriale ARTNOISE e del relativo web-magazine. Ha collaborato con varie riviste specializzate del settore artistico. È ideatrice e curatrice del progetto espositivo APPIA ANTICA ART PROJECT. È Capo Redattore di Segnonline, coordinando l'attività dei collaboratori per la stesura e l’organizzazione degli articoli, oltre che referente per la selezione delle news, delle inaugurazioni e degli eventi d’arte. Mail maila@segnonline.it; maila@rivistasegno.eu