Fino al 30 settembre, la Mole Vanvitelliana di Ancona ospita Giorgio Cutini. Canto delle Stagioni, un’importante antologica che celebra uno dei protagonisti più significativi della fotografia italiana contemporanea. Curata da Gabriele Perretta, la mostra presenta oltre 200 opere fotografiche, molte delle quali inedite, che compongono un viaggio tra introspezione individuale e riflessione universale sullo scorrere del tempo, attraverso lo sguardo sensibile ed espressivista dell’artista umbro.
L’allestimento, pensato come un percorso esperienziale, si articola in serie tematiche che raccontano il rapporto tra uomo, natura e visione interiore. In Inquietudine, la natura sfugge al controllo e genera meraviglia, mentre Silenzio si immerge nel bianco e nero assoluto, evocando l’assenza come condizione esistenziale. Egl’io mette in scena la solitudine come tensione tra sé e paesaggio, e Requie(m), il lavoro più recente, propone una spiritualità minimalista e contemplativa.
La mostra si inserisce nel ricco programma culturale della Mole Vanvitelliana, capolavoro architettonico del Settecento progettato da Luigi Vanvitelli. Oggi spazio multifunzionale, la Mole accoglie anche il Museo Tattile Statale Omero, dove è in corso la mostra L’ombra vede di Enzo Cucchi, in un’ottica di sinergia tra le istituzioni culturali cittadine. I visitatori di entrambe le mostre beneficiano di agevolazioni sull’ingresso.
Per gli appassionati di architettura il Grand Tour Vanvitelliano consente di esplorare le opere anconetane del celebre architetto della Reggia di Caserta: un itinerario urbano tra arte, storia e paesaggio che collega il Lazzaretto, l’Arco Clementino, la Chiesa del Gesù e il Duomo.
Canto delle Stagioni è molto più di una mostra: è un invito a riscoprire la fotografia come esperienza sensibile e concettuale e a vivere Ancona attraverso la bellezza dei suoi luoghi, il battito della sua storia e l’eco delle sue visioni.


