Robbie Cooper Serie Alter Ego (fotografia di ritratto e fotografia “in-game” a confronto)

Forever Young: the Dorian Gray syndrome

Visitabile fino al 2 giugno 2024 presso il, MEET Digital Culture Center – il Centro Internazionale per l’Arte e la Cultura Digitale, è in corso a Milano Forever Young: The Dorian Gray Syndrome

Giovinezza! Non c’è nulla che la equivalga

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray

L’uomo contemporaneo è ossessionato dall’eterna giovinezza, capace di sfiorare l’immortalità grazie ai progressi della scienza e della tecnologia. In un mondo dove l’aspetto esteriore e l’immagine pubblica hanno assunto un ruolo predominante, l’idea di mantenere la giovinezza eterna è diventata una vera e propria ossessione. Grazie all’intelligenza artificiale, siamo in grado di creare avatar digitali che rappresentano una versione ideale di noi stessi, un simbolo di un’immagine perfetta che non ci riflette per come siamo realmente, ma per come vorremmo essere. Questi avatar possono essere personalizzati in ogni minimo dettaglio, rendendo possibile creare una versione digitale di noi stessi che non invecchia, non si ammala e non muore. Questa ricerca della “bella immortalità”, ci porta ad affidare sempre di più la nostra identità e la nostra immagine a un mondo digitale, dove la realtà e la finzione si confondono. E se una volta morti noi, questi avatar continueranno a esistere, rappresentando una sorta di spettrale sopravvivenza digitale oltre la nostra vita terrena. Ma fino a che punto possiamo permettere alla tecnologia di plasmare la nostra identità e la nostra esistenza? E cosa perdiamo nel processo di creare una realtà alternativa e idealizzata di noi stessi?

A queste domande, e non solo, prova a rispondere la mostra collettiva Forever Young: The Dorian Gray Syndrome, a cura di Maria Grazia Mattei, fondatrice e presidente di MEET, e di Clement Thibault, direttore delle Arti visive e digitali presso il polo di innovazione culturale Le Cube Garges a Garges-lès-Gonesse, in Francia. Scienza e Miti nella corsa alla Longevità, ideato da Viviana Kasam e coordinato da BrainCircle Italia, che dal 14 al 27 marzo porterà nel capoluogo lombardo 60 tra i più affermati studiosi del panorama internazionale per esporre le proprie ricerche sulla svolta demografica in atto e sulle possibilità di rallentare il processo di invecchiamento, anche attraverso l’arte.

«Oggi si assiste sempre più a una corsa alla “beautification”, cioè all’utilizzo di tecnologie e filtri per cercare di abbellirsi e rappresentarsi attraverso il digitale nella versione che si considera migliore di sé, arrivando anche a nascondersi, a ritoccarsi e a trasformarsi», sottolinea Maria Grazia Mattei, presidente di MEET e co-curatrice della mostra. 

La mostra si sviluppa su tre piani che si intrecciano (The Dorian Gray Paradox, The Digital Beyond, The Digital Human) alle quali fa da controcanto una riflessione critica che accompagna il visitatore lungo tutto il percorso di fruizione.

In The Dorian Gray Paradox si affronta, in maniera approfondita, il tema della beautification, ossia l’utilizzo della tecnologia per rappresentarsi attraverso il digitale nella versione che si considera migliore di sé; The Digital Beyond, invece, tratta il concetto di immortalità e dell’esistenza oltre se stessi; The Digital Human, infine, riflette la ricerca dell’individuo di trascendere i limiti dell’esistenza fisica attraverso la tecnologia, suscitando profonde domande sull’identità, sull’etica e sulla natura dell’umanità stessa. Si parte dal lavoro di Inès Alpha, dove il visitatore – grazie all’Augmented Reality Filter (ARF) – si può specchiare nelle sculture di Esmay Wagemans e può vedere il proprio ritratto trasformato dal filtro che diventa parte integrante dell’opera. Fino ad arrivare alla Sala Immersiva con l’installazione interattiva di Chris Salter, dove l’immagine frontale di ogni visitatore viene catturata da una telecamera e, grazie all’apprendimento automatico, trasformata in pochi secondi da un’immagine 2D in una figura tridimensionale e dinamica che sarà proiettata in tempo reale sulle pareti della sala, andando a comporre una folla di individui immateriali, che si muovono, volano e interagiscono tra loro per tutta la durata della mostra. A chiudere l’esposizione, un lavoro di Mauro Martino dal titolo L’immortalità del pensiero: una riflessione sul fatto che, in questa ricerca di una giovinezza continua, sono la mente, il cervello e la creatività dell’uomo a dover rimanere giovani, non l’aspetto fisico. 

Durante i mesi della mostra, il centro MEET organizzerà incontri, ed eventi collaterali, per approfondire le tematiche trattate dagli artisti.

Meet Digital Culture Center
Viale Vittorio Veneto 2
20124 Milano
“FOREVER YOUNG: THE DORIAN GRAY SYNDROME”
A cura di Maria Grazia Mattei e Clement Thibault

Fino a Domenica 2 giugno 2024
Orario spazi espositivi: martedì – domenica, h. 15.00-19.00 (ultimo ingresso h. 18.00; chiuso il lunedì)
Biglietto (con pagamento esclusivamente in forma elettronica): intero 12€; ridotto (under 25/over 65) 10€
Info per attività scolastiche: tel. 02-379011