Evgeny Antufiev | Dead Nations. Eternal version

Il rapporto tra Evgeny Antufiev (Kyzyl, Tuva, Russia 1986) e il museo – il suo patrimonio, la valorizzazione dell’archeologia e storia di civiltà passate – articola e stimola la sua ricerca artisticada diversi anni. In Italia aveva già attivato questo confronto, in occasione di Manifesta 12, realizzando un progetto che si stabiliva su un approccio giocoso di dialettica con il Museo Archeologico “Antonio Salinas” di Palermo. Per quanto riguarda Dead Nations. Eternal version il luogo di ricerca è quella realtà conservativa che raccoglie la più importante collezione al mondo di opere e manufatti della civiltà etrusca e falisca: il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.

Per la mostra, a cura di Marina Dacci e Svetlana Marisch, l’artista si confronta con temi simbolici ed archetipici che vanno ad innestarsi nel patrimonio museale con la riflessione sulla lavorazione della materia. In un percorso che segue gli spaziarchitettonici di origine cinquecentesca e si integra pienamente nelle teche del museo, i lavori di Antufiev sono i rappresentanti di nuove essenze rintracciate dal dialogo con questa civiltà, per certi versi ancora misteriosa.

La storia dell’architettura del Museo porta ulteriore linfa al dialogo dove l’acqua è condizione purificante e laparte del ninfeo si presta come dimora embrionale di concetti di rinascita. Oggetti transazionali dalle caratteristiche totemiche sono lavorati e manipolati dall’artista, come con la ceramica, in un rapporto diretto, senza uso di torchi ma sottoponendo la materia prima a una sola cottura ed uso di pigmenti naturali per la colorazione, come avviene nella cultura del suo paese. Il lavoro di Antufiev è da considerare come un’opera aperta dove anche la scelta di “intitolare” ogni opera Untitled porta lo spettatore a vivere la propria esperienza. Il dialogo si attiva anche nella condizione materica, del non finito dei suoi manufatti, lasciando la possibilità di non completare in anticipo il rapporto estetico e semiologico con l’opera e la realizzazione che ha visto impegnato l’artista.

Antufiev, collezionista egli stesso delle tracce della Siberia, si pone in grande ascolto rispetto alla dimensione conservativa del museo. La fascinazione viene attivata a partire dal vissuto di luogo di residenza suburbana di papa Giulio III e dalle preziose vestigia delle antichità preromane che in essodimorano. Le relazioni e i dialoghi sono molteplici, tra storia architettonica, intellettuale e tradizione antropologica nell’ampia riflessione sulla dimensione archetipica attuata in modo rituale e creativo. Ne da evidenza l’ultima sala del percorso espositivo in cui l’artista realizza il suo “personale” spazio museale intimo e scintillante.

Tutte le immagini Courtesy the artist & z2o Sara Zanin
Photocredits Ela Bialkowska, OKNOstudio


ETRU – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma
A cura di Mrina Dacci e Svetlana Marich
11 giugno – 26 settembre 2021
Piazzale di Villa Giulia 9, Roma
Tel. O6 3226571
Martedì – domenica
Orario: 9-20 
Chiuso Lunedì
Museoetru.it