Stefano Arienti, Composizione chimica degli elementi, Palazzo Marchi, 2025. Ph. Domenico Buttafoco Stefano Arienti | Coltivazioni Erbacee
Palazzo Marchi, storica residenza nobiliare nel centro di Parma, presenta Coltivazioni Erbacee, la mostra personale di Stefano Arienti a cura di Elena Bray che si concentra su una serie di opere che caratterizzano l’intera carriera dell’artista, ovvero i libri manipolati.
I libri manipolati sono opere realizzate partendo da libri già esistenti che Arienti ha trasformato in opere d’arte attraverso la ripetizione di gesti minimi e semplici, ma misurati, interventi come la traforazione, la pieghettatura o la cancellazione.
La mostra, che vede questa ricerca presentata per la prima volta nella sua totalità, mette in luce il carattere rigenerativo dell’operazione artistica. Se da una parte il libro diventa non più utilizzabile nella sua funzione originaria perché manomesso, dall’altra acquisisce una nuova forma che lo eleva a una prospettiva diversa. Le trasformazioni cui Arienti sottopone i libri richiamano, per analogia, i cicli vitali delle piante, disvelando la radice comune di cambiamento e rinascita, insistendo su una tematica che avvicina la pratica artistica alla vita,
Anche Palazzo Marchi insiste sul medesimo concetto di rigenerazione: con questo progetto intende approfondire un percorso di apertura al contemporaneo, un’attività sperimentale per dare nuovo impulso a uno spazio carico di storia e tradizione.
La mostra si apre e si chiude con due grandi installazioni. Nel cortile Coltivazioni erbacee, richiama le grandi opere con cui si è misurato Stefano Arienti negli ultimi anni e che sono presenti in numerose collezioni; nel Salone delle Feste l’installazione Enciclopedia, tra le opere più note dell’artista, è stata ripensata site-specific appositamente per il Palazzo. Il percorso espositivo consente di avvicinarsi a tutte le sperimentazioni che caratterizzano i libri manipolati, tra le quali Turbina, il lavoro del 1986 che ha dato inizio alla sua carriera. In aggiunta all’approfondimento al centro della mostra, sono state selezionare alcune opere di diversa natura, che si misurano con gli arredi di Palazzo Marchi e che, spesso, si mimetizzano con essi, innescando un gioco ambiguo che si muove tra sfondo e superficie, così come tra opera e display, esattamente come in alcune tra le più recenti mostre di Arienti (GAM, Torino, 2024).
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Apertura venerdì ore 14 - 19; sabato, domenica ore 11 - 19
