Sabe
Giovanni Frangi
Luogo
Cattedrale di Biella
Piazza Duomo - Biella

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Data
Ago 07 2026 - Set 26 2026
Evento passato
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Sia Luce | Ex voto. Forme della riconoscenza

Torna con una nuova esposizione alla cattedrale di Santo Stefano, a Biella, il progetto di BI-BOx Art Space Sia Luce. Un percorso tra arte e spiritualità, a cura di Irene Finiguerra. Proprio nel mese di agosto, tradizionalmente legato alla celebrazione dell’Assunzione della Vergine Maria, prende il via Ex voto. Forme della riconoscenza, progetto che dal 7 agosto fino al 26 settembre 2026 riunisce le opere di Daniele Basso, Giovanni Frangi e Luciano Pivotto. Tre artisti profondamente diversi per formazione, linguaggio e ricerca, invitati a confrontarsi con il significato dell’ex voto e con la sua possibile attualizzazione.

Dall’espressione latina ex voto suscepto, “secondo la promessa fatta”, ogni ex voto nasce da un’esperienza individuale: una guarigione, una salvezza inattesa, il superamento di un pericolo, una richiesta accolta o, più semplicemente, il bisogno di riconoscere la presenza del sacro nella propria esistenza. Le forme assunte da questi oggetti sono numerose: dipinti che raccontano l’evento miracoloso attraverso immagini semplici e immediate; oggetti appartenuti al devoto, come stampelle, protesi o strumenti legati a una malattia e successivamente abbandonati a testimonianza della guarigione; piccoli manufatti in argento, latta o piombo raffiguranti parti del corpo – un braccio, una gamba, un occhio, il cuore – che rendono concreto e riconoscibile il beneficio ricevuto. A pochi passi dalla città di Biella, il Santuario di Oropa custodisce una delle più importanti raccolte di ex voto d’Italia, testimonianza di una devozione che attraversa i secoli e continua ancora oggi a rinnovarsi. Il lungo corridoio attraversato dai pellegrini raccoglie centinaia di immagini e testimonianze, restituendo una straordinaria raccolta di storie personali. Il gesto intimo del ringraziamento si trasforma così in patrimonio condiviso, capace di attraversare il tempo e di continuare a parlare a chi osserva.

Nel solco di questa tradizione si inserisce l’esposizione al Duomo di Santo Stefano, nell’ambito della quale ciascun artista interpreta la riconoscenza attraverso la propria sensibilità, trasformando l’ex voto in un dispositivo di riflessione sull’identità, sulla creazione, sul tempo e sulla fragilità dell’esistenza.

Attraverso la superficie specchiante di Blue Vierge di Daniele Basso, la figura della Vergine emerge da una superficie metallica che riflette lo spazio circostante. Chi si avvicina all’opera vede la propria immagine entrare nella composizione, sovrapporsi alla figura sacra e modificarla attraverso il movimento e la luce. L’osservatore non rimane dunque esterno, ma diventa temporaneamente parte dell’opera.

L’ex voto di Giovanni Frangi, dipinto su vetro, raffigura Heliconia Paradise, una pianta tropicale che sembra muoversi sotto i raggi del sole. Fonte inesauribile di ispirazione per l’artista, in questa prospettiva, la grazia ricevuta coincide con la capacità della natura di continuare a sorprendere lo sguardo e di offrire all’artista nuove possibilità di rappresentazione. Il gesto di Frangi diventa pertanto un ringraziamento rivolto alla pittura, alla luce e alla vitalità inesauribile del mondo naturale.

Luciano Pivotto intreccia nel corpo scultoreo di San Sebastiano simboli di fragilità, morte, speranza e affidamento al sacro. Sul dorso della scultura compaiono una costellazione, una calla, un teschio inteso come memento mori e la Madonna di Oropa raffigurata di spalle. Questi elementi non costruiscono un racconto lineare, ma compongono una mappa simbolica nella quale si incontrano il tempo cosmico e quello umano, la vita e la morte, la bellezza e la caducità, la devozione e l’enigma. Come accade negli ex voto tradizionali, la dimensione fisica si lega a quella spirituale: il corpo vulnerabile si fa supporto di una riflessione più ampia sulla sofferenza, sulla speranza e sulla possibilità di trovare nel sacro una forma di orientamento.

Così le tre opere mettono in dialogo la tradizione con il presente, ricordando come la gratitudine possa ancora tradursi in immagine, materia e forma.

L’esposizione è visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle ore 7 alle 19, secondo l’orario di apertura della cattedrale.

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