Shozo Shimamoto, Silk Road, acrilici su tela, 2006-2007 Shōzō Shimamoto | Pittura e video-performance
In concomitanza con Shozo Shimamoto. Gruppo Gutai – Primo Assalto a cura di Italo Tomassoni e Giuseppe Simone Modeo a Palazzo Bastogi, sede del Consiglio regionale della Toscana, la galleria Il Ponte dedica la prossima esposizione a un nucleo di opere recenti dell’artista giapponese (Osaka 1928-2013) in collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli.
Nello spazio della galleria vengono presentate opere di grandi dimensioni, acrilici su tela, 2008 e 2009, e alcune fotografie e video delle sue performance degli stessi anni.
“Grazie alla messa al bando del pennello […], Shozo Shimamoto raggiunge nella sua maturità una sorta di monoteismo estetico […]. Percorsi puntiformi segnati da un ritmo ipnotico seguono il succedersi di forme anulari che vengono ripetute in sequenza fino a prefigurare la fuoriuscita del segno dal bordo. Appare evidente come il vitalismo biologico del tessuto pigmentoso che si deposita sul supporto, orienti, come sotto l’effetto di una subliminale inquietudine elettrica, l’andamento degli sciami segnici […].
Analogo, e correlato al grafismo del segno-traccia il percorso del segno-colore. Il colore per Shimamoto […] è il mezzo attraverso il quale viene superata la distanza tra lo spazio reale e lo spazio creato. Il colore si muove entro lo stesso schema cinetico e corporeo del segno, in un’economia dove la mente governa la premeditazione, mentre il soma si incarna con il manifestarsi della materia. E tutto avviene all’interno di un’esperienza sempre unica… Il colore coinvolge l’emotività dell’artista trascinandolo da una cinetica implosa e centripeta a uno sconfinamento esploso e centrifugo […]. La materia colorata si fonde e si confonde, in balia di onde d’urto armoniche o dissonanti che spalancano finestre sul mondo con spettacolari deflagrazioni risolte nell’attimo bruciante del loro apparire” (Italo Tomassoni, Shozo Shimamoto. Tra azione e materia, tra Gutai e Art Autre, 2024).
SHŌZŌ SHIMAMOTO. GUTAI – PRIMO ASSALTO
Dal 13 novembre la splendida cornice di Palazzo Bastogi, oggi sede del Consiglio regionale
della Toscana, in dialogo con gli arredi e i dipinti, apre le porte alla mostra SHŌZŌ SHIMAMOTO. GUTAI – PRIMO ASSALTO a cura di Giuseppe Morra e Giuseppe Simone Modeo, con testo critico di Italo Tomassoni.
Saranno presenti in mostra lavori di grande rilevanza storica, dalle prime opere con il gruppo Gutai alle esplosioni di colore dei lavori realizzati in Italia, una lettura del collettivo artistico con una visione più allargata all’occidente.
Concepito da Peppe Morra, che ha vissuto e promosso in prima persona il lavoro dell’artista, e dalla sua Fondazione che, anche in questa occasione, si conferma un polo avanguardistico, il progetto espositivo ha un riferimento al Rinascimento piuttosto che all’arte astratta concreta, attraverso la selezione di opere che mediante la forza esplosiva della pittura diventano “un’arma per la pace” tra Oriente e Occidente.
Un dialogo tra l’Umanesimo, la nuova concretezza tutta toscana, e l’abbandono del rigore
delle forme orientali in funzione dell’esplosione dello spirito attraverso la materia, che non si
subordinano ma si confrontano. La retrospettiva dedicata a Shozo Shimamoto intende evidenziare la potenza e la grandezza della superficie pittorica su cui l’artista ha sempre agito,
rendendo la dimensione dell’opera un confine da superare, un palcoscenico su cui l’artista
danza, dove il suo corpo lascia tracce di colore. La cornice non esiste, c’è gioco, teatro,
movimento, forza vitale e, allo stesso tempo, un’armonia che ritroviamo nella scelta di icone
come il Buddha, una fusione spirituale tra corpo e pittura.
Il “nomade samurai dell’arte” Shozo Shimamoto si fa regista di se stesso, trasforma lo spazio del qui in un altrove e il tempo di fronte alle sue opere diventa per lo spettatore esperienza e non misurazione.
“Tra cielo e terra” il gesto artistico di Shimamoto genera empatia con gli altri artisti presenti
in mostra come Jiro Yoshihara, leader del Gutai, George Mathieu, o Yasuo Sumi, tutti artisti
che meritano il plauso per aver scardinato il concetto di arte, presentandola con sorprendente schiettezza nel suo stato più primitivo. L’azione scompare ma il loro spirito vive attraverso l’assalto, la potenza, delle loro opere.
DAL 13.11.24 AL 30.11.24
Opening mercoledì 13 novembre 2024, ore 17:00
Palazzo Bastogi, Firenze
