ArtVerona 2026
Zin Taylor, Propylon Stela, 2026 mixed media, installation views courtesy the artist and Quartz Studio photo Beppe Giardino
Data
Gen 21 2026 - Mar 31 2026
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Propylon Stela – ZIN TAYLOR

Il titolo della mostra suggerisce l’immagine, comune sia in ambito archeologico che nella narrativa di fantascienza, di una soglia, di un varco di accesso ad una dimensione altra. L’installazione per Quartz Studio utilizza una selezione della produzione scultorea di Zin Taylor (ambient tokens) per creare una narrazione specifica per lo spazio. Gli ambient tokens sono tavolette simili a lastre che levitano sulla parete. Variano per dimensioni e colore e sono goffrate con un linguaggio familiare di unità geometriche colorate. La creazione di ciascuna tavoletta utilizza un indice di elementi illustrati, dipinti e ritagliati da cartoncino e polimero, che vengono pressati in un’argilla sintetica sensibile al tempo. I materiali sono sintetici perché le idee sono sintetiche. Si tratta di copie, riferimenti e appropriazioni, proiezioni memetiche vissute a livello subculturale e ritradotte in alfabeti cuneiformi di diverso colore e forma. Queste generano un linguaggio astratto enigmatico, strettamente legato all’idioma ludico-geometrico che caratterizza il lavoro di Paul Klee durante i suoi anni di insegnamento al Bauhaus.

Nelle mastabe, antiche tombe egizie come quella di Kanisut (2450 a.C.), il concetto di soglia è rappresentato dalla presenza di una falsa porta. Sull’Acropoli di Atene nel V secolo a.C., i Propilei costituivano l’ingresso monumentale che separava il regno terreno dall’area sacra divina. Passando dal mondo antico a quello contemporaneo, Propylon Stela trova le sue fonti di ispirazione più immediate nella letteratura di fantascienza, che impiega frequentemente la nozione di soglia in senso mitologico. Attraversare il “portale” consente l’accesso a un altro piano di esistenza, rendendo possibile trascendere i limiti dello spazio ordinario. In Storie della tua vita (2002) di Ted Chiang, e in particolare nel racconto che dà il titolo alla raccolta, su cui si basa il film Arrival (2017), il tema della soglia è articolato attraverso il linguaggio come dispositivo cognitivo, in cui la trasformazione percettiva è innescata dall’apprendimento del sistema di scrittura non lineare degli Eptapodi. Göbekli Tepe (9500–8500 a.C.), sito megalitico nell’Anatolia sud-orientale, rappresenta uno degli esempi preistorici più significativi di stele intese come dispositivi rituali di soglia. Adottando la teoria del tempo di Ted Chiang come non lineare e circolare, l’architettura-scultura megalitica di Göbekli Tepe trova risonanza nel progetto site-specific concepito da Zin Taylor per Quartz Studio, dove, attraversando la soglia dello spazio espositivo, si entra in una sorta di anticamera proposizionale.

All’interno è possibile orientarsi attraverso tavolette (tokens) fissate alle pareti come unità modulari tra loro correlate. Concepite come un unico spazio in cui il passato remoto ed il futuro anteriore coincidono, Quartz è così costellato di forme di diverse dimensioni e forme, contenenti elementi colorati disposti in maniera sintattica. I momenti utilizzati per la loro creazione propongono scenari attraverso la loro collocazione. Si estendono lungo le pareti, amplificando gli angoli e isolando momenti nello spazio. Le disposizioni installative insinuano un’estetica narrativa di una psichedelia soft sci-fi. Questi oggetti, scalati in modo fattuale, desiderano orientare lo spazio ambientale, la loro installazione nella galleria suggerisce nodi spaziali e legende, intercom, moduli e pannelli di controllo.

La pratica di Zin Taylor (Canada, 1978), sviluppata attraverso molteplici media (scultura, disegno e testi), esamina costantemente la forma come luogo di condensazione di una narrazione archeo-tecnologica. Il suo approccio è fortemente metonimico, guidato da uno slittamento continuo tra materiali, simboli e riferimenti temporali, in una costante oscillazione tra l’evocazione del mondo antico e la prefigurazione del futuro, tra il linguaggio della forma e il concetto di tempo.

Quartz Studio
Via Giulia di Barolo 18/d, 10124 Torino (TO)
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