Jessica Wilson, Untitled 2020, olio su tela, 30x40cm; Ph. Lucio Rossi

Luogo

Casa Gramsci
Torino

Data

Nov 05 - 12 2023
Evento passato

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Mostra

Miss Uragano | Jessica Wilson e CCH

Da settembre a primavera 2024 Lunetta11 presenta a Casa Gramsci Miss Uragano, una serie di appuntamenti espositivi dedicati agli spiriti liberi e femminili di oggi. Il titolo è un omaggio alla figura di Jessie White Mario, avventurosa giornalista d’inchiesta inglese ribattezzata da Mazzini “Miss Uragano” che si batté con il pensiero e con l’azione per l’indipendenza italiana accanto alle personalità più rivoluzionarie dell’epoca.

Lunetta11, alla ricerca delle nuove Miss Uragano di oggi, propone per la nuova stagione espositiva di Casa Gramsci una serie di progetti speciali che portano a Torino alcune delle figure più interessanti del mondo dell’arte contemporaneo: Giulia Mangoni, Serena Vestrucci, Jessica Wilson, CCH, Guendalina
Urbani
(in via di definizione gli appuntamenti del 2024). Le esposizioni sono accompagnate dal progetto
editoriale «Made in Popolo», un manifesto che omaggia l’attività pubblicistica di Antonio Gramsci e che
di volta in volta invita alla scrittura ospiti d’eccezione.

Il terzo appuntamento è per domenica 5 novembre alle ore 11 di mattina, dove la terza Miss Uragano
è l’artista inglese Jessica Wilson (classe 1986) in coabitazione con CCH (classe 1968) presentati dalla
Galleria d’Arte Niccoli insieme a Lunetta11.

In questo appuntamento verrà esplorata la dimensione privata ed erotica dell’amore attraverso i disegni di piccolo formato realizzati da CCH, in cui figure maschili e femminili si aggrovigliano in atti sessualmente espliciti ritratti con grande nettezza a inchiostro su carta. Affiancano questa sfera fisica dell’amore i lavori su carta di Jessica Wilson appartenenti alla serie di Boyfriends, nella quale viene portata sul piano dell’ironia la serietà della storia dell’arte e della cultura. La serie richiama i maestri dai quali Jessica Wilson muta la sua personale poetica: dal Rinascimento italiano di Paolo Uccello e Botticelli all’evoluzione del Minimalismo di Ellsworth Kelly e Mary Heilmann, dall’Espressionismo astratto – a cui si lega anche attraverso una tecnica pittorica “gestuale” – al Neoespressionismo imbevuto di primitivismo di A. R. Penck e alle sculture anticonvenzionali di Franz West. Questi gli “antenati” che, con arguto sense of humor, diventano flirt, amanti, fidanzati per l’appunto; in questo modo l’apparente astrazione estetica delle opere diventa immediatamente fervida figuratività. Le opere sono accompagnate dalla saettante sedia della produzione di furniture concepita dalla stessa artista inglese. L’aura trasognata di questo amore platonico viene nuovamente “riportata sulla terra” dalle sculture performative in marmo di CCH, Faustrecht der freiheit – diritto del più forte. La forma netta e geometrica del blocco scultoreo mostra alla sommità uno spesso strato di vaselina con olio tree oli, antisettico naturale dall’odore pungente. Questo aspetto sensoriale, oltre da pervadere lo spazio allude con evidente chiarezza alla lubrificazione sessuale sia sul piano del reale che nell’allusione gergale di uso popolare.


CCH
Imprendibile. CCH trova randomicamente nel quotidiano, nel cinema e nella letteratura singoli episodi a cui rendere una seconda vita artistica: l’immagine che innesca l’immaginazione, puro flusso incontrollato di stimoli poetici e visivi che si fissa nella mente dell’artista. I suoi lavori prendono le mosse a partire dall’esperienza personale: opere che ribaltano il concetto di “segnale” costituendosi come «opere d’arte aperte», rappresentano nient’altro che selezioni estratte dalla memoria letteraria, cinematografica e visuale di CCH. Una produzione fluida e mobile che nega l’aspettativa estetica del pubblico mettendo in scena di volta in volta uno spettacolo differente, del quale è lasciato sospeso il significato.
Nato a Livorno nel 1968, CCH si lega molto presto ai film di Federico Fellini, alla comicità e al trasformismo di Andy Kaufman, alla letteratura di Edoardo Sanguineti e Giorgio Caproni, a Jung e alla sua Autoanalisi; in un mondo onirico che lo stesso artista stimola attraverso il tema del sogno, l’immaginario magico, il consulto dei Ching. La frequentazione di Luciano Inga Pin e Rosanna Chiessi lo introduce al nuovo corso artistico dei primi anni Duemila, trionfo di poetiche asciutte e immediate. Nel 2012 Alessandro Rabottini lo seleziona per il 13 Premio Cairo, mentre nel 2016 espone a Milano presso la Galleria Giovanni Bonelli in In Space No One Can Hear You Laugh a cura di Clarissa Tempestini, curatrice anche di IBRIDA, alla quale CCH partecipa nel 2018; nello stesso anno è protagonista di una doppia personale presso Palazzo Monti a Brescia. Nel 2020 partecipa a COLORE- ASTRATTO-INFORMALE a cura di Fabio Cavallucci presso VÔTRE spazi contemporanei a Carrara. Del suo lavoro scrivono critici come Paolo Emilio Antognoli Fabrizio D’Amico, Vincenzo Farinella e Matteo Mottin.

Jessica Wilson
Nata nella Contea di Bedfordshire nel 1986, Jessica Wilson studia prima presso l’University College Falmouth, sezione Fine Art, quindi alla scuola d’arte sperimentale nell’East London Turps Banana Painting Program. Co-fonda e dirige, nel 2013, The Juncture, iniziativa che incoraggia il dialogo artistico in uno spazio tra studio e galleria. Finalista nel 2015 della Discerning Eye Drawing Bursary, nello stesso anno partecipa alla mostra bipersonale Lonely Long Feett, Standpoint, Londra. Nel 2016 inizia a frequentare un master alla Glasgow School of Art, dove sviluppa pienamente il suo linguaggio segnico minimalista e colorista. Partecipa a numerose mostre fra Londra e Glasgow, curando nel 2017 Steal the Show a Bentinck Street, Glasgow. Al 2017 risale la mostra personale Mary, Blinky, Jessica, Yay! alla Gerald Moore Gallery e il primo incontro con la Galleria d’Arte Niccoli: le immagini social dei lavori dell’artista scozzese compaiono spesso suggerite nel feed del profilo della galleria e così dove non arriva il fato arriva l’incrocio di dati di un algoritmo. Da questa reiterata proposta visiva nasce l’idea di un contatto, il primo viaggio a Glasgow, l’acquisizione di una mostra e successivamente di un corposo blocco di opere da parte della Galleria Niccoli, dando vita a un sodalizio che dura ormai da più di cinque anni. Nel 2019 partecipa all’esposizione Surface Tension alla Galleria Steve Turner di Los Angeles, mentre nel 2021 ha ricevuto il premio Visual Arts & Crafts Maker Award di Glasgow. Nel 2022 ha ottenuto un finanziamento pubblico da Creative Scotland per produrre un nuovo corpo di opere, all’inizio dello stesso anno ha realizzato la mostra personale I wish people liked me more al Pavilion Pavilion di Glasgow e preso parte allo stand curatoriale quadripersonale realizzato dalla Galleria d’Arte Niccoli nel contesto di Arte Fiera Bologna. Nell’autunno dello stesso 2022 l’artista realizza con la Galleria Niccoli uno stand monografico presso ArtVerona.

CCH & Jessica Wilson
Miss Uragano
dal 5 al 12 novembre 2023
Casa Gramsci, è in Via Maria Vittoria angolo Via San Massimo, Torino

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