Art Verona Digital Edition

Dalla sabbia, opere in vetro

Il vetro è il protagonista di una ricerca volta ad approfondire ed evocare l’alchimia nel proprio processo di realizzazione.

BUILDINGBOX presenta per la prima volta opere di due artisti a confronto nello spazio della vetrina, con la collaborazione di Alberto Bianchi Albrici e Michele De Lucchi.

I due vetri Memphis del 1983, sono due autoritratti: il primo, Alioth, dell’allora settantenne Ettore Sottsass, il secondo, Antares, di un trentaduenne Michele De Lucchi. Questa mostra, composta da due sole sculture, si potrebbe intitolare Padre e Figlio, perché, se oggi Michele De Lucchi ha un suo stile inconfondibile, ha spiccato il volo per i cinque continenti ed è uno degli architetti e designer più acclamati e ricercati, a quei tempi egli era e voleva fortissimamente essere figlio etico, estetico e professionale di Ettore Sottsass. Alioth (Sottsass) è la stella più luminosa della costellazione dell’Orsa Maggiore, mentre Antares (De Lucchi) è la stella più splendente della costellazione dello Scorpione e la sedicesima stella più brillante del firmamento. Antares, simbolo di pace, significa anti-Ares, cioè contro Marte, dio della guerra.

Gli anni ’80, già scenario di grandi cambiamenti, vedono anche una rivoluzione che liberò molte menti dal conformismo: quella di Memphis guidata da Sottsass.

Anche nel vetro, Memphis ha un suo stile unico e sovversivo. Quando Ettore Sottsass giunge a Murano, non vuole sedersi sul virtuosismo millenario dei maestri vetrai e il suo voler progettare in maniera nuova crea scompiglio. Preferisce infatti velocizzare il procedimento e “cavalcare l’adrenalina”, rinuncia alla tradizionale fusione a caldo delle varie componenti vitree dell’opera e le incolla: «E del resto -afferma – che differenza fa? La cultura delle colle non è un’invenzione tale e quale alla cultura del vetro?»

BUILDINGBOX dedica la stagione 2019-2020 al vetro contemporaneo con il progetto Dalla sabbia, opere in vetro, un ciclo espositivo in 12 appuntamenti con cadenza mensile a cura di BUILDING, in collaborazione con Jean Blanchaert.

Il nono e il decimo artista sono Michele De Lucchi e Ettore Sottsass con due opere in dialogo tra loro nello spazio della vetrina. Dalla sabbia, opere in vetro è il titolo scelto per evocare l’alchimia dell’affascinante processo di creazione di questo materiale, dalla sabbia, con l’aria, per mezzo del fuoco. Opere firmate da artisti contemporanei che hanno scelto di confrontarsi con le possibilità che offre questo materiale. Sperimentazioni che rendono esemplari e preziose le opere in mostra, in quanto progettate da artisti che nella loro pratica utilizzano tecniche differenti e talvolta distanti dalle caratteristiche peculiari del vetro. Questo progetto nasce dalla volontà di BUILDING di approfondire la ricerca degli artisti includendo oltre alle produzioni più note, aspetti e sperimentazioni insolite.

Una relazione creatrice stretta tra il pensiero dell’artista e la mano dei maestri vetrai. Il vetro, materiale facilmente modellabile da mani esperte, prende forme “fragili” per continuare a legarsi alla tradizione artistica del passato e al contempo aprendosi a una prospettiva formale ripensata a partire da suggestioni estetiche contemporanee. Filo conduttore del progetto sono le stesse opere, inserite in una storia secolare e in un fare antico, testimoni di una precisa alchimia di elementi messa a punto 4000 anni fa dalla civiltà fenicia, e che ancora oggi offrono infinite possibilità formali.

Per 12 mesi una sequenza di opere e artisti si articolerà nella vetrina indipendente, visibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, scandendo il ritmo del tempo e innescando un’ampia riflessione sulla predominanza del tempo sullo spazio.