Lotte LasersteinIch, und mein Modell (I and My Model),1929–30, On loan from Cumbrae Properties (1963) Ltd. © 2021, Pro Litteris, Zurich

CLOSE-UP | Fondation Beyeler

Fino al 02 gennaio 2022 la Foundation Beyeler di Basilea propone al pubblico “Close-Up”: una collettiva composta da opere figurative di molteplici artisti.

La mostra “CLOSE-UP”, presso la Fondation Beyeler di Basilea, mette insieme nove artiste il cui lavoro condivide il focus sulla rappresentazione della figura umana in forma di ritratti e autoritratti e occupa una posizione importante nell’ambito della storia dell’arte dal 1870 ad oggi. La mostra si concentra sulla percezione di ogni artista, sulla loro personale visione del mondo che trova espressione nei ritratti. Mettendo a confronto queste artiste diventa possibile capire come la visione di ognuna di esse sui soggetti rappresentati cambi tra la seconda metà del diciannovesimo secolo e oggi.

L’esposizione considera un periodo nel quale inizia a diventare possibile per le artiste europee e americane esprimersi con la propria arte e divenire professioniste. E’ anche un periodo di forte cambiamento per la ritrattistica. L’Impressionismo prima, l’inizio del ventesimo secolo poi sono decisivi per questo cambiamento che vede un susseguirsi di esperienze e sperimentazioni artistiche, con un ribaltamento totale della nozione di estetica. Il ritratto diventa una forma espressiva tramite la quale esplorare nuovi aspetti della propria soggettività e che dà vita a nuove possibilità di rappresentazione. Le artiste in mostra offrono un esempio calzante di questa tendenza. Mentre la mostra non vuole mettere in scena una storia del ritratto, ognuno dei corpi di lavoro delle artiste presenta una specifica forma di ritrattistica che è radicata e che nasce dalla loro rispettiva epoca. La mostra si apre con le opere di Berthe Morisot e Mary Cassatt. Le due artiste hanno contribuito alla formazione dell’Impressionismo e sono diventate importanti modelli per le successive generazioni di pittrici. Con l’opera della Lotte Laserstein, la mostra cambia il proprio focus da Parigi alla Berlino degli anni ’20. I suoi ritratti inscenano momenti della vita moderna di tutti i giorni e raffigurano la “New Woman”, la cui immagine viene propagata tramite la fotografia, le riviste e i film.

Il lavoro di Frida Kahlo presenta, probabilmente, la più complessa forma di ritratto e soprattutto di autoritratto in mostra. Gli autoritratti della Kahlo sono inconfondibili rappresentazioni dell’artista, anche se non mirano a catturare la vera Frida. Piuttosto, sono autoritratti fortemente costruiti, ma non per questo meno significativi.  

Alice Neel occupa una posizione completamente differente sia artisticamente che storicamente. Al contrario di molti altri artisti americani e colleghi, la Neel non sceglie il sentiero dell’astrazione ma rimane ben salda nel figurativo. Né prova a distaccarsi dai suoi modelli o a fare ironia degli stessi. L’artista crea ritratti realistici, dipinti a partire dai suoi riferimenti presenti o dai suoi ricordi, cercando di catturare il carattere, la vera essenza degli individui che rappresenta. Una nuova sezione della mostra inizia con il lavoro di Marlene Dumas, seguito da quelli di Cindy Sherman e Elizabeth Peyton. Comune a tutte e tre le artiste è il fatto che la loro percezione ed esperienza della realtà sono modellate e influenzate dai mass media e dal potere delle loro immagini. Ciascuno dei loro approcci alla ritrattistica esprime ciò in un modo differente. Con circa cento prestiti da musei internazionali e da collezioni private in Europa, Stati Uniti e Messico, la mostra offre prospettive inaspettate e uniche sulla storia del ritratto e sulle carriere delle artiste. La mostra è completata da una serie di corti che vedono la presenza di nove attrici di fama internazionale: Irène Jacob, Martina Gedeck, Luna Wedler, Meret Becker, Ángela Molina, Bettina Stucky, Romana Vrede, Maria Furtwängler e Valerie Pachner. Per i visitatori sarà l’occasione per analizzare personalità diverse da un ulteriore punto di vista privilegiato.  

Dal 19 settembre 2021 al 2 gennaio 2022, Basilea