Il progetto Invocazioni, curato da Benedetta Casini con la direzione artistica di Diana Wechsler, prende le mosse da un’idea di invocazione come gesto di apertura verso l’altro — umano, animale, minerale. Ispirato al pensiero dello psicoanalista James Hillman e al prospettivismo amerindio di Eduardo Viveiros de Castro, Invocazioni propone un ribaltamento della prospettiva antropocentrica: conoscere non significa più dis-animare, ma riconoscere intenzionalità e soggettività negli altri corpi che abitano il mondo.
Il programma romano si articola in quattro mostre temporanee, ciascuna con una declinazione tematica precisa:
- Ambasciata di Spagna — Invocazioni. La mia mortalità dovrebbe commuoverti (13/11–23/01/2026): un’indagine sulla pietra come corpo e memoria, con artisti come Florencia Caiazza, Jon Cazenave e alfonso borragán.
- Ambasciata del Brasile – Galleria Candido Portinari — Invocazioni. Ecologie di contatto (13/11–12/12): lavori sul paesaggio come corpo vivente con Lia Chaia, Paulo Nazareth, Claudia Andujar, Pamela Diamante e altri.
- Museo di Roma a Palazzo Braschi — personali di Chiara Bettazzi e Matias Ercole (13/11–14/12): la trasformazione degli oggetti d’uso e la pittura di paesaggio come collisione di immaginari.
- Auditorium Parco della Musica — Invocazioni. Un suono in fondo all’orecchio(14/11–06/01): un percorso sinestetico che mette in tensione immagine e ascolto con opere di Marc Vilanova, Jacopo Mazzonelli e Friedrich Andreoni.
Nata nel 2017 per iniziativa dell’Universidad Nacional de Tres de Febrero (UNTREF), BIENALSUR è una piattaforma globale che opera per “nodi” distribuiti in molte città — da Bogotá a Madrid, da Milano a Parigi — privilegiando relazioni e progetti condivisi piuttosto che un unico centro espositivo. La quinta edizione, inaugurata a giugno a Bogotá, concentra nuovamente l’attenzione sulle questioni ambientali, la memoria e le narrazioni post-coloniali.
Invocazioni non è solo una serie di mostre: è un invito a riconsiderare il modo in cui abitiamo il mondo. Le opere qui riunite cercano contatti epidermici con il paesaggio, propongono ibridazioni tra umano e non umano e offrono letture sensoriali del presente. In tempi in cui il discorso ambientale è centrale, la biennale propone una pratica artistica che ascolta, più che rappresentare.

