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BIENNALSUR
Paulo Nazareth

BIENALSUR porta a Roma “Invocazioni”

Dopo le tappe di Napoli e Milano, BIENALSUR arriva a Roma con Invocazioni, un progetto espositivo diffuso che si articola in quattro mostre tra ambasciate, museo e auditorium, dal 12 novembre 2025 al 23 gennaio 2026.

Il progetto Invocazioni, curato da Benedetta Casini con la direzione artistica di Diana Wechsler, prende le mosse da un’idea di invocazione come gesto di apertura verso l’altro — umano, animale, minerale. Ispirato al pensiero dello psicoanalista James Hillman e al prospettivismo amerindio di Eduardo Viveiros de Castro, Invocazioni propone un ribaltamento della prospettiva antropocentrica: conoscere non significa più dis-animare, ma riconoscere intenzionalità e soggettività negli altri corpi che abitano il mondo.

Il programma romano si articola in quattro mostre temporanee, ciascuna con una declinazione tematica precisa:

  • Ambasciata di Spagna — Invocazioni. La mia mortalità dovrebbe commuoverti (13/11–23/01/2026): un’indagine sulla pietra come corpo e memoria, con artisti come Florencia Caiazza, Jon Cazenave e alfonso borragán.
  • Ambasciata del Brasile – Galleria Candido Portinari — Invocazioni. Ecologie di contatto (13/11–12/12): lavori sul paesaggio come corpo vivente con Lia Chaia, Paulo Nazareth, Claudia Andujar, Pamela Diamante e altri.
  • Museo di Roma a Palazzo Braschi — personali di Chiara Bettazzi e Matias Ercole (13/11–14/12): la trasformazione degli oggetti d’uso e la pittura di paesaggio come collisione di immaginari.
  • Auditorium Parco della Musica — Invocazioni. Un suono in fondo all’orecchio(14/11–06/01): un percorso sinestetico che mette in tensione immagine e ascolto con opere di Marc Vilanova, Jacopo Mazzonelli e Friedrich Andreoni.

Nata nel 2017 per iniziativa dell’Universidad Nacional de Tres de Febrero (UNTREF), BIENALSUR è una piattaforma globale che opera per “nodi” distribuiti in molte città — da Bogotá a Madrid, da Milano a Parigi — privilegiando relazioni e progetti condivisi piuttosto che un unico centro espositivo. La quinta edizione, inaugurata a giugno a Bogotá, concentra nuovamente l’attenzione sulle questioni ambientali, la memoria e le narrazioni post-coloniali.

Invocazioni non è solo una serie di mostre: è un invito a riconsiderare il modo in cui abitiamo il mondo. Le opere qui riunite cercano contatti epidermici con il paesaggio, propongono ibridazioni tra umano e non umano e offrono letture sensoriali del presente. In tempi in cui il discorso ambientale è centrale, la biennale propone una pratica artistica che ascolta, più che rappresentare.

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