Si svolge quest’anno l’ottava edizione di Barcelona Contemporary. Dal 10 al 18 aprile 2026, la manifestazione anima gli spazi di HUB/ART Barcelona. Promosso da ITSLIQUID Group, organizzazione culturale fondata da Luca Curci con sedi a Bari e Venezia, il progetto si dedica alla produzione e diffusione dell’arte contemporanea attraverso mostre, residenze e piattaforme editoriali su scala internazionale. La sede non è casuale: la città si è sempre contraddistinta per un contesto segnato dalla coesistenza di identità diverse offre una risonanza concreta ai temi della mostra.
Nel corso degli anni, Barcelona Contemporary ha riunito artisti provenienti da contesti geografici differenti attorno a un tema comune. L’edizione del 2026 coinvolge oltre trenta partecipanti da più di venti nazioni, tra cui Messico, Uruguay, Francia, Polonia, Australia, Lituania, Taiwan, Curaçao e Hong Kong, delineando un panorama ampio e articolato di pratiche e sensibilità artistiche.
La mostra indaga il rapporto tra l’individuo e gli ambienti urbani che contribuiscono a plasmarlo, soffermandosi in particolare sulle trasformazioni delle identità personali e collettive nel contesto della contemporaneità. Questo nucleo tematico si sviluppa attraverso due sezioni principali: Mixing Identities, dedicata alla fluidità delle appartenenze culturali, e Future Landscapes, che esplora scenari reali o immaginati in cui il confine tra umano e artificiale si ridefinisce costantemente. Le due sezioni dialogano tra loro lungo il percorso espositivo, generando rimandi e risonanze tra le opere.
La pittura di Renata Rolefes, nata a Curaçao, apre il percorso con campiture cromatiche vibranti e una gestualità rapida che restituisce scene di vita caraibica. Segue il lavoro fotografico dell’italiano Alessandro Ciurleo, autodidatta specializzato nella fotografia di fauna selvatica e paesaggi di alta quota. Le sue immagini, caratterizzate da un’attenzione rigorosa alla luce e alla composizione, si distaccano dal semplice reportage naturalistico per avvicinarsi a una ricerca più contemplativa.
Il designer d’interni cinese Zhijiang Shan presenta ambienti che integrano riferimenti alla tradizione estetica orientale all’artigianato locale. I suoi progetti bilanciano ornamento e sottrazione, proponendo lo spazio abitabile come luogo di memoria, esperienza e narrazione. Romina Di Primio, artista spagnola, lavora invece su carta di cotone e lino con matita e carboncino, rappresentando il corpo femminile attraverso un segno essenziale e controllato. Le sue figure, spesso accostate a elementi floreali e decorativi, riflettono sul rapporto tra imperfezione e bellezza.
La scultrice turca Meryem Doğan traduce in forma tridimensionale stati emotivi difficilmente verbalizzabili come tensione, disorientamento, trasformazione, dando vita a opere che invitano a un confronto diretto con l’esperienza interiore. Phoebe Yeung, originaria di Hong Kong, pratica il ricamo a mano reinterpretando la tecnica tradizionale Shu in chiave contemporanea. Ogni lavoro nasce da un processo lento e meticoloso di stratificazioni e texture che si accumulano fino a costruire superfici dense, in cui memoria individuale e sensibilità contemporanea entrano in relazione. Il tedesco Martin Erich Vogiel conclude il percorso pittorico con composizioni realizzate ad acrilico e paste strutturali, nelle quali la materia si addensa per esplorare il legame tra emozione e ricordo.
Accanto a questi artisti, la mostra accoglie una selezione di opere video e un gruppo più ampio di partecipanti che comprende, tra gli altri, Carlos Acevedo Lugo (Messico), Sima Baher (Uruguay), Diana Bakh (USA), Antonio Basavilbaso (Spagna), Dominique Bertrand (Francia), Helena Bezerra (Portogallo), Giora Carmi (USA), Małgorzata Czerniawska (Polonia), Tina Dimova (Bulgaria), Jie Ding (Cina), Electrolibri (Francia), Iveta Filipczyková (Repubblica Ceca), Nicolás García (Argentina), Dorothea Gyorgy (Australia), Aurėja Jucevičiūtė (Lituania), Kg Augenstern (Germania), Margareta Krstić (Croazia), Xinyun Li (USA), Paul Scott Malone (USA), Fabricio Mansilla De Los Santos (Uruguay), Riddick Dance Company (USA), Luís Filipe Rodrigues (Portogallo), Kevin Su (Taiwan), Anna Szurpit (Polonia), Minnie Valero (Spagna), Nataliia Venerova (UAE), Crystal Villegas (Spagna) e Jorge A. Yances (USA).
A tenere insieme un insieme così eterogeneo è l’orientamento comune di utilizzare il proprio linguaggio per esplorare le zone di confine dell’identità, sia individuale sia collettiva. Percorsi formalmente distanti che, pur nelle differenze, convergono verso interrogativi simili sul presente e su chi lo abita.
Barcelona Contemporary 2026 si configura così come una rassegna capace di accogliere tensioni opposte senza cercare di risolverle in modo definitivo. Un risultato che ITSLIQUID Group ha costruito nel corso delle edizioni precedenti e che, in questa ottava tappa, trova una formulazione particolarmente compiuta.
Barcelona Contemporary 2026
HUB/ART, Barcelona
promosso da ITSLIQUID Group, Luca Curci
dal 10 al 18 aprile 2026


