Filippo Lotti
Filippo Lotti

Aste mercato e pandemia: Filippo Lotti

Direttore generale di Sotheby’s Italia dal 2000, Filippo Lotti è un filosofo prestato al mercato, intimamente persuaso che “di Arte, intesa solo marginalmente in senso commerciale, ma piuttosto come valorizzazione del nostro patrimonio culturale, un paese straordinariamente ricco come il nostro dovrebbe e potrebbe vivere”. Abbiamo discusso con lui intorno al presente e al futuro del mondo delle aste e ai cambiamenti strutturali che, anche in ragione del Covid, lo stanno radicalmente trasformando.

Quella appena trascorsa è stata, se non vado errato, un’ottima annata. Quali settori si sono mostrati più in forma?
Il 2020 è stato un anno assai complicato, fronteggiare un evento come la pandemia è stata una sfida per tutti noi, però alla fine i conti sono tornati, abbiamo registrato una lieve flessione nei risultati rispetto a quanto previsto ma il risultato utile operativo è stato molto positivo, sia in Italia che a livello globale. Ancora una volta il Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea ha sviluppato i maggiori volumi di affari, ma anche le categorie più tradizionali come i Gioielli, la Scultura e la Pittura Antica hanno raggiunto cifre di tutto rispetto.

Quali strategie o strumenti avete adottato per affrontare la pandemia?
Abbiamo avuto la fortuna e il merito di farci trovare pronti con una piattaforma già operativa ed efficace, che era stata concepita per quantità di transazioni più ridotte ma che si è rivelata capace di sostenere un volume di affari enormemente più grande di quanto previsto. Il nostro pubblico ci ha seguito in questa avventura, prima di tutto a tutela della sicurezza dei nostri clienti e del nostro staff, di conseguenza abbiamo immediatamente convertito tutte le aste previste in presenza in vendite online, con grande successo.

Pensa che l’attuale crisi abbia determinato, nel mercato dell’arte, l’insorgere di cambiamenti strutturali?
La pandemia ha accelerato processi che erano già in corso. Il fatto di aver trasformato le tradizionali aste in presenza in eventi puramente online ha enormemente allargato la base del nostro pubblico e, dato assai interessante, l’età media dei partecipanti alle vendite si è sensibilmente ridotta. Una clientela giovane che si trova a suo agio con lo strumento elettronico, che le è familiare e che garantisce una ulteriore trasparenza di conduzione del business.

Che 2021 si aspetta?
Temo che, finché le restrizioni dovute alle necessarie cautele sanitarie resteranno in vigore, ci saranno pochi cambiamenti dal punto di vista pratico. Invece per quanto riguarda nuove modalità di vendita è un continuo fioccare di proposte innovative. Per quanto ci riguarda, abbiamo ormai collaudato il modello Buy Now, che permette di acquisire opere e oggetti direttamente dal nostro sito, e parallelamente abbiamo sviluppato un sistema di gallerie d’arte, per ora limitatamente agli Stati Uniti, dove esposizioni a tema si succedono al ritmo delle stagioni.

Qualche anticipazione sui “cavalli di battaglia” della prossima stagione?
Anche in Italia stiamo lavorando ad alcuni progetti interessanti, ma non sveliamo adesso la sorpresa!

L’immagine di una scultura di Fontana, un top lot che andrà in asta a maggio, dal 20 al 27, a Milano

https://www.sothebys.com/en/buy/auction/2021/contemporary-art-milan?locale=en