Andreas Fogarasi
Andreas Fogarasi, 1978 installation views, mixed media, courtesy the artist and Quartz Studio, Turin - photo Beppe Giardino

1978 – Andreas Fogarasi

Nella prima personale di Andreas Fogarasi a Torino, l’artista ha scelto di reinterpretare alcuni luoghi del capoluogo piemontese in un’ottica socio-culturale.

Esistono diversi approcci che un artista può adottare al fine di esprimersi in termini artistici: può prediligere il proprio sentire e voler esprimere ciò che ha dentro, utilizzando il medium artistico prescelto per veicolare emozioni, sensazioni o sentimenti personali; può optare per fare in modo che i propri lavori siano manifesti politici a seconda della sua posizione a riguardo; o può semplicemente aprire una riflessione su un tema che gli sta particolarmente a cuore e ritiene opportuno dargli voce creando qualcosa.

Da Quartz Studio a Torino, l’artista è libero di adottare l’approccio che preferisce con un’unica regola: realizzare opere – o riattualizzarne di già esistenti – purché siano in dialogo con lo spazio o con la città, per un risultato unico nel suo genere e mirato a sentire l’intrinseco significato di site-specific. 

La mostra inaugurata in data 8 maggio presenta i frutti del rapporto instaurato da Andreas Fogarasi con l’ambiente di Quartz Studio e Torino stessa, il quale ha deciso di leggere la città da un punto di vista socio-culturale, in linea con il proprio percorso artistico.

A primo impatto, i lavori esposti possono essere percepiti come sculture costituite da reperti, ma una lettura più profonda offre allo spettatore un incontro indiretto con alcune realtà torinesi, destinate a cambiare o addirittura, in certi casi, a non esistere più.

La forza artistica di questa operazione sta proprio nella capacità di prendere ciò che potrebbe essere considerato brutto o in rovina, e restituirgli una dignità che nei materiali trova un’espressione creativa.

Sulla parete opposta all’ingresso, ad esempio, ci si trova di fronte ad un elemento ligneo nero, avvolto da uno strato metallico, che solo in un secondo momento – fornitaci una spiegazione – è possibile ricondurre allo spiacevole episodio che ha coinvolto la Cavallerizza Reale qualche anno fa: un incendio che ha visto andare in fiamme una parte dell’edificio, tra cui le travi. In questo caso, la riflessione ruota attorno allo stato precario che il complesso culturale sta vivendo e vedrà una rinascita con un progetto di riqualificazione dello studio Cino Zucchi Architetti nel prossimo futuro.

Sulla parete di sinistra, invece, appesa alla parete troviamo un’installazione dove l’artista viennese ha stratificato – secondo un intelligente accostamento estetico – alcuni materiali recuperati dalle ormai dismesse Officine Grandi Motori, immortalandone l’essenza.

L’indagine condotta da Andreas Fogarasi su suolo torinese ha inevitabilmente un impatto emotivo soprattutto su chi ha un legame con i luoghi selezionati, ma, su più larga scala, porta lo spettatore a riflettere sul rapporto tra passato, presente e futuro, e sul significato del cambiamento che portano con sé gli edifici con una loro storia e destinati ad essere smantellati, ristrutturati o abbandonati. 

Ciò che rimane sembra essere un elogio alle funzioni svolte e un augurio a non dimenticare, immortalando dei “fotogrammi materiali che catturano la complessità della genesi umana in vividi tableau” – come riportato nel comunicato stampa.

Quartz Studio
Via Giulia di Barolo, 18/D – 10124 Torino
Andreas Fogarasi – 1978
Fino al 22 luglio 2023
Visita su appuntamento
www.quartzstudio.net