Susana Murias Islas

Islas (Isole) è il titolo della mostra che Susana Murias propone fino all’8 gennaio alla Brita Prinz Art di Madrid

Quando guardiamo il cielo immaginiamo gli dei.
Quando guardiamo l’oceano immaginiamo isole

Malachy Tallack

Da quando ho memoria mi interessano atlanti e mappe, forse perché sono, allo stesso tempo, astratti e concreti, sintetici e dettagliati. Le linee determinano meridiani e paralleli che attraversano mari e monti senza fermarsi davanti a nulla, senza fare distinzioni. Nei pezzi di questa mostra ho voluto mescolare la forma esterna delle isole, come appaiono su una mappa, con elementi soggettivi, allegorici o puramente formali. Le isole sono metafore perfette per altri mondi, per altre vite. E sono espressione di principi opposti, che rappresentano l’inaccessibile ma anche il vinto; che esprimono, in alcuni casi, la difficoltà di accesso alle sue coste, e, in altri, la delusione per quanto riscontrato alla fine del viaggio. Nell’immaginazione, rappresentano tutti qualcosa di paradisiaco, remoto e solitario. Quella contraddizione, che caratterizza la natura simbolica delle isole, è stata forse ciò che ha ispirato questa particolare visione.

Queste le parole della stessa Susana Murias nella presentazione della sua mostra alla Brita Prinz Art di Madrid.

Per questa mostra Susana Murias ha realizzato alcuni pezzi mescolando la forma esterna delle isole, così come appaiono su una mappa, con elementi soggettivi, allegorici o puramente formali. Le isole sono metafore perfette per altri mondi, per altre vite. E sono espressione di principi opposti, che rappresentano l’inaccessibile ma anche il vinto; che esprimono, in alcuni casi, la difficoltà di accesso alle sue coste, e, in altri, il disappunto per quanto riscontrato alla fine del viaggio.

La mostra organizza le opere in tre serie:
Isole percorse, visitate in viaggio, che in qualche modo hanno lasciato un segno nella memoria: Cuba, Sicilia, Islanda, Sardegna, Lanzarote, Irlanda.

Isole remote, ispirate dall’atlante di Judith Schalansky: Floreana, Pedro Island, Tristán, Brava Island, Robinson Crusoe, Sant’Elena. Isole vulcaniche, verdi o glaciali. Con la sua storia di stato utopico, o con la ricerca di una casa che non appartiene a nessuno, isole dove non puoi fuggire o dove non puoi arrivare.

Isole sconosciute, isole scoperte ma poi perdute, che esistevano a un certo punto nella tradizione letteraria, nella storia di una scoperta fallita o in antiche cartografie quasi dimenticate: Atlantide, Isla Brasil, Sandy Island, Hunter Island, Kibu, Fortunate, Tule e Isla Bermeja.

Nell’immaginazione, rappresentano tutte qualcosa di paradisiaco, remoto e solitario. La condizione dell’isola fornisce quella contraddizione, paradiso o inferno. Queste porzioni di terreno di diverse forme e dimensioni hanno in comune l’aspirazione di essere il luogo perfetto, di favorire l’incontro con qualcosa di essenziale. Questa contraddizione, che caratterizza la natura simbolica delle isole, è stata forse ciò che ha ispirato questa particolare visione.


Susana Murias
Islas
dal 18 novembre all’8 gennaio
+34 91 5221821 – arte@britaprinzarte.com
Brita Prinz Art C / Gravina, 27 Madrid

Roberto Sala

Editore, graphic designer e fotografo d’arte, dal 2012 è docente di Grafica editoriale presso l'Accademia di Brera nel corso di laurea specialistica di Teorie e pratiche della terapeutica artistica. Direttore della casa editrice Sala Editori specializzata in pubblicazioni d’arte e architettura, affianca alla professione di editore quella di grafico, seguendo in tempi recenti l’immagine coordinata delle più importanti manifestazioni culturali della città di Pescara fra le quali si segnalano: Funambolika e Pescara Jazz. Dal 1992 è Art Director della Rivista Segno per la quale dal 1976 ha ricoperto diversi ruoli e incarichi. Dal 2019 è Direttore Editoriale di Segnonline per il quale traccia la linea politica e di sviluppo del periodico. roberto@segnonline.it