Analogie Latenti
Veduta parziale dell’esposizione Simone Negri_Stefania Ricci_Fabio Taramasco. Analogie Latenti Galleria Melesi, Lecco, 2020

Simone Negri_Stefania Ricci_Fabio Taramasco. Analogie Latenti

L’impareggiabile potere evocativo dell’arte consiste nella possibilità di ritrovare la propria soggettività passando attraverso un concetto universale, rendendo così accessibile allo spettatore una realtà potenziata, dove la dimensione narrativa dell’opera diventa la guida verso spazi e tempi altri.

Questo processo generativo è letteralmente messo in mostra presso gli spazi della Galleria Melesi a Lecco dove le ceramiche di Simone Negri (Milano, 1970) e Fabio Taramasco (Savona, 1980) si relazionano alle fotografie di Stefania Ricci (Ivrea, 1974) nella collettiva Analogie Latenti.

Ciò che rimane celato ad uno sguardo superficiale viene invece rivelato a colui che pazientemente si “mette a nudo” in uno stretto e intimo dialogo con l’opera, attivando così un gioco di riferimenti e rimandi che strutturano uno storytelling volto alla riscoperta del sé.

Così se da un lato le Formelle eseguite da Fabio Taramasco con la tecnica della fotoceramica compongono dei micro-universi all’interno dei quali le illustrazioni dal sapore vittoriano, talvolta accostate altre volte in sovrapposizione con figure proprie dell’iconografia degli agli anni ’50 del secolo scorso, danno forma a ironiche configurazioni ispirate ai rebus e alle carte didattiche in grado di attivare la capacità di ciascuno di immaginare – potenzialmente all’infinito – un racconto sempre differente racchiuso nella rappresentazione inscenata in ogni singola opera, dall’altro le forme scultoree in ceramica di Simone Negri – ciascuna dal titolo Accadimento – operano invece sul piano dell’astrazione generando superfici evocative dove l’interazione casuale del pigmento in polvere con la piatta campitura della materia lascia emergere le tracce di un tempo trascorso, sospeso e impalpabile.

A fare da “legante” vi sono le serie Vasi cinesi e Collezione di farfalle di Stefania Ricci, fotografie realizzate tramite la tecnica a contatto effettuata in camera oscura, dove i soggetti sono trasformati in mirabilia e viene instillato loro, attraverso il senso del movimento e la colorazione applicata a mano dall’artista, un élan vitaleternato nell’opera d’arte stessa.

Analogie Latenti è un percorso di significati sottesi differenti da attivare varcando la soglia del visibile: solo trascendendo i confini dei differenti media utilizzati dagli artisti e andando oltre l’eleganza della pura forma lo spettatore potrà finalmente scorgere dimensioni spazio-temporali “inviste”; in questo modo l’opera è come una “capsula dal futuro” che racconta accadimenti e tracce destinate a segnare la visione soggettiva di ciascuno.

Nelle immagini: vedute parziali dell’esposizione Simone Negri_Stefania Ricci_Fabio Taramasco. Analogie Latenti. Galleria Melesi, Lecco, 2020