Sarah Sze nel suo studio, New York, 2015. Photo Courtesy Gagosian Gallery

Sarah Sze si aggiudica la commissione al LaGuardia Airport, New York

Gagosian ha appena annunciato che Sarah Sze (Boston, 1969 – vive e lavora a New York) si è aggiudicata la commissione, prodotta dal Public Art Fund, per creare un’installazione permanente site specific per l’aeroporto LaGuardia di New York.

Nell’ambito della trasformazione in corso dell’aeroporto LaGuardia, il Governatore di New York Andrew Cuomo ha annunciato una partnership tra il Public Art Fund – azienda leader nella commissione e organizzazione di importanti progetti di arte contemporanea affidati a artisti di fama mondiale con l’obiettivo di offrire al pubblico potenti esperienze con l’arte e l’ambiente urbano – e LaGuardia Gateway Partners per commissionare installazioni permanenti site specific per tale sito ad importanti artisti contemporanei, tra cui Sze. Queste opere d’arte su larga scala, che saranno svelate entro la fine dell’anno, saranno integrate in tutta la Hall Arrivi e Partenze del nuovo Terminal B, contribuendo a reimmaginare questa porta di accesso alla città.

Adottando un approccio dinamico e generativo e lavorando su una vasta gamma di scale, Sze produce scultura, pittura, disegno, incisione e installazione video. Un impareggiabile bricoleur, raccoglie oggetti e immagini da mondi sia fisici che digitali, assemblandoli in complessi progetti multimediali che stimolano l’osservazione microscopica mentre evocano una prospettiva macroscopica sull’infinito. Dal 18 marzo, una mostra personale di nuove opere di Sze è allestita presso la galleria parigina di Gagosian. Successivamente, nell’ottobre 2020, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York presenterà una personale dell’artista americana e, infine, nel dicembre 2020, la Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi presenterà una seconda esposizione personale del suo lavoro.

Tra le tante mostre a cui la Sze ha partecipato e le importanti collezioni mondiali che custodiscono le sue opere, come il MOMA di NY o il Whitney Museum of American Art (NY), ricordiamo che anche in Italia abbiamo potuto ammirare le sue imponenti installazioni grazie alla sua doppia partecipazione alla 55esima (2015) e alla 56esima (2017) Biennale di Venezia e alla recente esposizione di Split Stone (7:34) (2018) presso la Crypta Balbi, una delle sedi del Museo Nazionale Romano (novembre 2018 – gennaio 2019).