Jacopo Benassi, Past, 2021, first room, installation view Courtesy the artist and Francesca Minini Ph. Andrea Rossetti

Past / Jacopo Benassi

Jacopo Benassi cattura in bianco e nero la vita notturna dei pesci sulle rive liguri, all’interno di un articolato racconto che coinvolge la terraferma e i boschi affacciati sul mare.

È nato e vive sul mare Jacopo Benassi. E l’acqua è un elemento protagonista, che domina, permea e definisce l’identità, le brezze, i colori e gli odori della sua esistenza. Tuttavia, come molte persone che abitano a un passo dal mare, Jacopo non ha mai amato immergersi, non lo ha mai fatto d’abitudine, né con ambizioni sportive o salutiste. Per lui e per il suo imprinting tendenzialmente notturno e discotecaro, con la passione per le sonorità abrasive del punk, le grafiche fuori registro delle fanzine più alternative, le ombre intriganti della seduzione gay, questa nuova subacquea serie d’immagini documenta pertanto un’ esperienza inaspettata e straordinaria. Non solo un modo personale e affatto codificato di utilizzare la fotografia in bianco e nero, che ormai da tempo Jacopo ha reso suo mezzo privilegiato d’espressione. Ma anche e soprattutto la scelta affatto scontata di rovesciare la sua e la nostra percezione della natura, trasformando il mare in un emozionante metafisico e notturno scenario. L’esperienza di un altrove invariabilmente osservato al tramonto, dopo le sei di sera, mentre branchi di piccoli pesci sciamano in ogni direzione vicino alla riva. Consapevoli, o così pare, delle attenzioni del fotografo e come incuriositi dai flash del suo obbiettivo, al quale, mondani, argentei e vanitosi, certo non paiono sottrarsi.
Utilizzando un flash subacqueo per coprire e neutralizzare ogni riflesso di luce, Benassi ha accentuato così la sensazione di trovarsi in un altro pianeta. Un mondo che trascende Monterosso, la location alle Cinque Terre dello shooting, sotto al celebre scoglio del Gigante, che per l’artista è a un passo da casa, per dare esclusivo risalto a sensazioni diverse di alterità, di isolamento, di incognito fantasmatico altrove e silenzio.
E non ci appaiono dei semplici ritratti. Jacopo coinvolge i suoi pesci in un lungo articolato racconto, che coinvolge anche la terraferma e i boschi affacciati sul mare, il colore e il calore del legno devastato dagli incendi che puntualmente mutano e riconfigurano le nostre coste. E crea un cortocircuito che collega i suoi incontri e le sue esperienze del mondo esterno con gli interior, dallo studio alla galleria, nei quali, tra vissuto e visioni, privato e pubblico, il suo lavoro entra in contatto e si confronta con altre immagini, appunti di lavoro, trouvaille, materiali diversi. Un merzbau di scoperte, suggestioni, ispirazioni a due e a tre dimensioni, che rispecchia e interpreta il suo modo di vivere e di vedere. Quell’universo tra ghenos e thanatos, eros e trasgressioni, cultura e natura, che definisce e inesauribilmente alimenta il suo immaginario d’artista.
Mariuccia Casadio

Jacopo Benassi, Past, 2021, second room, installation view.
Courtesy the artist and Francesca Minini
Ph. Andrea Rossetti

Francesca Minini
Via Massimiano, 25 – 20134 Milano
Past / Jacopo Benassi
fino al 2 aprile 2021
info: da martedì a sabato, 11.00 – 19.00
www.francescaminini.it