Museo per l’Immaginazione Preventiva: aprono le mostre autunnali

Si aprono oggi, 28 settembre 2021, le mostre della stagione autunnale del MACRO Museo per l’Immaginazione Preventiva.

Aprono oggi, 28 settembre 2021, le nuove mostre che caratterizzeranno la stagione autunnale del Museo per l’Immaginazione Preventiva. Il programma continuerà nei mesi di ottobre e novembre col fine di ripopolare ogni spazio espositivo del museo romano.

Fore-edge Painting invita otto tra artiste e artisti internazionali – Tauba Auerbach, Kerstin Brätsch, Cansu Çakar, Enzo Cucchi, Camille Henrot, Victor Man, Andrea Salvino, Andro Wekua – a confrontarsi liberamente con l’antica tradizione di decorare il taglio dei libri (fore-edge) con dipinti e illustrazioni, dando così vita a opere inedite e dalla natura ibrida. La mostra si estende anche alla Sala del Disegno della Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia. Fore-edge Painting sperimenta all’interno della sezione STUDIO BIBLIOGRAFICO una nuova esplorazione dell’universo editoriale che risponde a contesti e tempi diversi, a luoghi e pratiche della contemporaneità come del passato. Otto tra artiste e artisti internazionali sono stati invitati a confrontarsi liberamente con l’antica tradizione di decorare il taglio dei libri (fore-edge) con dipinti e illustrazioni, dando così vita a opere inedite e dalla natura ibrida, in alcuni casi invisibili a un primo sguardo.
L’uso di decorare e dipingere il taglio frontale dei libri per segnalarne il contenuto, o il proprietario, risale al Medioevo, quando i volumi erano conservati orizzontalmente. A fine Seicento, e nei due secoli successivi, questa pratica divenne popolare in Inghilterra, dove artisti e artigiani cominciarono a realizzare dipinti “a scomparsa” sui libri, come quadri segreti che appaiono solo inclinando le pagine. Decorazioni floreali, paesaggi, scene di repertorio o erotiche erano realizzate piegando a ventaglio le pagine, spesso poi dorandone il taglio per nasconderle.
I volumi scelti e trasformati in opere da Tauba Auerbach, Kerstin Brätsch, Cansu Çakar, Enzo Cucchi, Camille Henrot, Victor Man, Andrea Salvino e Andro Wekua saranno esposti al MACRO e nella Sala del Disegno di Palazzo Zuccari, dal 1913 sede della Bibliotheca Hertziana. Fore-edge Painting si articola quindi come una mostra doppia, che gioca con l’ambivalenza di questi lavori ed esce dalle mura del museo. Da un lato allestisce un paesaggio inedito, composto da libri decorati con una tecnica del passato, in un museo d’arte contemporanea; dall’altro porta la pittura contemporanea nelle sale storiche di una delle più importanti biblioteche e istituti di ricerca per la storia dell’arte.
La mostra è realizzata in collaborazione con Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte.

You can have my brain che nasce dalla collaborazione tra le artiste Anna-Sophie Berger e Teak Ramos attorno a un comune interesse per l’universo della moda e per le sue implicazioni sociali e culturali. Attingendo da un archivio condiviso, composto da testi, immagini e riflessioni, le artiste hanno realizzato una serie di stampe in bianco e nero e le hanno poi applicate su dei capi in poliestere e tessuti da sartoria, dando forma a una serie di “look” esposti in mostra tramite una serie di manichini, che ritraducono così in forma di abito la loro ricerca. Il dialogo artistico tra Anna-Sophie Berger e Teak Ramos ha origine da un interesse condiviso per l’universo della moda in senso ampio, oltre che per gli aspetti più tecnici relativi alla costruzione di un abito. Con You can have my brain le artiste collaborano per la prima volta applicando al loro lavoro queste tematiche e partono proprio dall’archivio nato dalle loro conversazioni per concepire una serie di nuove opere per la sezione PALESTRA del museo. Composto da testi, immagini e riflessioni teoriche sulla cultura materiale e sulla moda vista nel quotidiano, con una digressione sulla prima modernità (dal diciassettesimo al diciottesimo secolo), l’archivio condiviso dalle due artiste è l’origine stessa dei lavori esposti: da questo derivano una serie di stampe A4 in bianco e nero che, applicate su dei capi in poliestere, cotone e tessuti da sartoria, danno forma a una serie di “look” indossati da dieci manichini cromati. I diversi elementi si stratificano incorporandosi alla ricerca di Berger e Ramos, in alcuni casi per concentrarsi su uno specifico elemento di indagine, in altri per affrontare in modo più comparativo e articolato il tema dell’ornamento del corpo, delle sue implicazioni socio-culturali e della sua evoluzione concettuale e comunicativa. Funzionando come delle vere e proprie superfici di ricerca, gli stessi abiti traggono la loro composizione da forme convenzionali che sfuggono a collocazioni e attribuzioni specifiche. Visivi e testuali al tempo stesso, i “look” sono concepiti come una singola opera e saranno accompagnati da elementi scultorei, da una serie di foto e da un video.
La mostra è realizzata con il supporto del Bundesministerium für Kunst, Kultur, öffentlichen Dienst und Sport, Austria.

The Extra Geography (sezione MUSICA DA CAMERA, fino al 30 gennaio 2022) presenta un panorama di quasi 20 anni di lavoro del collettivo ed etichetta indipendente Sublime Frequencies fondato da Alan Bishop e Hisham Mayet. Le tracce contenute in più di cinquanta progetti/album prodotti da SF sono riprodotte casualmente nella sala d’ascolto del museo mescolando suoni e luoghi, tradizioni e tecnologie. Con The Extra Geography il collettivo ed etichetta indipendente Sublime Frequencies presenta un panorama del proprio lavoro dal 2003 fino a oggi. Le tracce contenute in più di cinquanta progetti/album prodotti da SF saranno riprodotte casualmente nella sala d’ascolto di MUSICA DA CAMERA, mescolando suoni e luoghi, tradizioni e tecnologie, per creare un’esperienza sensoriale profonda e inaspettata. Il programma di The Extra Geography include inoltre la proiezione di una selezione di film prodotti da SF e un incontro con i suoi due co-fondatori, Alan Bishop e Hisham Mayet. Di base a Seattle, ma professando uno stile di vita nomadico con collaborazioni globali, SF si definisce «un collettivo di esploratori dedito a rilevare e portare alla luce i luoghi e i suoni più oscuri delle frontiere urbane, moderne e tradizionali, attraverso il film e il video, registrazioni sul campo, trasmissioni radio e a onde corte, musica folk e pop internazionale, anomalie sonore e altre forme d’espressione umana e naturale».  Applicando la tecnica del cut-up e del collage sperimentate dallo scrittore William S. Burroughs e dal poeta Brion Gysin a materiali trovati e registrazioni, SF si dedica all’esplorazione di quella che chiama «un’estetica dell’extra geografia». Un’estetica che rifugge le strategie delle multinazionali della world music, ma anche gli ambiti ristretti dell’etnomusicologia accademica, per attivare invece processi organici di ridistribuzione delle culture sonore e nuovi canali d’ascolto sperimentali.

Nella stessa data si apre anche un nuovo capitolo della mostra Daybed di Julie Peeters (fino al 14 ottobre 2021), già in corso nella sezione IN-DESIGN, con la partecipazione dello studio OK-RM.  Il quarto capitolo di Daybed utilizza il daybed-display attorno a cui si sviluppano i diversi allestimenti della mostra come meccanismo espositivo per presentare una serie di lavori di OK-RM, studio londinese fondato da Oliver Knight e Rory McGrath. In questo capitolo Julie Peeters introduce nel suo progetto un’altra pratica legata al design, per esplorare le possibilità di presentazione di un archivio (vivente). Lo studio OK-RM si concentra sullo sviluppo di nuovi metodi di progettazione e comunicazione collaborativa. Questi si riflettono sia nelle loro produzioni che nel dialogo e nei processi di ricerca da cui prendono vita. Amplificando l’esperienza dei materiali stampati esposti attraverso un paesaggio visivo composto da una selezione di elementi correlati – che va dal lavoro finito a prototipi, esperimenti di stampa ed edizioni speciali – questo nuovo allestimento allarga lo sguardo di Julie Peeters sulla pratica della progettazione grafica attraverso il punto di vista dei suoi colleghi designer.