Nato a Trieste nel 1907 da famiglia slovena, arrestato nel 1931 per cospirazione contro lo Stato e condannato al confino ad Accettura, Spacal trovò proprio in Basilicata la svolta che avrebbe segnato la sua vicenda umana e creativa. Oggi, a quasi un secolo da quell’esilio forzato, la terra meridionale gli restituisce spazio, nome e gratitudine attraverso un articolato percorso di valorizzazione culturale.
L’incipit di questo progetto è stato firmato il 24 settembre scorso nel giorno dedicato al ricordo delle vittime dell’Eccidio nazifascista del 1943 a Rionero in Vulture (nel Potentino), lo Spazio TAM – Tempo Arte Medicina – ha promosso, in collaborazione col Comune e col patrocinio dell’ANPI e dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, un doppio evento. Alle Scuderie di Palazzo Giustino Fortunato è statopresentato il volume di Nicola Coccia, Vita del confinato Luigi Spacal che davanti alla morte diventò pittore (Edizioni ETS), fondato su documenti inediti che ricostruiscono gli anni del confino e il trauma fondativo dell’artista. A seguire, nella sede dello Spazio TAM, in via Nazario Sauro, è stata inaugurata la mostra «Le opere di Luigi Spacal e Jiri Hadlac» nelle riviste dell’archivio medico, visitabile fino al 15 marzo 2026. Qui il progetto assume un significato ulteriore: lo spazio ideato e curato dall’architetto, docente e fotografaAngela Rosati, nasce infatti nelle stanze che furono l’ambulatorio del padre, il medico Antonio Rosati, attivo a Rionero dagli anni Cinquanta. Tra arredi originali, strumenti professionali e un archivio di riviste scientifiche e house organ farmaceutici, prende forma un luogo mnemonico in cui arte e cura dialogano. Proprio tra quelle pubblicazioni, tra il 1951 e il 1972, comparvero quattordici xilografie di Spacal sulle copertine de «La Lettura del Medico». Queste opere oggi vengono rilette non solo come testimonianze grafiche, ma come tasselli di una storia che attraversa medicina, editoria e arti visive.

Il legame tra Spacal e la Basilicata non è un capitolo marginale, ma un’origine. Ad Accettura, tra il 1931 e il 1932, il giovane triestino lavorò nella falegnameria di Rocco Defina, nella storica via Ospizio. Fotografava per diletto. Sua è infatti la prima immagine nota dell’anticafesta del Maggio che cade durante la Pentecoste – datata 26 maggio 1931 – oggi custodita nel Museo dei culti arborei. Ma fu un episodio doloroso a segnare la sua metamorfosi. La richiesta di una piccola bara per una bambina di quattro anni riaprì in lui la ferita della perdita della sorellina, morta alla stessa età a Trieste. Su quella cassa disegnò un angelo e una rosa. In quel gesto nacque il pittore Spacal. Da allora la sua traiettoria fu internazionale: oltre duecento mostre nel mondo, il Gran Premio Internazionale per la grafica alla Biennale di Venezia del 1958, la partecipazione alle Quadriennali romane, le rassegne a Trieste, Milano, Roma, Nova Gorica, Lugano. Nel castello di Štanjel, sul Carso sloveno, un museo a lui dedicato conserva oltre settanta opere e il torchio delle sue xilografie.
Eppure Accettura rimane il luogo della rivelazione. La Basilicata, oggi, non si limita a ricordare: costruisce memoria attiva. Il Comune lucano ha infatti intitolato a Spacal la strada dove lavorò durante il confino e intende acquisire la falegnameria per trasformarla in museo permanente. «Un’opera di memoria collettiva», ha dichiarato il sindaco Alfonso Vespe, sottolineando come la prima fotografia del Maggio e l’impronta lasciata dall’artista siano parte integrante dell’identità locale.

A Rionero, il calendario 2026-2027 promosso dallo Spazio TAM, corredato da un testo critico di Giuseppe Appella, riproduce le xilografie pubblicate sulle copertine della rivista medica, restituendo centralità a una stagione decisiva della grafica del secondo Novecento. Per Spacal il legno non fu solo materia, ma memoria fisica: resistenza, elasticità, solco inciso come ferita e come segno. Il progetto si apre alle nuove generazioni con il concorso «Colora Spacal»: nel 2027, anno del 120° anniversario della nascita, le opere saranno proposte in versione da colorare a bambini e ragazzi, con premiazione durante la festa del Maggio.
Nel solco di una tradizione che vide anche Carlo Levi scoprire in Lucania un orizzonte di verità, la vicenda di Spacal testimonia come il confino, strumento di repressione politica, poté diventare paradossalmente spazio di fondazione artistica. Tra cultura mitteleuropea e paesaggio lucano, l’artista costruì un ponte tra civiltà occidentale e orientale.
