Castelbasso - Progetto Genesi
Luca Ceccherini, Per Parigi, offerta libera

Luca Ceccherini | Grammelot: La pittura come linguaggio

Grammelot, prima personale francese dell’artista toscano Luca Ceccherini. La galleria, che prende il nome dalla sua fondatrice e mecenate, si impegna a mantenere aperto il dialogo tra eredità storica e ricerca contemporanea.

C’è una parola italiana che nessuna traduzione francese riesce davvero a restituire: giullare. In francese si può dire bouffon, forse saltimbanque, ma nessuna definizione coincide del tutto. Il giullare è una figura antica e scomoda, che abita la soglia tra spettacolo e verità. È con questi personaggi che il pittore aretino Luca Ceccherini arriva per la prima volta a Parigi con una mostra monografica.

La Galerie Dina Vierny ospita fino al 1° agosto 2026 Grammelot, prima personale francese dell’artista toscano. La galleria, che prende il nome dalla sua fondatrice e mecenate, si impegna a mantenere aperto il dialogo tra eredità storica e ricerca contemporanea. Il contesto risulta pienamente coerente con la ricerca di Ceccherini, costruita su memorie stratificate e invenzioni. Il testo critico è firmato da Giorgia Aprosio, che ha collaborato con l’artista anche alla costruzione del percorso espositivo.

Il progetto segna una tappa importante nel lavoro di Luca Ceccherini. Prima della pittura, infatti, c’era il teatro: un passaggio decisivo per identificare i suoi personaggi come “in scena” e riconoscere nei titoli storie più ampie. Offerta libera, Gli imbroglioni, Baruffa, Pessimo attore, Cattivi consigli, Il carretto dell’indovina, Tentando di non bruciarsi, Il taglio della veste, Acrobata, I guardiani delle monetine, Astanti. sembrano capitoli estratti da una narrazione.

Il rapporto con la tradizione teatrale e figurativa emerge con chiarezza in Il taglio della veste, che rielabora una Crocifissione giottesca: la scena si ricompone, ma il riferimento religioso si attenua fino a diventare esperienza umana condivisa. In altri lavori il dialogo con il passato è più indiretto: Baruffa richiama un disegno di Marino Marini, mentre I guardiani delle monetine evoca la tradizione dei ritratti parietali romani. Più silenziosa, I guardiani delle monetine richiama invece la tradizione parietale romana, quei volti immobili che nelle domus pompeiane abitavano gli spazi più raccolti e privati. Un dettaglio che chiarisce il modo in cui Ceccherini concepisce il rapporto tra pittura e intimità.

Il titolo della mostra condensa il senso del progetto. Il grammelot è un linguaggio teatrale fatto di suoni e gesti privo di codice scritto, storicamente anche strumento di elusione della censura. Ceccherini trasferisce questa logica nella pittura: le immagini attivano una comprensione immediata, la sensazione di aver riconosciuto qualcosa.

×