Michelangelo Galliani, Black mirror, 2021, marmo nero marquinia e acciaio inox, cm 40x40x15. Ph. Enrico Turillazzi

L’estate di Michelangelo Galliani: tre personali fra Italia e Montenegro

Dal punto di vista espositivo, questa del 2021 rappresenta un’estate tutt’altro che di riposo, per l’artista Michelangelo Galliani, il quale, con l’organizzazione della galleria londinese Cris Contini Contemporary, è protagonista, da luglio a ottobre, di tre personali dislocate fra la Toscana e il Montenegro.

Le mostre si dividono fra il Palazzo del Medico di Carrara, Il Castello di Caprese presso Caprese Michelangelo e Porto Montenegro, dove sono installate sculture diffuse lungo le vie dell’area turistico-portuale. Il filo conduttore di ogni esposizione, tale da delineare questa serie di appuntamenti al pari di un progetto unico e corale, è costituito dalla sperimentazione sul marmo di Carrara; materia d’elezione della pratica dell’artista. Pertanto – come specificano gli organizzatori – “Ad emergere da queste tre mostre è la capacità di Galliani di creare un dialogo contemporaneo con un materiale per definizione tradizionale come il marmo, che sotto la sua gestualità espressionistica diventa linguaggio dalla forte attualità artistica”. Così, dimostrando la rinnovabilità di una tecnica nel tracciato della tradizione, egli giunge a una poetica coerente e personale, dotata di una raffinata sensibilità formale, posta tra reminiscenza classica e ricerca estrema, tra scultura e installazione dall’aura concettuale.

In ordine di apertura, la mostra di Porto Montenegro, In Fragmenta, è stata la prima a inaugurare. Qui, inserite nell’ambiente urbano, a contatto con il fluire collettivo e visibili fino al quindici ottobre, sono presenti le quattro sculture Cosmogonia, Fuggi, PGR, Vita Sola, dove, oltre all’estetica composita dell’autore, è possibile apprezzare la sua capacità di ibridare il marmo – senza snaturarlo – con materiali dissimili quali vetro, acciaio, piombo, ottone e argento. 

Fra le sale settecentesche dello storico Palazzo del Medico di Carrara si snoda Nebula, evento promosso da Vôtre Spazi Contemporanei e in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli, di Milano, e aperto al pubblico fino al quindici settembre. In questo caso, la mostra comprende una selezione di opere – di cui alcune inedite – quali Blu, trittico composto da tre incisioni a bulino su piombo, due Vanitas, rispettivamente in onice e marmo nero marquinia con tralci di vite in foglia d’oro e d’argento, l’opera Rebvs vitae e il polittico Nebula; realizzato in marmo statuario di Carrara e lavorato come se fosse un foglio di carta, che nasce dalla fotografia di una nebulosa catturata dal telescopio spaziale Hubble.

A concludere la triangolazione, si menziona Vertigo, ospitata, fino al ventisei settembre, fra le antiche mura del Castello di Caprese, personale organizzata in sinergia con la Galleria delle Arti e sostenuta dal Comune di Caprese Michelangelo, insieme al Museo Casa Natale Buonarroti. In questa occasione, il testo critico di Pasquale Littieri accompagna il visitatore fra un corpus di quindici opere emblematiche della ricerca dello scultore, dai primi anni del Duemila a oggi, dove sono presenti pezzi inediti, fra cui Vertigo; opera in marmo nero marquinia e acciaio inox. 

Inoltre, si segnala, presso il vicino Palazzo Clusini – sempre nel borgo di Caprese Michelangelo – la contestualizzazione di una selezione di realizzazioni di Galliani, con opere di interpreti storici della scultura, quali Emilio Greco, Vincenzo Gemito, Medardo Rosso e Antonio Canova, utile a trasmettere la trasversalità della sua produzione.