ArtVerona 2026
Biennale Arte Sacra

La XVI Biennale d’Arte Sacra tra Ascoli Piceno e San Gabriele

“Profeti di speranza” inaugura a dicembre 2025 tra le chiese di Ascoli Piceno e il Museo Staurós. L’esposizione articola in cinque nuclei tematici un dialogo tra maestri storici e contemporanei: da Picasso e Medardo Rosso a Galliani e McCurry.

La XVI Biennale d’Arte Sacra Contemporanea inaugura nel dicembre 2025 ad Ascoli Piceno e al Santuario di San Gabriele. Le sedi espositive sono le chiese di San Vittore e Sant’Agostino per Ascoli, mentre a Isola del Gran Sasso sarà il Museo Staurós a ospitare la rassegna. Curata da Giuseppe Bacci con la collaborazione di Arnaldo Colasanti e Andrea Viozzi, la mostra si inserisce nel contesto dell’Anno Giubilare indetto da Papa Francesco. Il titolo Profeti di speranza, creatori di bellezza richiama la Bolla Pontificia Spes non confundit e propone un percorso artistico che esplora il dialogo tra fede e creatività.

La scelta delle chiese romaniche ad Ascoli Piceno non è casuale. Questi spazi presentano caratteristiche architettoniche precise: volumi ampi, luce naturale filtrata, pareti che possono accogliere interventi. L’arte contemporanea entra in dialogo con la struttura storica. Il contrasto temporale diventa elemento espositivo.

Il Museo Staurós ha invece una vocazione specifica verso l’arte sacra recente. La collezione permanente include già lavori di artisti del Novecento. La Biennale si inserisce quindi in un contesto preparato ad accoglierla. Gli spazi sono progettati per valorizzare le opere senza interferenze. L’appuntamento, che si ripete dal 1993, ha costruito nel tempo una rete di relazioni con artisti, critici e istituzioni. Questa edizione amplia la collaborazione coinvolgendo la Diocesi di Ascoli Piceno. La distribuzione su tre sedi moltiplica le occasioni di incontro con il pubblico.

Il progetto espositivo si sviluppa attraverso cinque nuclei tematici che guidano il visitatore in un viaggio tra spiritualità e contemporaneità.

Nella prima parte, intitolata “Nel segno della Luce”, la dimensione fisica e quella spirituale si confondono. Qui, le opere monumentali di Omar Galliani trasformano il disegno in spazi di contemplazione, mentre maestri come Mimmo Paladino e Bruno Ceccobelli reinterpretano l’iconografia religiosa mantenendo una tensione costante tra astrazione e figura. Accanto a loro, Alberto Di Fabio esplora la dimensione cosmica, con dipinti che evocano paesaggi primordiali dove la natura stessa diventa manifestazione del divino.

Proseguendo, ci si imbatte nel tema “La Pace nel cuore dell’arte”, una sezione che affronta le urgenze sociali e morali mettendo a confronto epoche diverse. Il genio di Pablo Picasso dialoga con contemporanei come Valeriano Trubbiani e Massimo Pulini; quest’ultimo, in particolare, attraverso sculture in ceramica dalle forme allungate e superfici monocrome, dimostra come l’apparente semplicità della materia possa nascondere una profonda riflessione sull’essenziale.

Il terzo capitolo, “Profeti di speranza per un nuovo domani”, vede artisti quali Pericle Fazzini, Sergio Vacchi, Andrea Fogli e Oliviero Rainaldi utilizzare riferimenti biblici come pretesto per interrogare il presente. Le loro figure profetiche non sono mere illustrazioni del passato, ma specchi delle incertezze odierne, trasformando l’arte in uno strumento di indagine antropologica. Questa ricerca si fa ancora più intima nella sezione “Creati per creare”, dove il focus si sposta sul processo artistico stesso. Qui, scultori come Medardo Rosso, Emilio Greco, Floriano Bodini e Michelangelo Galliani mostrano come la lavorazione della materia e la ricerca formale siano atti che trascendono l’estetica per toccare corde esistenziali.

Il viaggio termina aprendosi al mondo con “Dialogo tra le culture”. È qui che la fotografia documentaria di Steve McCurry, capace di catturare gesti di fede universali in ogni angolo del globo, si affianca alle complesse mappe visive di Pietro Ruffo e alle opere di Franco Ionda. Tecniche miste, collage e scatti fotografici costruiscono una mappatura della pluralità religiosa, ricordando che la speranza parla molte lingue.

La Biennale sceglie autori che hanno già affrontato questioni spirituali nel loro percorso. Non si tratta di commissioni specifiche ma di una selezione ragionata. I curatori hanno individuato opere che dialogano con le cinque sezioni tematiche. Il rapporto degli artisti con il sacro non è uniforme. Alcuni hanno formazione cattolica e la loro produzione lo riflette. Altri provengono da contesti laici ma hanno sviluppato interesse per simboli e narrazioni religiose. Altri ancora si concentrano su aspetti antropologici della religiosità.

Il catalogo pubblicato da Edizioni Centro Staurós documenta l’esposizione. Include riproduzioni fotografiche di qualità e schede tecniche complete. I testi critici di Giuseppe Bacci e Arnaldo Colasanti analizzano le singole sezioni. Le introduzioni di Monsignor Gianpiero Palmieri e Padre Vincenzo Fabri inquadrano la mostra dal punto di vista ecclesiale.

La poetica di questa Biennale si fonda sull’idea che l’arte possa essere profetica. Gli artisti non si limitano a illustrare contenuti religiosi. Attraverso la loro sensibilità anticipano domande e tensioni del nostro tempo. Il tema della speranza attraversa tutte le sezioni della mostra. In un’epoca segnata da crisi e incertezze, l’arte offre uno spazio di resistenza. La bellezza non è consolazione facile ma invito a guardare oltre l’apparenza.

Profeti di speranza, creatori di bellezza” si presenta come un’occasione per riflettere sul ruolo dell’arte oggi. In un contesto giubilare, la mostra ricorda che la bellezza può essere strumento di trasformazione. Gli artisti diventano testimoni di una speranza che non confonde, come recita la Bolla di Papa Francesco.

L’invito è a lasciarsi sorprendere dalle opere. A sostare davanti a immagini che parlano un linguaggio universale. L’arte sacra contemporanea dimostra che la ricerca spirituale può trovare forme nuove. E che il dialogo tra fede e creatività rimane fecondo.

XVI Biennale d’Arte Sacra Contemporanea
Profeti di speranza, creatori di bellezza
San Vittore e Sant’Agostino, Ascoli Piceno
Museo Staurós d’Arte Sacra Contemporanea, Santuario San Gabriele, Isola del Gran Sasso
Dal 14 Dicembre 2025 al 31 Gennaio 2026

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