Nelle sale di Primalinea Studio a Roma, spazio indipendente fondato da Eliseo Sonnino e oggi punto di riferimento per la giovane arte contemporanea romana, prende forma Jumping with the Stars, la nuova mostra personale di Daniele Sciacca. Un progetto che si muove tra memoria, illusione e autocritica, in bilico tra il gioco e la consapevolezza della sua fine.
Sciacca costruisce un percorso sospeso tra sogno e disincanto, evocando un immaginario condiviso da un’intera generazione cresciuta con la promessa di un benessere ormai dissolto. L’artista invita il visitatore a compiere un viaggio a ritroso nel tempo, fino a quell’infanzia mitica in cui tutto appariva possibile. I giocattoli, elementi ricorrenti nella sua ricerca, diventano qui sculture e installazioni: oggetti che conservano la loro natura ludica ma assumono anche un valore estetico e critico, simboli di una condizione arcadica perduta.
Emblematico è il monolite centrale, una “fabbrica dei mostri” che si offre come testimonianza delle origini plastiche e scultoree dell’artista. Allo stesso modo, i quadri alle pareti – minuziose miniature paesaggistiche – restituiscono la fascinazione per la rappresentazione, per il gesto meticoloso che trasforma il gioco in forma d’arte.
Il colore e la struttura dei giocattoli diventano in mostra strumenti per esplorare un approccio pittorico alla scultura, mentre il grande tappeto elastico – attivabile dal pubblico – si trasforma in un dispositivo critico: un invito a saltare, letteralmente, dentro e fuori l’opera. I visitatori, proiettati in una dimensione performativa, si ritrovano parte di una riflessione più ampia sulla precarietà e l’incertezza che segnano il percorso dell’artista contemporaneo.


Attorno al trampolino, una serie di monitor trasmette un video in cui Sciacca e il curatore invitano a “saltare sempre più in alto”. Il gesto ludico si carica di significato simbolico, diventando metafora della competizione e delle dinamiche interne al sistema dell’arte.
Il titolo della mostra, Jumping with the Stars, allude proprio a questo: al rapporto tra artista e curatore, figure complementari e imprescindibili nella costruzione di ogni progetto espositivo. Sciacca ne svela la doppia natura – poetica e pragmatica – evidenziando le tensioni tra immaginazione e realtà, creazione e mercato.
L’arte, ci ricorda l’artista, è anche sistema economico, spazio di potere e merceficazione. Eppure, nel ricorso all’immaginario infantile, Sciacca lascia affiorare un sentimento malinconico di ritorno: un invito a ritrovare quella spensieratezza originaria che precede ogni compromesso.


Fondata nel 2020, Primalinea Studio prosegue così la propria missione di apertura e sperimentazione collettiva. Dal 2021 lo spazio opera anche come collettivo curatoriale, collaborando con artisti e fotografi e sviluppando progetti di rigenerazione urbana, come gli interventi murali realizzati a Valle Aurelia con Alessio D’Anelli. Jumping with the Starssi inserisce pienamente in questa visione, trasformando il gioco in riflessione e la nostalgia in forma d’arte.
