Incastonata tra le Alpi Apuane e il litorale della Versilia, storicamente e internazionalmente riconosciuta come contesto riferimento per le ricerche scultoree e plastiche, Pietrasanta è dal 1996, il luogo eletto dell’artista colombiano Gustavo Vélez anche in seguito a studi di formazione a Firenze. La mostra personale Le Dimensioni dell’Equilibrio, a cura di Francesca Sborgi con il Contributo di Eike Schmidt, emerge dal sentito legame dell’artista nei confronti del contesto artistico-culturale e ambientale di Pietrasanta al fine di valorizzare la tradizione delle maestranze artigianali locali, creando un ponte tra culture affini per mezzo del linguaggio scultoreo ed estendendo i limiti stessi della scultura in un incontro ideale con la cornice paesaggistica ed architettonica della città.

Bronzo, 276x195x165. Pontile di Marina di Pietrasanta, Ph Nicola Gnesi, courtesy the artist
La suprema armonia perseguita da Vélez si percepisce immediatamente negli interventi pensati per il Pontile di Marina di Pietrasanta dove le sculture dell’artista ridisegnano l’orizzonte del visibile, omaggiando la tradizione del marmo, bronzo, e acciaio qui presente, tra netti contrasti ed equilibri ideali. Pensate su scala paesaggistica, le sculture di Vélez qui si stagliano possenti tra l’atmosfera e il litorale, riflettendo di una ponderata e personale lettura del linguaggio geometrico che se da un lato, è fortemente influenzata della tradizione modernista tra Sudamerica ed Europa in termini compositivi, dall’altro intende rinnovarlo dall’interno oltre la linearità euclidea per estendere le dimensioni di ricerca spaziale secondo le cifre del concavo e convesso in relazione all’ ambiente. Ne risulta che oltre la presenza fisica dell’oggetto artistico, la ricerca plastica di Vélez mira ad esplorare e ridefinire il vuoto e lo spazio negativo della scultura, rimodellando in maniera tanto contemporanea quanto sofisticata, le atmosfere e il paesaggio circostante.
Forte di un simile approccio, le sculture di Vélez si inseriscono ulteriormente, nello spazio urbano perseguendo una progettualità diffusa che da Piazza XXV Maggio, si inserisce nel quadrilatero tra Piazza Carducci, Piazza Statuto, e Piazza Duomo, assumendo una scala non ancora pubblica, piuttosto civica, non ancora monumentale, piuttosto contestuale. In questa cornice urbana, le opere di Vélez si contraddistinguono per mezzo di estensioni geometriche e plastiche, suggerendo idealmente nuovi possibili modi di vivere le relazioni sociali e lo spazio della comunità. Gli scorci e le prospettive anamorfiche delle sue sculture consentono di attivare un dialogo anacronistico con i monumenti e le architetture di rappresentanza di Pietrasanta, tra passato e presente. Con questo fine, Vélez, non solo intende affermare il suo personale studio della geometria compositiva che oltre l’utopia, mira a farsi esperienza situata, ma in maniera ancora più incisiva, l’artista rende esplicita una personale poetica di decostruzione della scultura in quanto arte statica, per riflettere diversamente delle funzioni agenti e relazionali della scultura in termini cinetici. Ciò è evidente nella scelta di ripensare la relazione tra piedistallo e forma scultorea, consentendo allo spettatore di poter muovere, ruotare, ed interagire con la scultura stessa, ridisegnando attivamente relazioni, spazio, ambiente, e atmosfera.

Al complesso monumentale di Sant’Agostino, Le Dimensioni dell’Equilibrio assume un tono affettivo e meditativo, delineando un percorso espositivo che si articola in tre stazioni distinte tra il chiostro e la chiesa. Un primo ambiente rende omaggio al culto della materia per il quale Pietrasanta è nota internazionalmente, attraverso una poetica che si pone attivamente in dialogo con le maestranze artigianali del luogo. La ricostruzione dell’atelier dell’artista diventa quindi, un’anticamera alla scultura, consentendo un’immersione nelle fasi di ricerca artistica e laboratoriale di Vélez, tra ricerca materica, modellazione plastica, artigianato, tecnica, e tecnologia, e culminando in una narrazione visuale e poetica in cui si susseguono contributi e testimonianze di figure per mezzo di un video-documentario.
Un secondo ambiente assolve la funzione di galleria espositiva, ponendo l’attenzione sull’oggetto scultoreo da cui percepire le cifre stilistiche che connotano il lavoro dell’artista. È un divenire di modellazioni e composizioni che si articolano attraverso un attento studio di materiali quali il marmo, il bronzo, e l’acciaio, un susseguirsi di ricerche spaziali introflesse ed estroflesse a configurare superfici sia lineari che curvilinee in movimento, un alternarsi ritmico tra monocromie, porosità, riflessi, e contrasti, tutte rette da un meditato studio della geometria che si inviluppa, sviluppa plasticamente.
Lo studio della geometria e della composizione perseguito da Vélez, si confronta presto con gli spazi e la dimensione del sacro inserendosi negli spazi della chiesa del complesso Sant’Agostino. Qui, ogni scultura assume una funzione specifica in relazione al contesto, dialogando con la cornice artistica e architettonica del sito. Ecco che superfici riflettenti di Relieve Cùbico, 2026, contribuiscono a reinterpretare il valore simbolico e sacro della geometria, lasciando che la figurazione sia nient’altro che una proiezione dello spettatore sulla superficie. La dimensione terrena si afferma nuovamente come un omaggio alla materia nel trittico marmoreo, Nùcleo en Movimento, 2026, per presto perdere ogni connotazione concreta. La ricerca dell’artista, infatti, presto si trasfigura ricercando un’estetica della trasparenza e della luce, evidente nelle sculture Cosmica, 2021, Relieve Riflesso, 2026, e Vaciò, 2024, dove la simbologia geometrica del quadrato incontra quella del cerchio per proiettare una pura luce all’interno di una nicchia installativa pensata come dark space ed in dialogo con la pala d’altare della chiesa. Si conclude con una tale sublime e spirituale visione la personale di Gustavo Vélez, Le Dimensioni dell’Equilibrio, celebrando i trent’anni di carriera dell’artista.

Gustavo Vélez
Le dimensioni dell’equilibrio
A cura di Francesca Sborgi con il Contributo di Eike Schmidt
11 giugno – 20 settembre 2026
Pietrasanta: Piazza Duomo, Piazza Carducci, Piazza Statuto, Complesso di Sant’Agostino, Marina di Pietrasanta: Piazza XXIV Maggio, Pontile
www.museodeibozzetti.it

