Castelbasso - Progetto Genesi
Senza titolo, 1984
Luogo
Galleria Il Ponte
Via di Mezzo, 42/b - Firenze

Categorie

Data
Set 25 2026 - Nov 13 2026
Ora
18:00
Etichette
Mostra

Giuseppe Chiari | Tra suono, segno e colore

Il Ponte inaugura, dopo la pausa estiva, la nuova stagione espositiva con una monografica dedicata a Giuseppe Chiari – una delle figure più poliedriche dell’arte della seconda metà del Novecento (musicista, compositore, artista concettuale, ideatore di performance di musica contemporanea e protagonista di Fluxus) – in occasione del centenario della sua nascita.

Dell’artista, il cui lavoro la galleria tratta da anni, avendo a lui dedicato nel tempo varie mostre, viene presentato un nucleo omogeneo di partiture di grande formato realizzate nel corso degli anni Ottanta. Sono immagini fotografiche di spartiti, sia su carta lucida che opaca ed eliografie su carta da lucido o acetato, sulle quali Chiari interviene attraverso il suo linguaggio segnico con il colore di acrilici, penne feltro, pastelli.

«Tali lavori si configurano come esito avanzato della riflessione dell’artista sul nesso tra linguaggio musicale e ambiti artistici eterogenei, un’indagine condotta con continuità a partire dai primi anni Sessanta. In questo percorso, la partitura, originariamente intesa quale dispositivo finalizzato alla scrittura musicale, si trasforma progressivamente in un dispositivo concettuale autonomo e campo di sperimentazione estetica, capace di oltrepassare le tradizionali delimitazioni disciplinari e di ridefinire i rapporti tra notazione, immagine e gesto performativo […]. Nelle grandi partiture degli anni Ottanta l’intervento si emancipa definitivamente dalla necessità di produrre una lettura sonora specifica: il gesto diventa più libero, autonomo, mentre lo spartito si configura come superficie pittorica sulla quale il segno grafico e il colore creano una nuova sintassi visiva. La stessa gestualità rappresenta per Chiari uno dei punti focali della sua ricerca artistica e musicale: il gesto dell’artista si fa progressivamente più astratto, avvicinandosi a una concezione dell’azione pittorica in cui il segno perde ogni funzione descrittiva e si afferma come traccia autonoma, anche in dialogo con le esperienze dell’action painting di Jackson Pollock e con una più ampia idea di musica come evento e non come forma rappresentativa». (Elena Colzi, Giuseppe Chiari. Tra suono, segno e colore, 2026).

×