Art Basel Basel
Luogo
Galleria Frame Ars Artes
Corso Vittorio Emanuele 525, Napoli

Categorie

Data
Gen 28 2026 - Feb 18 2026
Evento passato
Ora
18:30
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Mostra

ET CETERA

Et cetera è una mostra che già nel titolo si offre come un’eco sospesa, un’apertura, una promessa. Ciò che Enzo Palumbo ci mostra non è il punto di arrivo, conclusivo, di una ricerca, ma piuttosto un intermezzo fecondo, una soglia tra ciò che è stato e ciò che sarà, sia dal punto di vista tematico che espressivo.
In precedenti esposizioni in cui ho avuto occasione di collaborare con l’artista, Enzo Palumbo aveva già esplorato l’idea che l’opera d’arte sia manifestazione di un processo creativo in divenire e non il risultato di esso: in Zografogonia aveva affrontato tematiche riguardanti i principi generativi della pittura e in Antipodi il posizionamento dell’opera come fase intermedia di un processo di trasformazione. In Et cetera il focus si sposta sul concetto di “potenzialità” della forma. È interessante notare come questa “potenzialità” si declini diversamente a seconda del medium: le sculture di esplorano una dialettica tra inerte e organico, mentre i dipinti – come già in Zografogonia – si concentrano su una dinamica tra
biologico informe e abbozzo di caratterizzazione umana. Le opere che popolano lo spazio
espositivo si presentano come nuclei vitali, “embrioni” artistici che racchiudono in sé una
molteplicità di direzioni possibili.
Ciascuna opera appare come un “nucleo germinale” che evoca l’idea di un seme: una forma apparentemente inerte che tuttavia custodisce le istruzioni per la creazione di un intero essere vivente biologico. Come i semi le sculture di Palumbo suggeriscono un’energia compressa, una forza in divenire che attende di dispiegarsi in ulteriori trasformazioni. La loro informe concretezza sfida le categorie tradizionali, oscillando tra il geologico e il biologico, tra l’astratto e l’archetipico.
In questa sospensione, in questo “tra”, risiede la provocazione di Et cetera. L’artista invita l’osservatore a un atto di immaginazione creativa, a proiettare il proprio sguardo oltre la forma presente, a intuire le opere che, pur compiute nella loro essenza, suggeriscono sviluppi futuri. È un invito a partecipare al processo generativo, a farsi co-creatori di un futuro formale in divenire.
Enzo Palumbo, artista e docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha sempre concepito la sua ricerca come un atto di “generazione” non solo di opere, ma anche di pensiero critico. Il suo lavoro, radicato nel fertile terreno culturale napoletano, si nutre di stratificazioni storiche e di continue negoziazioni tra opposti. In Et cetera, questa tensione si fa ancora più evidente, proiettando l’osservatore in un territorio liminale dove le certezze si dissolvono e le possibilità si moltiplicano all’infinito.
Se per definire i soggetti dei dipinti di Zografogonia avevo usato le parole «ciò che si genera dalla rappresentazione della vita», in Et cetera, questa “generazione” si fa ancora più radicale: non più solo rappresentazione, ma prefigurazione; non più solo forma, ma forza. Un invito a varcare la soglia e a immaginare insieme all’opera che appare, anche quella che sarà.
– Marco Izzolino

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