Luca Marcelli Pitzalis
Luca Marcelli Pitzalis, Corrispondenze. Foto Carlo Romano

Don’t try to separate things

Nell’ambito del programma “portfolio” di Quadriennale Luca Marcelli Pitzalis presenta Corrispondenze Vol.1, mostra personale a cura di Gaia Bobo, presso Palazzo Braschi a Roma.

In un’intervista pubblicata nel 1968 dalla rivista Marcatré (No. 37 – 40) John Cage interviene analizzando il sistema di relazioni tra lo spazio che accoglie il pubblico e il palcoscenico dove agiscono gli attori, rifiutando lo schema classico della struttura teatrale, ossia di una piattaforma in grado di normalizzare la focalizzazione della scena. In questo sfasamento paradigmatico, Cage immagina piuttosto queste strutture all’interno di ogni persona del pubblico, come una consapevolezza individuale che struttura l’esperienza di ogni spettatore in modo diverso da quella di ciascun altro.

Secondo Cage infatti, che concepiva il teatro-mondo come qualsiasi esperienza comprendente vista e udito, meno strutturiamo l’occasione teatrale, più essa sarà simile alla vita non strutturata di tutti i giorni e maggiore sarà lo stimolo fornito alla facoltà strutturante di ogni persona del pubblico. Questo breve assunto sulla teatralità e sulle strutture che la orientano, ci permette di inserire l’opera di Luca Marcelli Pitzalis in una cornice dal carattere performativo, anche quando presenta le proprie operazioni sotto forma di risultato installativo. Una performatività il cui contenuto linguistico si distacca dalla singolarità dell’Io, e propone come soggetto la moltitudine, intesa come un modo di essere ambivalente, un movimento dall’uno ai molti. Non più appunto una, ma plurime strutture di osservazione. 

Don’t try to separate things è non a caso l’oggetto di uno degli scambi di mail presenti in Corrispondenze Vol.1, mostra personale di Luca Marcelli Pitzalis (1995) presso Palazzo Braschi a Roma, nell’ambito del programma “portfolio” di Quadriennale, a cura di Gaia Bobò, e installati su due lunghe lastre metalliche.

L’installazione comprende varie conversazioni mail avvenute tra l’artista e gli utenti iscritti alla newsletter omonima alla mostra, inviata ogni due mercoledì alle dieci di sera, per un anno, dove l’artista tentava di avere delle conversazioni, generando degli interlocutori. In ognuna delle lettere presenti i paragrafi non hanno un posizionamento lineare e ripetitivo, questo perché si è tentato di mantenere la posizione “reale” del testo, rispettando anche la corposità delle parole e delle frasi omesse, che continuano ad avere paradossalmente una presenza in questi fogli. Le lettere sono anonime, non c’è infatti nessun riferimento su mittente o destinatario, se non i titoli in “oggetto” che sono ipoteticamente riconducibili all’artista. L’attitudine performativa dell’operazione sta nell’attivare una produzione collettiva di pensiero, rendendo continuativo questo processo intellettuale per un periodo di tempo definito; ma anche attraverso la capacità di dare e farsi continuamente voce dei molti, mimetizzandosi all’interno di più conversazioni. 

Corrispondenze Vol.1 ha prodotto costantemente per un tempo prolungato e definito una struttura focale plurima, collocando l’artista, la sua opera e il suo pubblico nel bel pieno di un antagonismo terribilmente complesso contro le condizioni psico-sociali della società contemporanea. Luca Marcelli Pitzalis sembra avere la capacità di rendersi voce senza essere quasi mai lui a parlare, o quantomeno mascherandolo: una teatralità capace di renderlo ventriloquo dei molti, attivando nuove forme di coraggio. Ancora una volta: don’t try to separate things.

  • Luca Marcelli Pitzalis
  • Luca Marcelli Pitzalis

Luca Marcelli Pitzalis è nato nel 1995 a Cagliari, vive e lavora a Roma. La sua ricerca si fonda sulla comunicazione emotiva mediata dagli strumenti della voce e della scrittura, successivamente plasmati da diverse tecniche e supporti, tra cui installazioni, performance, video, audio, newsletter e testi musicali. Insofferente alle pressioni e alle aspettative della società, del pubblico e del mondo dell’arte, il suo lavoro pone al centro uno stato di vulnerabilità e una condizione stridente e anti performativa, che l’artista raggiunge mettendosi a nudo, generando un senso di disagio in una collettività non abituata a contemplare il fallimento, l’irrazionalità, la crudezza delle emozioni. Tra le recenti mostre personali si ricorda: Spazio Gamma, Milano (2021); Anonima Kunsthalle, Varese (2021); Specchiospecchio, Milano (2023). Ha preso parte a mostre collettive presso: galleria MLZ Art Dep, Trieste (2020); Fondazione Francesco Fabbri, Pieve di Solito (2020, 2022); The Address Gallery, Brescia (2022); Ubicua Gallery, Londra (2023); Istituto Italiano di Cultura, Leopoli (2023); Mattatoio, Roma (2023).


Luca Marcelli Pitzalis
Corrispondenze Vol. 1
Palazzo Braschi, Roma – Quadriennale