Come le Ali – Giovanni Gaggia per la Casa del Commiato di Pergola

Un ricamo delicato ricopre di un leggero velo di conforto la sofferenza, una cucitura lieve accompagna il dolore, che cresce muto nel cuore, si trattiene a se’ come uno scrigno da custodire e si stringe in un commiato, ancora in un ultimo sguardo a chi giace in abiti scuri. Il tempo si arresta e il silenzio trova accoglienza in un luogo protetto, nell’atmosfera di una casa separata dal mondo esterno, intoccabile dal presente. 

L’artista Giovanni Gaggia ha realizzato per la Casa del Commiato, di proprietà di Pietro Cecchetelli e Massimiliano Buratti a Pergola (PU), un lavoro intenso e lieve, un dono che sorregge nell’accettazione di un’assenza, che guida alla consapevolezza di una trasformazione insita nella vita stessa, che non interrompe i legami, l’affetto, l’amore. L’anima vola in ali delicatissime di farfalla e attraversa le stanze, sfiora i ricordi come fossero fiori e si fa accompagnare dal vento che trasporta le voci dei giorni. Un filo d’oro percorre le pareti: un ricamo di vita, personale, riservato e comune a tutti come il dolore, congiunge ogni passaggio, di stanza in stanza, di colore in colore, di forma in forma.  

L’opera site specific Come le Ali tocca le intimità del cielo, sorvola i luoghi della mente dove i momenti più belli si annidano al sicuro dallo scorrere degli anni e dalle cicatrici lasciate dalle tempeste e diventano un racconto unico, ininterrotto: un filo d’oro prezioso, come prezioso è anche il dolore che cuce tra loro istanti diversi e, dove ferisce di più, fa più saldo il legame. La morte, che appartiene inevitabilmente al luogo, è affrontata dall’artista nella sua essenza mutativa che ricama in un filamento essenziale. Presenze tenui arrivano a toccare corde finissime di una profondità che non può avere voce, che non conosce parole, che soffoca un addio. Gaggia sceglie la farfalla come simbolo della metamorfosi, proseguendo un percorso iniziato anni prima insieme a Walter Valentini, Unitis Signis, dove segno e ricamo si incontrano in pagine di storie unite in un volo di sfere celesti, leggere ed eleganti come un battito d’ali.  

La Casa del Commiato si divide in tre stanze percorse da un intreccio sottile e carezzevole, metafora di un’unione indissolubile e intensa che supera la fragilità della vita, le sale costituiscono un percorso di conforto e consapevolezza che va dal bianco, al blu, al rosso. L’artista infonde continuità a spazi e forme affinché la mente non si smarrisca nei labirinti del dolore, ma riesca ad intravvedere il legame tracciato tra la vita e la morte. Nel segno di un’ala di farfalla, la prima stanza immerge, nella chiara e distinta visione di un bianco purissimo, ogni sfumatura dello spettro luminoso; racchiusa in questa origine è ogni nostra sfumatura emotiva: ogni atto, ogni gesto, ogni percezione è ricompresa nella luce, in una forza benevola che assicura che il giorno non è finito, che il tempo non muore sotto il manto delle tenebre, ma preserva i palpiti per rinascere ancora.

La seconda stanza pervade di blu l’ospite che vi fa ingresso, equilibrando i tremori, permettendo alle lacrime di risalire tra i rivoli anche più fuggevoli della memoria, incastonandoli nei suoi toni lucidi e opachi, nelle finezze e torsioni di un’antica stoffa damascata, dove il filo dorato delinea l’abbraccio tra Amore e Psiche di Antonio Canova che custodisce e accompagna tra le mani la trasformazione dell’anima.

L’ultima stanza compie nel rosso un rituale fragile e intenso, sotto il tramonto dell’ultima luce della sera che trova vita nella terra invisibile, nel passaggio oltre la linea continua che ha attraversato ogni stanza di questo luogo di passaggio, di conforto. Il ricamo disegna un tulipano, un fiore dalla durata effimera, labile, che lascia, però, intatta una bellezza imperitura che resta presente e vivida nella mente, nel suo ricadere al suolo d’origine come le foglie rosse e dorate dei faggi.

Sulla nuda terra cadono lacrime calde che il terreno mischia alla rugiada di un nuovo mattino, luce e buio rimangono immutati e camminano entrambi come funamboli lungo la soglia, un’ombra di più accompagna un nuovo raggio di sole, questo è il percorso che guida i parenti e gli amici che attraversano la Casa del Commiato per salutare una vita, celebrarla nella sua caratteristica ed unica esistenza e saperla rinnovata in altre forme, in altri colori, in nuova energia anche dentro di noi.

Giovanni Gaggia 

Come le Ali – Opera permanente

Casa del Commiato – Via Zoccolanti, 27, 61045 Pergola PU

www.giovannigaggia.it