Serse, a fior d'acqua 2014- 4,5 x2m grafite su carta su alluminio

Cartoline di mare. Serse

Prorogata fino al 12 gennaio 2020, la mostra di Serse, Cartoline di Mare, dal titolo del volume di poesie del 1984 di Nico Orengo, nello spazio espositivo dell’Atrio Monumentale dell’ASP-ITIS, è quel mar incrosà, punto d’incontro e crocevia di molteplici moti ondosi, culturali, letterari, artistici, sociali e storici.

Le opere di Serse prendono spunto dal mare, quel mare che connota in modo unico la città di Trieste e i triestini, e come scrive Claudio Magris, in “Il mare ci vince” 2018, “pervade, fisicamente e mentalmente la città, la sua quotidianità” mentre “l’esperienza di quella grande apertura del Golfo di Trieste, un mare in sé modesto, dà il senso dell’aperto, dell’orizzonte sconfinato che sembra preludere agli altri, più grandi, mari e oceani” ed è proprio “quell’apertura non soltanto fisica, ma anche culturale ed umana” (C.M.) che investe il visitatore davanti alle opere di Serse quando nella prossimità della visione del mare, i suoi lavori rivelano un “gigantesco che non compete all’occhio aperto ma all’occhio chiuso” (Serse).

Visioni, non ingrandimenti di particolari, “per rendere più visibile l’impercettibile” danno “un senso simbolico al ciclopico, un senso che possiamo riconoscere nelle tracce di quella immensità interiore che compete innanzitutto all’anima” (S.). Così, disegni di grande e piccolo formato nel loro essere privi di colore, carta lucida segnata dalla grafite, operano una riduzione alla ricerca della sostanza. Descrivono spazi definiti dall’artista “paesaggi dell’anima” nei quali il punto di fuga della costruzione prospettica, nell’ideale rappresentazione del mondo, si moltiplica, facendosi carico dello “sguardo altrui” (S), lasciando emergere le pluralità, anche quelle delle esperienze più recenti dell’arte, in un silenzio senza tempo oltre l’umana percezione dei sensi. Così le sue opere, mentre sembrano suggerire allo spettatore una possibile rappresentazione di elementi naturali, in realtà, pongono, come scrive Lóránd Hegyi, “l’interrogativo sconcertante se l’immagine dalla luce fredda, quasi inquietantemente tranquilla, straniata, materiale del ‘gigantesco’ che suggerisce un’atemporalità impersonale, immutabile, dall’effetto metallico e impersonale non rappresenti il vero potente, il reale onnipotente, l’esistente ineluttabile, oppure non presenti invece soltanto un simulacro suggestivo prodotto meccanicamente, formalmente perfetto, efficace grazie alle sue qualità materiali.”

A Trieste in mostra, l’arte di Serse, già inserito da Emma Dexter senior curator alla Tate Modern di Londra, tra i 100 più importanti artisti al mondo in “Vitamin D: New Perspectives in Drawing”, edito da Phaidon Press, NY, 2005, è anche un incontro di culture e sensibilità, quelle radicate nella città e quelle vissute in Oriente, nel corso degli anni, in occasione di soggiorni ed esperienze espositive anche in Cina. Un lavoro, il suo, che si offre come punto di riflessione e incontro di varie culture e di storie dell’arte. Da un lato quelle della tradizione pittorica europea, da William Turner a Gerhard Richter, alle esperienze dei movimenti concettuali, e dall’altro i modelli culturali e filosofici della rappresentazione orientale. L’immersione nella vita e nei suoi fenomeni naturali. Il domandarsi quanto il fenomeno, che da un punto di vista percettivo si manifesta agli occhi, sia rappresentabile/irrappresentabile nella sua pienezza, e quanto ciò che appare nelle sue opere, tecnicamente – maniacalmente – tendenti alla perfezione, sia invece dichiarazione dell’impossibilità di cogliere il “vero” se non attraverso l’eventualità di trascendere il particolare nel tentativo di cogliere l’assoluto e l’universale.  

La mostra, Cartoline di Trieste, è anche un omaggio al poeta Nico Orengo e alla città di Trieste ed è stata realizzata in collaborazione con la Galleria Continua di San Gimignano e la Barcolana – Regata Velica internazionale al 51 anno e si inserisce all’interno di un importante progetto: Arca – Arte Contemporanea per una comunità attiva. 

Per saperne di più sul progetto Arca in collaborazione con ASP-ITIS rimandiamo il lettore al numero di prossima uscita della rivista Segno.

Cartoline di mare. Serse
Atrio Monumentale
ASP-ITIS Azienda di servizi alla persona
via Pascoli 31, Trieste
Fino al: 12.01.2020