Jan Fabre, The Sword of an Angel, 2019. Studio Trisorio - Napoli

Arco Madrid 2020 – le gallerie italiane

Inaugura ufficialmente oggi la fiera a Madrid, cominciamo a parlarne guardando gli stand delle gallerie italiane.

Sono undici le gallerie italiane che partecipano all’edizione 2020 di Arco, la fiera dell’arte contemporanea che si svolge a Madrid fino al 1º marzo. Eleganza e sobrietà sono i tratti che le caratterizzano, come lo stand di Monitor che espone, oltre ai lavori di Matteo Fato e Claudio Verna un gigantesco (3×4 m) dittico di Nicola Samorì dove la foglia di rame è stesa sul lino come pittura ed enfatizza, arricciando il metallo, dettagli quasi figurativi. 

Persano divide in due ambienti il suo stand dedicando quello più piccolo a Mario Merz: 7 opere su carta, databili negli anni 80, affascinano il visitatore mostrando quanto il maestro dell’arte povera fosse capace di gestire magistralmente anche il disegno. Nello spazio più ampio invece troviamo opere di Marco Bagnoli, Michelangelo Pistoletto e altri. 

Anche Ida Pisani Prometeogallery divide elegantemente lo spazio in due con la “personale” di Rubén Montini da un lato e il dialogo tra Regina Jose Galindo e Iva Lulashi dall’altro. 

Chiara Camoni è invece la protagonista del solo show di Spazio A. Una figura femminile scolpita in creta policroma, ferro e legno dialoga con tre tele di lino dipinte con evidente riferimento a Rorschach. 

Lo stand della P420 di Bologna ci accoglie invece con un lavoro al suolo di Paolo Icaro del 2005, vetro di Murano e piombo composti a mo di tappeto.  

Franco Noero, inquadrato nello spazio It’s just a matter of time, propone i lavori dell’artista brasiliana Jac Leirner. Corpo de delito è composto da 8 posaceneri vintage che evidenziano la sua dipendenza dal fumo e dalla cleptomania. 

Alla Galleriapiù il progetto What is the idea of dream in our society? Il collettivo rumeno Aparatus 22 è l’artista svizzero Yves Scherer ci accompagnano in un viaggio nella gioia e nel dolore, sogni ed incubi della nostra società capitalistica.

Al centro dello stand dello Studio Trisorio la splendida spada rossa di Jan Fabre realizzata con coralli, polimeri e metallo, alle pareti le opere di Bill Beckley, Fabrizio Corneli, Francesco Arena e Rebecca Horn

Massimo e Francesca Minini stendono il tappeto rosso al centro dello stand invitandoci a percorrerlo ammirando le opere alle pareti dove su tutte spicca il vinilico su tela di Carla Accardi del 1997 di rara espressività progettuale. I due galleristi, in uno stand unico, dialogano con opere di Carla Accardi, Armando Andrade Tudela, Matthias Bitzer, Elena Damiani, Daniel De Paula, Haris Epaminonda, Flavio Favelli, Luigi Ghirri, Sheila Hicks, Runo Lagomarsino, Bertrand Lavier, Landon Metz, Wilfriedo Prieto e Ariel Schlesinger.

La galleria Cortesi propone lavori di Piero Dorazio, Agostino Bonalumi, Jesus Rafael Soto, Maurizio Donzelli, Giuseppe Santomaso e Gianfranco Pardi

Non poteva mancare Continua all’appuntamento iberico. Sono le sculture con le insegne neon e i puzzle decostruiti di Carlos Garaicoa ad accoglierci all’ingresso del padiglione 7 facendo capire subito al visitatore che Arco Madrid fa sul serio e le gallerie italiane altrettanto. 

Roberto Sala

Editore, graphic designer e fotografo d’arte, dal 2012 è docente di Grafica editoriale presso l'Accademia di Brera nel corso di laurea specialistica di Teorie e pratiche della terapeutica artistica. Direttore della casa editrice Sala Editori specializzata in pubblicazioni d’arte e architettura, affianca alla professione di editore quella di grafico, seguendo in tempi recenti l’immagine coordinata delle più importanti manifestazioni culturali della città di Pescara fra le quali si segnalano: Funambolika e Pescara Jazz. Dal 1992 è Art Director della Rivista Segno per la quale dal 1976 ha ricoperto diversi ruoli e incarichi. Dal 2019 è Direttore Editoriale di Segnonline per il quale traccia la linea politica e di sviluppo del periodico. roberto@segnonline.it