Foto di Erika Secondino

Street Art e pietra della Majella. Una proposta per il futuro

Dal 18 al 29 agosto, a Lettomanoppello in provincia di Pescara, Majella Bianca- Majella Nera nuovo appuntamento della manifestazione Dieci Giornate in Pietra

“I marmi e le pietre vive si lavoreranno subito cavate, perché sarà più facile lavorarle allora […] tanto più saranno cavate, tanto più diventeranno dure”

Così Andrea Palladio nel III capitolo di uno dei suoi Quattro Libri sull’Architettura, un capitolo interamente dedicato alla descrizione dei materiali naturali, alle loro caratteristiche principali e possibilità d’uso, d’impiego nell’architettura e nel decoro.
Una lezione in verità, che ritroviamo alla base di qualsiasi trattato teorico sull’argomento: da Vasari a Leon Battista Alberti e a ritroso fino a Vitruvio, nella consapevolezza che non si può parlare d’architettura senza sapere ragionare di pietra.

E ragionando di pietra arriviamo in Abruzzo, sulla Majella dove se ne cava una particolare qualità detta “gentile” per la duttilità che la caratterizza in fase di lavorazione.
Profondamente intrisa di geologia e antropologia la storia della pietra della Majella si lega indissolubilmente a quella del paese di Lettomanoppello e dei suoi scalpellini.
Piccolo comune in provincia di Pescara, Lettomanoppello ha saputo conservare la tradizione legata alla lavorazione della pietra, una tradizione fatta di oralità e di esperienza attraverso la quale, di generazione in generazione si è tramandato Il mestiere dello scalpellino, lavoro spesso anonimo di maestranze che hanno macchiettato il territorio con il loro artigianato artistico.

Dal 1997 il Comune promuove la manifestazione delle Dieci Giornate in Pietra, simposio di scultura dedicata alla pietra della Maiella, nella volontà di mantenere vivo il legame con questa tradizione e generare una continuità tra il passato e il presente, negli ultimi due anni, sotto la direzione artistica di Stefano Faccini la manifestazione sceglie di muoversi sotto una nuova veste progettuale che pur innestandosi nel solco della tradizione scalpellina si proietta nel divenire della scultura, mettendo a confronto artisti internazionali con scalpellini locali.

L’edizione di quest’anno dal titolo Maiella Bianca- Maiella Nera che funge da tematica per gli artisti , si incentra sulla realizzazione di altorilievi lavorati prevalentemente con effetti di texture, primo segno per eccellenza di lavorazione attraverso il gesto, la texture è capace di indicare le qualità di una superficie dal punto di vista tattile oltre che visivo.
La vera novità però, consiste nel fatto che ogni artista potrà lavorare su un numero massimo di cinque lastre che verranno infine montate tra i vicoli e le facciate delle abitazioni precedentemente individuate, Lettomanoppello si candida così a diventare il primo paese in Italia con dei Murales in Pietra
Una street art capace di recuperare la tradizione connessa alla pietra proiettandosi nella contemporaneità attraverso una forma espressiva come quella dell’arte urbana tenendo fede al concetto del fare finalizzato alla conoscenza e ponendo questa esperienza alla base di altri progetti capaci di dare vita a nuove forme di produzione e promozione del territorio.

L’artista Felice Tagliaferri a lavoro, durante le Dieci Giornate in Pietra.
Ospite della manifestazione, lo scultore non vedente collabora con musei e accademie italiane tra le più importanti al mondo: dalla Collezione Guggenheim di Venezia, alle Accademie di Brera e Roma.
Foto di Stefano Faccini

Un territorio quello di Lettomanoppello, che ci chiede di essere capito, povero di fonti documentali eppure dal potenziale enorme, per il quale non basta la semplice presa di contatto visiva ma che ci invita al ragionamento, ecco allora che si capirà che bisogna tornare a leggere e che in natura si trovano sillabari capaci di evocare un intero mondo perduto di sentimenti umani essenziali.

Foto di Erika Secondino

Obiettivo della Manifestazione – che quest’anno si avvale della consulenza di Giacinto di Pietrantonio e del gruppo di coordinamento guidato dall’Assessore al Turismo Arianna Barbetta – porre Lettomanopello al centro di un discorso più ampio e duraturo attorno alla cultura e produzione della pietra, dove nuove forme d’espressione artistica siano in grado di dialogare con il suo patrimonio culturale.

Michele Montanaro, Claudia Zanaga, Giuseppe Colangelo, Yunmi Lee e Luca Marovino gli artisti presenti alla manifestazione accanto a Francesco Gigante e Gianni Alberico in rappresentanza degli scalpellini, questa edizione sarà inoltre arricchita dalla partecipazione straordinaria dello scultore Felice Tagliaferri.

Non resta che venire vedere dal vivo artisti e scalpellini a lavoro dal 18 al 29 agosto in un disordine imbattibile di polvere, frammenti e bellezza per scoprire che sì, aveva ragione Paul Klee quando affermava che l’artista è “un artigiano ispirato”.