Segno Abruzzo e dintorni 2026
Ph:Roberto Della Noce

João e Emblema

Astrazione e rigore, non privo di evocazioni, nutrono le ricerche dei due artisti, Salvatore Emblema e Francesco João, nell’esposizione recentemente inaugurata negli spazi della galleria Solito.

Apparente rompicapo cognitivo il dialogo tra gli artisti Francesco João e Salvatore Emblema si rivela invece essere un sofisticato e nutriente gioco di rimandi, allusioni e scoperte. A uno sguardo non attento potrebbe infatti apparire di simile ideazione il lavoro dei due: si tratterebbe di un grado zero della pittura, di una impossibile demarcazione dei rispettivi campi di pittura e scultura. La mostra alla Galleria Lugi Solito curata da Massimiliano Scuderi irretisce lo sguardo e mette in una condizione di attesa e di vigile e primaria curiosità. La sfida è dunque quella di afferrare la sottile linea di demarcazione tra i due. Di tele, telai, assi, e oggetti “scultorei” si tratta. Sanciscono il ritmo dello spazio espositivo, dirigono lo sguardo, dettano un tempo. Il rigore è presente in entrambi per quanto le premesse paiono divergere.

Sono di due generazioni diverse, appartengono a due temperie culturali distanti, e a territori differenti. Salvatore Emblema porta la sua terra fattivamente su tele che alludono attraverso il colore a paesaggi. Non una rappresentazione della natura esteriore quanto invece una sapiente e minimale evocazione su un supporto che diventa mondo. La tela è l’inizio e la fine del lavoro, uno spazio di tensione in cui tutto si gioca. E la tela vale di per sé, anche quando viene sfilata, sfibrata per farsi attraversare dalla luce, altro elemento sostanziale del lavoro di Emblema.

Francesco João è animato anche lui da una tensione conoscitiva rispetto agli strumenti della pittura, rispetto alla pittura stessa. Come ebbe a dire: “Tutti i lavori riflettono attraverso modalità e forme diverse sulla relazione tra trascendenza e economia. Sull’evoluzione dell’opera d’arte da oggetto funzionale a spirituale, a contemplativo, a speculativo …” Il grado zero che propone in questo mezzo, che però mette sempre in relazione con la scultura, come a voler offuscare i confini della loro demarcazione, ha tuttavia al suo interno elementi forti e precisi. La pittura sconfina nella scultura, (e la scultura diventa oggetto, oggetto d’uso), il colore che è scelto secondo casualità e contingenza, proprio perché emerge da un processo di sottrazione assume rilievo, forza. Dal grado zero alla costruzione di una valenza cognitiva si potrebbe dire. Si ravvede nei suoi lavori la proposta di una grammatica essenziale, che però fuoriesce dal tempo e attraverso il suo minimalismo costruisce percorsi interpretativi plurimi.

La mostra mischia le carte, gioca con i parallelismi tra i due artisti. Di Emblema sono presenti rappresentativi lavori, abbinati al rigore di João. Tutta la galleria è investita da questo specchio ludico. L’astrazione evocativa di entrambi trova poi un momento saliente nel grande lavoro di João, un “Senza Titolo”. Il rimando alla nozione di paesaggio è resa evidente da una semplice e sottile linea che lo percorre. Da lì subito ci si immagina l’orizzonte e si decodifica la parte restante del lavoro come una allusione ad un possibile paesaggio. Al centro però in filigrana il display sul tempo, cifra stilistica di Joao. Tutto in un lavoro potente e polisemico: il tempo che è anche tempo della rappresentazione, il rimando al soggetto esterno della pittura però solo adombrato, la presenza del colore come guida, e una scansione temporale ancorata al passato.

Passato e presente si nutrono l’un l’altro, danno vita ad una musica di contrappunto, obbligando lo spettatore, l’appassionato a rivedere le sue personali convinzioni e categorie mentali. Salvatore Emblema con il suo lavoro rigoroso e avanguardistico rimane una delle voci più acute alle quali rifarsi per analizzare e gustare il fatto pittorico. Un giovane tra i giovani. Francesco João si conferma proposta pungente che non ha più necessità di conferme. Tutti e due parlano lo stesso linguaggio al di là del tempo, dell’appartenenza e della geografia.

João e Emblema
A cura di Francesco João e Massimiliano Scuderi
21 Maggio – 2 Giugno 2026
Galleria Solito – Piazza Enrico De Nicola 46, Napoli
Complesso ex Lanificio – Scala B – Piano 1
Lunedì – Venerdì > 10.00 – 18.00 / sabato e domenica > su appuntamento
galleriasolito.com | info@galleriasolito.com | +39 081 304 19 19 

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