Art Verona Digital Edition

EXPANDED REALITY #4 : Per un vestire organico

A Casa Masaccio di San Giovanni Valdarno, fino all’8 novembre, in mostra gli abiti della designer Cinzia Ruggeri ideati per il corso di fotografia Nuove tendenze italiane nella creazione di immagini, ospitato nelle sale di Palazzo Fortuny a Venezia (12-17 dicembre 1983)

Vestirsi è la prima cosa che si fa ogni mattina: trascurati, raffinati, “normali”.
Lo si voglia o no, l’abito è lo spettacolo (sempre intenzionale) di noi stessi

– Cinzia Ruggeri

Sono queste le parole di Cinzia Ruggeri che accompagnano il progetto vestimentario ideato dalla designer per il corso di fotografia Nuove tendenze italiane nella creazione di immagini, ospitato nelle sale di Palazzo Fortuny a Venezia (12-17 dicembre 1983). In questa occasione, Cinzia presenta il video Per un vestire organico, per la regia di Studio Metamorphosi, in cui trasferisce le ricerche condotte nel design di moda.

Il set è l’eccentrico showroom milanese di Bloom, la società e il marchio di abbigliamento femminile con cui la designer sfila sulle passerelle del prêt-à-porter milanese dai primi anni Settanta e per tutto il decennio seguente. La protagonista è una creatura marina, interpretata dalla danzatrice Valeria Magli, fasciata in una tuta azzurra dotata di ventose che scivola tra gli oggetti immersi in un ambiente dipinto di lilla, sorvegliato da un finto angelo prelevato dal fondo della Pala di Brera di Piero della Francesca che si sporge da un finto pulpito. Come un polipo, Magli si avvinghia a questi totem contemporanei per conoscerli, si contorce su di essi, li imbriglia e alla fine ne rimane completamente sedotta. Così come la creatura, sinuosa e insistente, permea lo spazio della scena, la personalità di Cinzia si ritrova negli oggetti che la popolano, come il suo Tavolo acquario, progetto del 1983, e il pianoforte, ricordo della favola-presentazione che Dino Buzzati dedica all’artista diciottenne in occasione della sua prima personale di pittura alla Galleria del Prisma a Milano.

Tra i led azzurrati e freddi, le forme spigolose degli oggetti di scena e la morbidezza organica del verde, gli specchi d’acqua e di vetro, i suoni stranianti che accompagnano ogni faticoso e poetico movimento, si consuma un rito misterioso che origina dal gesto quotidiano del vestirsi, performato da un corpo eccitato proprio dalla seconda pelle, l’abito, che attiva una connessione con il mondo circostante.

Gli abiti e gli spazi creati da Cinzia sono ambienti – luoghi da esplorare, da conoscere e in cui riconoscersi, in tutte le maniere possibili, attraverso il ritmo decelerato del pensiero e l’intelligenza immediata del corpo. Abiti e oggetti non sono però passivi component della scena; anzi, sono espressioni della sensibilità della loro autrice, e uno strumento che permette alla performer di costruire il proprio incedere e prendere parte al processo di creazione delle immagini e dei loro significati.

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Cinzia Ruggeri
…per non restare immobili
a cura di Rita Selvaggio
12 settembre – 08 novembre 2020
Casa Masaccio | Corso Italia, 83 | San Giovanni Valdarno