Data

Ott 31 2020 - Gen 15 2021
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Nicola Maria Martino | Mare di Levante

La Fondazione Filiberto e Bianca Menna, in collaborazione con il Lavatoio Contumaciale, con l’Associazione FigurAzioni e con la FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori, è lieta di annunciare Mare di Levante, una personale di Nicola Maria Martino.

Realizzate tutte orientativamente tra il 2010 e il primo semestre del 2020, le opere presentate da Nicola Maria Martino in questa sua nuova personale dedicata al silenzio del Mare di Levante e a un senso di nostalgia che è possibile percepire come ungarettiana allegria, tracciano un itinerario visivo in cui i colori si mostrano croccanti, aderenti a una visione mentale della pittura intesa come scavo e conquista, come ritrovamento.

Angoli di colore a margine di ampi riquadri rossi e verdi e blu, gelati adagiati a prendere il sole, isole dimenticate e torri solitarie, barchette policrome e aeroplanini aprono a un mondo metafisico e fiabesco (chiara in un’opera la citazione al de Chirico dei ritorni di Ulisse), irresistibilmente impenetrabile.

La sua pittura fa i conti con il ripostiglio della memoria, con il sogno ad occhi aperti e senza fili della pittura, con la carovana del tempo dove è possibile scorgere gli incanti di un bambino (non c’è mai figura umana in questi lavori, anche se se ne percepisce la traccia) che sogna ancora di essere trascinato dalle nuvole o anche le promesse di meraviglie future arate dalla dolcezza della malinconia.

Un polittico composto da sei moduli verticali (80x20cm), dove tutto è cancellato, spazzato via dalla mano lunga dell’artista, e non resta altro che una scala musicale di colori. Ad aprire il percorso è un testo (riportato di seguito integralmente) scritto appositamente dall’artista in occasione della mostra.

«Aeroplani nel cielo terso raccontano di acrobati sull’aria dello Ionio, arrivano da Levante, portano suoni d’arpa, sanno di Odisseo e di antichi guerrieri macedoni. L’acqua sciapa del lago intorno a rovi di gelso rubini. Ritorno a casa tardi. Portami un fiore, portami l’ombrello, portami ancora storie. Ti offrirò del vino di Tikves e penserò a colori nuovi. Azzurri e rossi, rosa, stormi silenti. Cadeva una goccia sul pruno. Un caldo mattino giocammo seguendo la marcia dei tamburi… mi nascosi tra i fiori gialli, all’alba ci aspettavano al porto di Vlora con abiti scuri… parlavano in lingua straniera. E di lì raggiungere Ocrida, e poi riposerai. Ci offrivano piatti di Koran. Suoni orientali, arpe e mandole gareggiano nel vento e si festeggia. Si celebrano il pesco fiorito e i freschi fiori d’aprile. Con te imparerò a danzare, insieme, nel colore».
Nicola Maria Martino (12 settembre 2020).


Nicola Maria Martino è nato a Lesina il 5 ottobre 1946, studia all’Accademia di Belle Arti. Nel 1972 è nominato assistente a Roma e nel 1984 titolare della cattedra di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Torino. Dal 1993 al 2010 è Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, successivamente è Commissario con funzioni di Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Torino. Dal 2018 è Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Foggia. La sua partecipazione attiva sulla scena artistica comincia nei primi anni Settanta. A questo periodo appartengono la serie dei reggiseni (1974) e Colore Dolore (1976). Dal 1976 si dedica completamente alla pratica della pittura come ricerca di una mitologia nel senso di memoria universale e personale che si definisce in una espressività contenuta, solare e insieme umbratile, dispiegata in ampie distese cromatiche percorse da segni e figure liriche e inquiete, citazioni elaborate intellettualmente con rimandi a de Chirico, Chagall, Kandinsky, Licini. Nel 1980 Cesare Vivaldi lo segnala sul Bolaffi e lo presenta alla Galleria NRA di Parigi. Nello stesso anno è invitato alla Biennale di Venezia e da questo momento si contano numerose le partecipazioni dell’artista a collettive e personali in Italia e all’estero. Dalla metà degli anni ’80 la pittura di Martino dall’affabulazione emozionata si decanta in termini di sintesi luminosa e spaziale, in termini di un’intensa, sensibile essenzialità espressa in un blu profondo e simbolico.


Nicola Maria Martino. Mare di Levante

a cura di Nicolas Martino e Antonello Tolve

31 ottobre 2020 / 15 gennaio 2021

Fondazione Filiberto e Bianca Menna, Via dei Monti di Pietralata 16 – Roma, info | www.fondazionemenna.it – +39 349 5813002

orari di apertura | dal lunedì al venerdì – 15:30-19:00 o su appuntamento

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